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Ma la Raggi…

E’ il momento di difendere quel garantismo che i Cinque stelle ignorano

15 Giugno 2018 alle 06:09

Ma la Raggi…

Virginia Raggi (foto LaPresse)

Le collusioni e le presunte corruzioni che hanno inquinato la trattativa per la modifica del progetto per il nuovo stadio romano hanno spinto molti a chiedere le dimissioni della giunta di Virginia Raggi. Una giunta che ha già manifestato la sua incapacità di affrontare temi amministrativi cruciali, a cominciare dalla raccolta dei rifiuti della manutenzione viaria. Ma il giudizio spetta ai cittadini romani, che già hanno mostrato sintomi di disaffezione nelle votazioni dei municipi, e non alla magistratura, che deve invece perseguire reati personali. Il giudizio politico deve essere separato da quello giudiziario. Si tratta di un principio di garantismo, ma non solo di questo.

 

La giunta capitolina deve rispondere alla cittadinanza, secondo i meccanismi della democrazia, e alla magistratura per eventuali responsabilità penali e civili. Se si confondono i piani si cancella il ruolo primario della sovranità popolare. Sergio Rizzo su Repubblica parla di “responsabilità oggettiva”, con un ragionamento suggestivo: a Roma si è dimostrata la collusione tra palazzinari ed esponenti del potere amministrativo, quindi la promessa palingenesi legalitaria è fallita e Virginia Raggi deve trarne le conseguenze. Deve pagare politicamente un fallimento politico, questo è indubitabile. Ma nei confronti di chi deve pagare? Dei magistrati dell’accusa e della stampa che li sostiene, o dei suoi elettori? Se per i ruoli cruciali dell’amministrazione capitolina sono state scelte persone che non meritavano fiducia – forse individui imposti dai vertici del Movimento 5 stelle – esiste una responsabilità politica pesante e grave, di cui l’amministrazione deve rispondere ai cittadini. Ma non è un reato.

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Commenti all'articolo

  • furfaronadia

    15 Giugno 2018 - 08:08

    Sono d'accordo sulla difesa del garantismo. Ma la cosa va affrontata in modo diverso a mio avviso. Qui si tratta di coerenza tra quanto da sempre affermato dai grillini nei loro urli diffamatori contro quelli a cui si opponevano. Se si scegli la linea fair, che in termini di comunicazione ha dimostrato la sua totale inefficacia, tutto cade nel dimenticatio e si permette a raggi di continuare nella sua linea "a mia insaputa" o addirittura " mi attaccano perche sono donna". I cittadini romani, nonostante la loro irresponsabilità -le chiacchiere da bar- la pigrizia per cui poi alla fine si adattano a tutto, non potranno che esprimersi alle prossime elezioni cioè se non sbaglio tra 3 anni!!!!troppo tardi Roma, nel frattempo, sarà distrutta dai nuovi barbari che la stanno "governando"

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    • m.pascucci

      15 Giugno 2018 - 10:10

      Non riesco a dar pienamente torto o ragione né a Lei né all'autore dell'articolo. Lei ha ragione quando dice che vi è una responsabilità politica tutta speciale per un movimento politico che ha fatto delle accuse urlate e dell'onestà proclamata la sua fortuna, dimostrando poi come dietro a questo vi sia un vuoto assoluto in termini di persone, idee e programmi. Però penso anche che "il Foglio" faccia bene a difendere la sua linea editoriale, mi sembra un atto di coerenza. Tutto questo mio malgrado, perché da "romano de Roma" vedo la mia città in uno stato pietoso, e pensare di dover aspettare ancora altri tre anni per esprimere il mio giudizio politico non mi fa certo piacere.

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      • guido.valota

        15 Giugno 2018 - 14:02

        La vedo come Lei, nonostante la tentazione di chiedere a questi la coerenza con la linea forcaiola che hanno sempre sostenuto nei confronti degli altri in situazioni simili -o molto meno compromettenti- sembri logica. Ma questi principi si difendono anche perché lo si deve a se stessi prima che agli altri, specialmente se gli altri sono di un certo tipo. E poi è una scelta facile: tanto non capiscono in nessuno dei due casi. Da questi non ci si può aspettare niente.

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