Basta ricreazione. La lettera perfetta di Mattarella a Di Maio e Salvini

Perché si può aspettare ancora per provare a formare un governo ma non è il caso di perdere tempo. Istruzioni per passare dalla demagogia alla realtà. Altrimenti, il governo dei vincenti ma incapaci dovrà essere sostituito da un governo dei perdenti ma capaci

16 Aprile 2018 alle 08:21

Basta ricreazione. La lettera perfetta di Mattarella a Di Maio e Salvini

Foto LaPresse

Se ci fosse la possibilità di inviare una lettera ai vincitori delle elezioni politiche, ovvero Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i concetti che Sergio Mattarella utilizzerebbe per spiegare senza filtri diplomatici la delicatezza della situazione in cui si trova l’Italia potrebbero essere grosso modo così sintetizzati. Proviamo? Proviamo.   Caro Matteo Salvini, caro Luigi Di Maio. Vi scrivo a sei settimane dal voto del 4 marzo per spiegarvi perché, dopo quarantacinque giorni di chiacchiere inutili, non siete ancora riusciti...

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  • lorenzolodigiani

    16 Aprile 2018 - 16:04

    Speriamo in un governo di tutti, per diversi motivi accettato da tutti ed imposto da Mattarella. Di durata non lunga, ma non breve, fino alle europee del 2019, con un programma conciso e che comprenda una legge elettorale decente, maggioritaria con doppio turno. Eviteremmo di farci del male nei confronti dell’Europa e dei nostri alleati. Eviterebbe di farsi del male anche un eventuale governo del peggio (Lega-m5s).

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  • carlo.trinchi

    16 Aprile 2018 - 15:03

    Caro direttore se il caro presidente sostituisse i vincenti incapaci con dei perdenti capaci farebbe felici i vincenti incapaci. Li riporterebbe, uno sui monti in canottiera e l’altro sui palchi nelle piazze a smadonnare un revival di waffa ristoratori. Si provi a pensare il bordello di un governo di perdenti e transfughi che durano al massimo un mese per poi perire sotto i fendenti dei forconi. Ma qui ci fanno o ci sono?

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    16 Aprile 2018 - 15:03

    Premesso che il governo Dini nacque nel 1995 e non nel 1996, e che il secondo governo Prodi nacque nel 2006 e non nel 2008 (un po' di precisione non guasterebbe), e che le "sciocchezze" che Salvini avrebbe proposto in campagna elettorale sono quelle del programma condiviso dalla coalizione (in primis da Berlusconi, che si credeva ancora il numero uno del CDX), come si può sostenere che i cosiddetti vincenti siano incapaci senza averli messi alla prova? Io so solo che i perdenti (cioè il PD) a giudicare dal risultato elettorale non sono stati certo molto capaci (eufemismo, sono stati un disastro), e che gli elettori non si sono fatti abbindolare dalle innumerevoli mance e mancette elargite prima delle elezioni, che avranno il solo risultato di aggravare il debito pubblico senza nemmeno avere l'alibi della crescita.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Aprile 2018 - 14:02

    Una cosa è certa, a livello della cosiddetta opinione pubblica/mediatica: il nuovo governo non può includere né Berlusconi, né il Pd. Le sfumature sono solo opinioni. Di Maio, il secondo col cappello in mano lo accetterebbe, ma Salvini, no. Un governo di scopo, di unità nazionale, un governo di tutti, il M5S non può accettalo, sarebbe come ammettere il fallimento del suo progetto di “cambiamento”. Nel Pd è in corso una guerra civile, per cui inutile chiedersi cocosa sia il Pd. Non appare chiaro, per ora dove il presidente Mattarella potrà trovare spazi di manovra. L’unica legge elettorale che possa garantire un vincitore è quella in vigore per l’elezione dei sindaci. Per le politiche nazionali, non va bene? Già, non va bene perché i governi si formano in Parlamento. Lì sono possibili manovre ed escamotage che la legge per l’elezione dei sindaci, renderebbe ininfluenti. Gira e rigira, il nodo è sempre il Parlamento, concepito all'italiana, Basta una lettera? Sarebbe bello.

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