cerca

Finirà la sbornia collettiva. Si vivacchierà stentati e impoveriti

Di Maio appare come una smania umana, non ha un programma, non ha uomini e donne adatti. Salvini è finalmente il capo di una cosa che non c'è e non c'è mai stata, il centrodestra senza Berlusconi. La frana di Roma metterà nel ridicolo l'Italia

8 Aprile 2018 alle 06:00

Immigrazione e disoccupazione, così Lega e M5s si sono spartiti l'Italia

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (fotomontaggio Enrico Cicchetti)

Quanto tempo ci metteranno gli italiani a capire quanto sono stati stupidi il 4 marzo scorso? Per Amendola e la Parietti vabbè, ci vorrà un supplemento per artisti, d’altra parte fino a qualche tempo fa gli attori e intrattenitori non li seppellivano nemmeno nei cimiteri. Ma per gli altri, quelli più o meno normali che hanno votato per Di Maio e Salvini?

 

Sono state votate le cose che quei due dicevano nei comizi, cioè bugie. Non ci sarà un reddito di cittadinanza. Non ci sarà un’Europa che protegge i deboli da quel “crimine contro l’umanità” che è l’euro. Non ci sarà l’espulsione generalizzata degli immigrati. Non ci sarà il risanamento della vita pubblica come repulisti contro la corruzione. Il Sud non diventerà un luogo di felicità e di spasso e di bonanza. Non riprenderanno le assunzioni impedite dal Jobs Act. Il potere delle banche resterà lo stesso di prima, per fortuna dei risparmiatori e dei banchieri. Il paese sarà ingabbiato nella demagogia, senza una politica estera ed europea, senza una chiara visione del futuro, faranno ampiamente senza di noi a Bruxelles e altrove, anche a Mosca se è per questo. Ci sarà un giochino di simboli e pasticci cliccanti, zero idee. Andrà avanti forse quel po’ di ripresa garantita in questi anni da élite una cui unghia vale più di tutto quanto promesso dai gemelli del gol.

 

Queste sono cose che sappiamo tutti. Quel che non sappiamo è quando passerà la sbornia collettiva. Di Maio appare come una smania umana, la smania di governo con chiunque e per qualunque cosa, non ha un programma, non ha uomini e donne adatti, non ha un retroterra di movimento e di storia che abbia un senso oltre il vaffanculo e poi il linguaggio forbito e ingannatore del parvenu. Salvini è finalmente il capo di una cosa che non c’è e non c’è mai stata, il centrodestra senza Berlusconi, e di questa leadership non sa che farsene, per adesso si ricompone nella sua ovvia subalternità. Faranno un governo, perché non c’è alternativa, sarà una delusione, ma di quelle cocenti, imbarazzanti, con una sequela di crisi da incompetenza, da illusione, da mancanza di prospettiva.

 

Solo il povero Pd può aiutarli, e ritardare la presa d’atto, il “quanto siamo stati fessi”, occupandosi di sé stesso, manovrando a ruota libera, e non invece parlando al paese in cui vive. Lasciati alla loro fulgida vittoria, i gemelli si spartiranno un potere che non li ricambierà del loro evidente affetto, il governo bisogna saperlo guidare, nutrire, il Parlamento bisogna saperlo orientare, non con le multe, non con i clic di Davide Casaleggio, con la politica. La frana di Roma, concetto tutt’altro che metaforico, metterà nel ridicolo l’Italia. Gente senza principi, come tutti i demagoghi che non sanno bene di esserlo, e i politici improvvisati, a parte la Lega che un’esperienza ce l’avrebbe ma sempre e solo in contatto con il demiurgo che l’ha portata al governo, il Cav., ed è diventata una caricatura ruspante del lepenismo, i grillozzi faranno una figura di cacca planetaria, questo già lo sappiamo, e si divideranno e ricomincerà la giostra delle espulsioni, ma la maggioranza è massiccia, una guida garante e terza Mattarella riuscirà a imporla, e si vivacchierà stentati e impoveriti con un esecutivo da favola. A meno che non si rivoti, bel risultato, per cominciare subito a domandarci come mai siamo stati così frivoli, superficiali, sberleffanti e inutili con i nostri voti.

 

Detto questo, hanno vinto per la nostra inaudita dabbenaggine, non è vero che non hanno vinto, hanno avuto il plebiscito che desideravano, e adesso devono provarci e tutti noi scontare le conseguenze della loro impreparazione, della loro insignificanza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • borlavanna

    09 Aprile 2018 - 17:05

    Stenti e impoveriti ma, felici almeno secondo M5S.

    Report

    Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Aprile 2018 - 13:01

    Ungheria. Affluenza oltre il 73%, Orban, 133 seggi su 199, maggioranza di due terzi. En passant: Nel dicembre dell'anno 1000 venne incoronato il primo re d'Ungheria, Stefano I. Convertì il popolo magiaro al Cristianesimo. Dopo la sua morte Stefano venne canonizzato nel 1083. Da allora è venerato Santo Stefano d'Ungheria, fondatore dello Stato ungherese. Altra roba, eh!

    Report

    Rispondi

  • kmt.rossi

    09 Aprile 2018 - 13:01

    E che dire dei sapienti commentatori tifosi, dei talk show, della demagogia imperante per qualche copia venduta in più o un punto di auditel!

    Report

    Rispondi

  • DBartalesi

    09 Aprile 2018 - 12:12

    La democrazia ha lasciato le vecchie sedi dei partiti che non ci sono più. La democrazia è entrata nella "rete"ed è diventata quel qualcosa che i media, in mancanza di idee più originali, hanno iniziato a chiamare "populismo". Chiaro che al di la del pittoresco (l'Italia è sempre tale) caso nostrano il problema è di valenza planetaria e va governato con nuove regole, prima che importanti annunciati disastri diventino realtà. Quindi d'accordo, come dicono a Napoli..."a lanterna 'man'e cecato", sembra riassumere a pennello il momento di generale smarrimento politico a cui assistiamo. Il punto è che indietro non si torna.e occorre far nascere ciò che sta venendo fuori. Lo diceva già Marx, che la lanterna la sapeva usare bene per capire la storia.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi