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Le consultazioni sono un gioco di veti

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Mundo, Les Echos, Sueddeutsche Zeitung, Figaro...

6 Aprile 2018 alle 10:45

Le consultazioni sono un gioco di veti

Foto LaPresse

Consultazioni politiche, un gioco di veti

Berlino, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - La prima tornata di consultazioni al Quirinale, conclusasi giovedì, ha portato ad uno stallo, come previsto. Nessuno dei tre principali blocchi politici italiani è in grado di governare da solo: né il Movimento 5 stelle, né la coalizione di centrodestra, né il Partito democratico (Pd). Tutti si guardano a distanza, e sarà dunque necessario almeno un altro giro di consultazioni. Luigi Di Maio,leader dei pentastellati, vuole diventare il primo ministro italiano, e per farlo si è detto pronto ad aprire alla Lega di Matteo Salvini o al Pd, ma ha chiuso categoricamente a Forza Italia di Silvio Berlusconi, che pure è uno dei principali azionisti della coalizione di centrodestra. Salvini ha posto il veto a qualsiasi negoziato che precluda uno dei suoi alleati. I socialdemocratici, da parte loro, respingono tutte le soluzioni che prevedano la loro partecipazione al nuovo governo. Come perdenti vedono il loro posto all’opposizione, o almeno così sostengono al momento. Un’alternativa potrebbero essere nuove elezioni. Il quotidiano “Corriere della Sera” scrive che il presidente Sergio Mattarella ha invitato le parti a parlare di questioni e programmi piuttosto che di posizioni di potere, con una particolare attenzione agli impegni europei.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

Telecom Italia, attacco da Roma

Berlino, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano uscente guidato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, i vincitori populisti delle elezioni parlamentari e il fondo statunitense Elliott fanno causa comune per tutelare gli interessi dell’Italia nel settore delle telecomunicazioni. Il tutto per cacciare da Roma Vincent Bolloré, proprietario del gruppo francese Vivendi, sgradito maggiore azionista del gruppo di telecomunicazioni italiano Tim. Il governo italiano, scrive la "Sueddeutsche Zeitung", si è risolto a ricorrere alla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) nella battaglia per il controllo della quinta più grande società di telecomunicazioni in Europa. La Cdp entra in Tim con il cinque percento per assicurarsi la parola su un’infrastruttura che definisce il futuro del Paese. Al prezzo attuale delle azioni, l'ente statale dovrà pagare circa 600 milioni di euro. L’investitore Paul Singer e il suo hedge fund Elliott sono apparsi improvvisamente sulla scena di Tim all’inizio di marzo. Ritiene che le telecomunicazioni italiane siano mal gestite e sospetta la possibilità di forti aumenti dei prezzi. Sotto il controllo di Bolloré, che possiede quasi il 24 per cento dei diritti di voto, il valore di mercato del gruppo si è schiantato negli ultimi due anni e mezzo. Secondo Elliott Vivendi farebbe solo il proprio interesse ai danni degli altri azionisti, e secondo Elliott oggi il titolo è grossolanamente sottovalutato. Secondo le informazioni di mercato, l’investitore Usa ha aumentato la sua partecipazione a quasi il dieci per cento. Il problema per il governo è che il francese si era rifiutato di investire denaro nell’espansione dell’infrastruttura della rete digitale e per porre rimedio a ciò, l’ex premier Matteo Renzi nel 2016 aveva mobilitato la società energetica Enel e la Cdp che avevano formato la società per le reti Open Fiber per la posa di cavi in fibra ottica, in concorrenza con Tim. Pertanto gli interessi di Elliott e dell’Italia coincidono. Il loro obiettivo comune è, dopo la cacciata di Vivendi, la scissione della rete Tim e la sua successiva fusione con Open fibra. Il fondo attivista potrebbe mettere i contanti, e la politica italiana avrebbe almeno il controllo nazionale sull’infrastruttura. Inoltre, una fusione delle costose autostrade di dati avrebbe anche un significato economico. Sul piano politico, Bolloré si trova di fronte una grande coalizione che oggi sembra impossibile in Parlamento: “Noi italiani abbiamo bisogno di sottrarre le nostre infrastrutture di comunicazione a mani straniere”, ha scritto su Facebook l’europarlamentare dei 5 stelle Maurizio Buffagni.

Leggi l’articolo della Sueddeutsche Zeitung

Fiat Chrysler si separa dalla Magneti Marelli

Parigi, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - Fiat Chrysler si separa dalla Magneti Marelli. Lo scrive “Les Echos”, aggiungendo che lo scorporo avverrà tra la fine del 2018 e l’inizio dell’anno successivo. La nuova società sarà quotata alla Borsa di Milano. Intanto, Fca ha guadagnato più del 9 per cento in Borsa prima di stabilizzarsi a più 5 per cento a metà giornata. I titoli della Magneti Marelli saranno distribuiti agli azionisti di Fiat Chrysler, anche se le modalità non sono state ancora precisate. Questa operazione creerà per loro “del valore, che fornirà allo stesso tempo la necessaria flessibilità operativa alla crescita di Magneti Marelli” ha detto Marchionne.

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Dolce e Gabbana non è in vendita

Parigi, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - Domenico Dolce e Stefano Gabbana, proprietari e fondatori dell’omonima casa di moda, hanno dichiarato in un’intervista al “Corriere della Sera” di non voler vendere il gruppo e di aver creato un trust per assicurarne il futuro. Ne parla “Les Echos”, ricordando che il marchio è stato creato nel 1985 e ad oggi è uno dei primi dieci nel settore del lusso italiano. La casa impiega 2.300 lavoratori e alla fine di marzo dello scorso anno ha registrato un esercizio da 1,3 miliardi di euro. Il quotidiano economico ricorda che precauzioni simili sono state prese anche da Giorgio Armani.

Leggi l’articolo dell’Echos

L’hotel di Milano che fa impazzire Brad Pitt e Rihanna

Madrid, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - Si chiama nhow Milano ed è uno tra più camaleontici, moderni e audaci tra gli hotel della catena alberghiera Nh in Europa. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Pais” che dedica un articolo allo spirito creativo e artistico dell'hotel italiano, costruito in quella che era la centrale elettrica di Tortona, a due passi dai Navigli. "L'unica regola qui è che non ci sono regole", riassume Giovanni Testa, direttore generale della struttura che ha già ospitato diverse star, da Brad Pitt a Edward Norton passando per Rihanna.

Leggi l’articolo del Pais

La BBC cerca di rimediare al colossale errore sulle Dolomiti italiane

Londra, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - La sagoma delle montagne note come Tre Cime di Lavaredo è il simbolo globale delle Dolomiti italiane: è riconoscibile in tutto il mondo, eccetto che a quanto pare dalla Bbc. Lo scrive il quotidiano londinese "The Times", il quale riferisce che la televisione pubblica britannica ha dovuto riconoscere di aver fatto un "terrible mistake" nell'includere immagini di quelle montagne italiane in un documentario sull'allevamento degli yak nell'Himalaya; dell'errore si è accorto un telespettatore, che se ne è subito lamentato con la Bbc.

Leggi l’articolo del Times

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Premio europeo Carlos V ad Antonio Tajani

Madrid, 6 apr 08:34 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Parlamento europeo, l’italiano Antonio Tajani, è stato insignito del premio europeo Carlos V conferitogli dalla Fondazione europea e iberoamericana dell’Accademia di Yuste per la carriera dedicata alle istituzioni dell’Unione europea. Lo ha riferito il quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, che aggiunge come l’annuncio sia stato dato dal direttore generale e presidente della Commissione esecutiva della Fondazione, Rosa Balas, ieri, durante una conferenza stampa a Merida. La giuria, secondo quanto riferito da “Diario Informacion”, ha valutato la carriera di Tajani fin dal suo esordio nella politica, 25 anni fa, concludendo che il presidente del Parlamento Ue "ha dedicato i suoi sforzi per lavorare alla costruzione europea assumendo diverse responsabilità", sia in Parlamento che in Commissione.

Leggi l’articolo della Vanguardia

Ue, la Germania fornisce il maggior numero di personale Frontex

Amburgo, 6 apr 10:16 - (Agenzia Nova) - 114 funzionari della polizia federale tedesca e delle dogane hanno controllato le frontiere esterne della Ue sotto l'egida di Frontex nel corso del 2017. Quello tedesco è il contingente più grande dell’Agenzia europea per le frontiere (Frontex), secondo quanto riportato dalla polizia stessa e dall’agenzia stampa “Dpa”. Il totale dei giorni di missione effettuati dai funzionari tedeschi ammonta a 41.582, il che equivale al 21,8 per cento del totale effettuato da Frontex, seguiti dai giorni di servizio della Romania, della Francia e dei Paesi Bassi. Frontex è stata fondata nel 2004 come agenzia congiunta della Ue con sede a Varsavia, responsabile della vigilanza congiunta delle frontiere esterne dell’Unione. L'agenzia conta su circa 1.500 uomini e donne in un pool di reazione rapida, dispiegate, tra le altre cose, nel Mediterraneo e nei Balcani. “Le cifre dimostrano l’importanza della missione tedesca”, ha detto il presidente della polizia federale Dieter Romann. I due terzi delle missioni sono a carico dei poliziotti federali, mentre un terzo dei doganieri. Il ministro federale della Sanità, il cristiano democratico Jens Spahn (Cdu), ha chiesto un aumento del coinvolgimento tedesco nell’agenzia europea: “Frontex ha bisogno di 100.000 uomini e dovrebbe davvero proteggere i confini”, ha dichiarato in un’intervista pubblicata mercoledì dalla “Neue Zuercher Zeitung”.

Leggi l’articolo dello Spiegel

Francia-Germania: Parigi e Berlino avanzano sul piano della difesa europea

Parigi, 6 apr 10:16 - (Agenzia Nova) - Il ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha ricevuto ieri a Parigi il suo omologo tedesco, Ursula von der Leyen. Lo riporta “Le Figaro”, scrivendo che questo incontro aiuta il progetto del presidente Emmanuel Macron, intenzionato ad avanzare nel “cammino di una difesa europea”. A fine aprile Parigi e Berlino firmeranno un documento che permetterà il lancio del futuro sistema di combattimento aereo (Scaf). L’evento si svolgerà al salone aeronautico di Berlino, dove quest’anno la Francia è invitata d’onore. Ursula von der Leyen ha confermato il sostegno della Germania alla “iniziativa europea d’intervento”, un progetto annunciato da Macron durante il suo discorso alla Sorbona. 

Leggi l’articolo del Figaro

La giustizia tedesca nega alla Spagna di giudicare Puigdemont per ribellione

Madrid, 6 apr 10:16 - (Agenzia Nova) - Il tribunale territoriale dello Schleswig-Holstein ha deciso ieri di rilasciare l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont con una cauzione di 75.000 euro. La notizia è stata riferita e commentata da tutti i principali quotidiani spagnoli che definiscono la decisione della Corte tedesca come la peggiore batosta subita dalla giustizia spagnola da un paese alleato e membro dell’Unione europea. I tre giudici hanno ritenuto infatti di escludere il reato di ribellione nell’ambito della richiesta di estradizione presentata dal giudice della Corte suprema spagnola Pablo Llarena. Il reato di alto tradimento preso in considerazione dal codice penale tedesco non corrisponderebbe, secondo la conclusione del tribunale tedesco, a quello di ribellione indicato dal giudice Llarena. La decisione della giustizia tedesca impedisce così alla Spagna di giudicare Puigdemont per un reato che non sia quello dell'appropriazione indebita di fondi pubblici. Le sanzioni per questo crimine, ricorda il quotidiano “El Mundo”, possono arrivare anche a 12 anni di carcere, pena che rimane comunque lontana dai 30 anni previsti per il reato di ribellione. Nonostante il governo spagnolo abbia cercato di mantenere un ruolo istituzionale di rispetto delle decisioni giudiziarie tedesche, fonti del Partito popolare (Pp) consultate da “La Vanguardia” hanno descritto la decisione come un "disastro per la Spagna" perché mette in discussione l’intero sistema giudiziario spagnolo davanti a tutta l'Europa e regala nuove speranze al movimento indipendentista.

Leggi l’articolo del Mundo

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