Presto, si faccia un governo dei vincitori

Alleanza M5s-centrodestra con Flick garante. Intanto vediamo se la vittoria del salvinismo e del partito di Di Maio farà nascere un’opposizione forte, con idee liberali e riformiste, o se tutto si risolverà in un nuovo episodio trasformista

21 Marzo 2018 alle 06:18

Presto, si faccia un governo dei vincitori

Tutto è possibile. In Danimarca i socialdemocratici hanno deciso che non c’è più niente da fare, hanno più o meno gli stessi voti del partito anti immigrati, ma la resistenza è finita dopo vent’anni, niente più accuse di xenofobia, ora si collabora appena con qualche pudore, e si adotta la linea delle frontiere chiuse agli ingressi “non occidentali”, in cambio di una svolta pro welfare del partito danese del popolo, in polemica con i liberali al governo da tre anni. Scomposizioni e ricomposizioni, come direbbe Paolo Cirino Pomicino. Qui è tutto diverso, i socialdemocratici del Pd hanno una tinta liberal-riformista di establishment, e le forze popolari ed elettorali che li hanno messi sotto sono coacervi complicati di tendenze diverse, Berlusconi non è Salvini e forse Di Maio non è tutto il grillismo, ma la questione è la stessa. Può esistere un polo politico autonomo dall’onda lunga dello spirito antielitario e demagogico che si esprime nei simboli, nei programmi, diciamo così, o nelle pulsioni dei vincitori delle elezioni? Non è questione di Aventino, quella è una fesseria pigra, bisogna piuttosto vedere se la vittoria del salvinismo e del partito di Di Maio farà nascere un’opposizione forte, con idee liberali e riformiste, appunto, capaci di sopravvivere e nutrire la prospettiva di un’alternanza futura, oppure se tutto si risolverà in un nuovo episodio trasformista. Non ci sono comunque le condizioni perché grillini e casaleggiani facciano con il sostegno del Pd un governo riformista e di sinistra, per dir così, casomai ci può essere una grillizzazione strisciante di quel che resta del Pd. Ma è una prospettiva remota, non attuale.

 

Ecco perché, per Camere e governo, non c’è altra soluzione politica sostenibile, a parte un ritorno al voto sempre possibile sebbene nessuno lo voglia, che una maggioranza e un esecutivo dei vincitori: devono trovare con il notaio Mattarella la personalità garante, si fa per dire, che assicuri a Palazzo Chigi la parità di ruolo tra il leader della coalizione più votata (Salvini) e il capo del partito più votato (Di Maio), e un programma misto di spunti e simboli e misure con qualche compatibilità, ma non troppa, con l’Italia che starebbe ancora in Europa e in occidente. Berlusconi alla fine sarà della partita, riluttante, e l’ala radicale della demagogia grillina si farà piacere la grande coalizione con il Cav. Doveva essere quella tra il Pd e i berlusconiani, sarà quella Salvini-Di Maio per scelta degli elettori. Francamente, non si capisce tutto questo annaspare intorno e altre ipotesi. In politica la fantasia delle cose, il gioco degli interessi e delle personalità e dei simboli produce soluzioni a sorpresa, eleva ingombri sulle vie più semplici, quindi niente si può escludere, ma l’unica vera faccenda da risolvere è il patto tra i vincitori sulla guida del governo, che a parte una staffetta (improbabile visto il precedente Craxi-De Mita) non può che vertere su una personalità terza e rassicurante per la sua immagine, ma priva di potere reale, e su elementi di programma certo non così difficili da concordare. Insisto: chi meglio di Giovanni Maria Flick, ex ministro della Giustizia “tecnico” di Prodi, ex presidente della Corte costituzionale, giurista e personalità spontaneamente concordataria, età venerabile, autore di un libro in uscita di consigli costituzionalistici ai grillini e già in parola con la giunta Raggi per una consulenza? Se poi trovano un equivalente con un baffo filoleghista, ma che non si veda troppo, meglio per loro. Il Pd deve capire bene perché è stato travolto, e non è difficilissimo scoprirlo, e come fare a risorgere nel ruolo dell’opposizione, perché non c’è altra via e i fatti sono testardi.

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  • carlo.trinchi

    21 Marzo 2018 - 19:07

    Qui occorre un partito che rappresenti l’altra metà del cielo. I due populisti facessero pure. Hanno i numeri, che governino. Ma non ne saranno capaci. Non faranno nemmeno una legge elettorale degna di questo nome. Dopo aver criticato, giustamente, il rosatellum che facciano una legge moderna che permetta di governare. Ne hanno l’opportunita datagli dal popolo. Invece assistiamo a queste alchimie giornalistiche che non portano a nulla. Solo chiacchiere e sputi in parlamento. Vedere per credere.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Marzo 2018 - 14:02

    Caro Ferrara . Non credo sia stato colto il nocciolo delle sua proposta. Mi permetto di riassumerla: i due schieramenti più votati, popolo sovrano dixit, sono stati Centrodestra = 37%, M5S = 32% . Al netto dei giochetti politologici e della casta delle interpretazioni capziose pro interessi di parte, i “vincitori relativi”, sono quei due. Non Di Maio e Salvini. Se, per il bene del paese, della governabilità, degli interessi generali, riuscissero ad andare oltre le proprie passioni di bottega, potrebbero dar luogo ad una maggioranza di governo al riparo da ogni colpo di mano e dalle manovre del circo mediatico-giudiziario. 37%+32% = 69%. Già. Infatti la proposta Ferrara è: gli ineccepibili garanti costituzionali Sergio Mattarella e Giovanni Maria Flick, potrebbero proporre al Centrodestra e M5S, di presentarsi ai due rami del Parlamento e chiederne la fiducia su un programma di governo messo a punto insieme. Centrodestra + M5s, non M5s + Salvivi. Chiaro?

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    • Nambikwara

      Nambikwara

      21 Marzo 2018 - 16:04

      Salvini e Di Maio sono i due leader( C.D. e 5S) avallati dalle urne e uno dei due fa il primo ministro, fermo restando che non sono 2 bambinoni; se così non fosse pescano il nome, a mò di tombola, tra il sacchetto C.D. e quello Five Star?. "Chiaro" a chi lo dici?: a te stesso, a Ferrara o al pubblico? Qui, e meno male, ognuno dice la sua. Io ho espresso, in accordo con Ferrara su C.D e Five Star, che tra loro va definito programma e governo, quindi, a chiarire , inevitabili i nomi e cioè i 2 leader: C.D. e 5s sono solo "nomi organizzativi" necessitano di identità, senza un altro garante( hanno votato milioni di persone non per l'asilo infantile), con queste si governa mica con le etichette (Renzi insegna).

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    21 Marzo 2018 - 13:01

    Corretto, mr. Ferrara: C.destra e Five star devono programmare e, quindi, governare: le priorità (tasse, debito, produttività e reddito di discoccupazione(*)) le conosciamo tutti (tutti i votanti anche quelli che hanno votato a Nord come a Sud seppur con alcune motivazioni diverse). Per quanto attiene al "garante" ne abbiamo già uno (della Repubblica) e dei due (Salvini e Di Maio) hanno un'eta adulta. (*) attuare una organizzazione (che non c'è) che gestisca i processi di inserimento per chi ha perso il lavoro e sua formazione ; al terzo non assenso del lavoratore decade il reddito di disoccupazione.

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    • Skybolt

      21 Marzo 2018 - 18:06

      Noto con grande interesse che i due insieme superano con agio la maggioranza qualificata dei 2/3 nei due rami del Parlamento: inizia una stagione di riforme radicali? Senza nemmeno passare dal referendum confermativo.. Già, ma ci sono riforme e riforme, nevvero?

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  • riflessivo

    21 Marzo 2018 - 12:12

    "..bisogna piuttosto vedere se la vittoria del salvinismo e del partito di Di Maio farà nascere un’opposizione forte, con idee liberali e riformiste, appunto, capaci di sopravvivere e nutrire la prospettiva di un’alternanza futura, oppure se tutto si risolverà in un nuovo episodio trasformista. Non ci sono comunque le condizioni perché grillini e casaleggiani facciano con il sostegno del Pd un governo riformista e di sinistra, per dir così, casomai ci può essere una grillizzazione strisciante di quel che resta del Pd. Ma è una prospettiva remota, non attuale" Caro Ferrara, la prospettiva riformista dovrebbe includere i diritti del lavoro, i diritti dei lavoratori, vere prospettive per i giovani e per tutti i cittadini in difficoltà altrimenti la grillizzazione strisciante del PD sarà assolutamente inevitabile! Il PD non esisterà più!!

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