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Come si eleggono i presidenti delle Camere

Venerdì 23 marzo c'è l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. Ecco come funziona

23 Marzo 2018 alle 08:52

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Venerdì 23 marzo si tiene la prima seduta del nuovo parlamento: il primo atto della nuova legislatura uscita dalle elezioni del 4 marzo. In questa occasione verranno eletti i presidenti di Camera e Senato. Potrebbero volerci diversi giorni primi di raggiungere un accordo, visto l'incerto scenario post elettorale e la "fumata nera" uscita ieri dalla riunione dei capigruppo, con il M5s che ha respinto i tentativi di avvicinamento di Silvio Berlusconi, che a sua volta insiste sul nome di Paolo Romani per la presidenza del Senato. Per questo il dialogo tra le forze politiche si è aperto già all'indomani del voto, così da arrivare preparati all'appuntamento del 23 marzo.

        

Come si eleggono i presidenti di Camera e Senato? 

  

Camera

L'elezione del presidente della Camera ha luogo a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti. Dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei votanti, computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.

   

Primo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei parlamentari
Secondo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei votanti
Terzo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei votanti
Quarto scrutinio: maggioranza assoluta dei votanti

  

Qui il regolamento ufficiale

  

Senato

Anche l'elezione del presidente del Senato è a scrutinio segreto, ma serve la maggioranza assoluta dei voti e la procedura potrebbe essere più breve. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, comprese le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 

    

Primo scrutinio: maggioranza assoluta dei senatori
Secondo scrutinio: maggioranza assoluta dei senatori
Terzo scrutinio: maggioranza assoluta dei presenti
Quarto scrutinio: ballottaggio tra i due candidati più votati al terzo scrutinio

  

Qui il regolamento ufficiale.

  

Quanto tempo ci vuole?

 

Nella scorsa legislatura furono sufficienti quattro scrutini per eleggere entrambi i presidenti delle Camere. Nei giorni scorsi, l'Istituto Carlo Cattaneo ha preparato il documento “Tutti i numeri dei Presidenti”: un piccolo vademecum per conoscere passato, presente e futuro dei prossimi Presidenti delle Camere. Nelle schede di analisi dell'Istituto di studi e ricerche bolognese, sono presentati i numeri di scrutini necessari ad eleggere i presidenti in tutta la storia repubblicana.

 

Negli ultimi anni sono necessarie più votazioni per arrivare a un nome condiviso. 

 

Cosa succede dopo?

Il 25 marzo gli eletti devono aver comunicato a quale gruppo parlamentare vogliono iscriversi. Il 27 marzo i presidenti di Camera e Senato convocano i deputati appartenenti a ciascun gruppo e quelli da iscrivere nel gruppo Misto. Successivamente, i gruppi eleggono i propri presidenti, vicepresidenti e comitati direttivi.

 

Per approfondire

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Enrico Cicchetti

Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti

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