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Le buone ragioni che hanno consigliato a Renzi il basso profilo su Macerata

Consiglieri e sondaggisti hanno suggerito al segretario del partito che se il Pd ha una possibilità di farcela alle elezioni è quella di presentarsi come forza responsabile e tranquilla

6 Febbraio 2018 alle 06:25

Le buone ragioni che hanno consigliato a Renzi il basso profilo su Macerata

Matteo Renzi (foto LaPresse)

C’è un motivo se Matteo Renzi non ha spinto l’acceleratore sui fatti di Macerata. C’è una ragione se il segretario del Partito democratico ha evitato di polemizzare furiosamente con Matteo Salvini. Il perché dell’atteggiamento del leader del Pd sta nei sondaggi. E non si tratta di quelli che rivelano l’insofferenza di molti italiani nei confronti dei migranti. No, qui si sta parlando di qualcos’altro. I sondaggi raccontano che l’elettorato ha bisogno di rassicurazioni e certezze. L’italiano è spaventato non sa che cosa gli riserverà il futuro. In termini economici ma non solo. Questo riguarda soprattutto l’elettorato di centrosinistra. Perciò Renzi non ha nessuna intenzione di alzare più di tanto i toni. Consiglieri e sondaggisti gli hanno suggerito che se il Partito democratico ha una possibilità di farcela è quella di presentarsi come forza responsabile e tranquilla.

 

E’ questo il modo per convincere quella fetta di elettorato che attualmente dichiara di non voler andare a votare a non rifugiarsi nell’astensionismo. Così, almeno, gli è stato spiegato. L’unico modo per convincere quella parte di elettori a dare ancora una volta il voto al Pd, sia che Renzi gli stia simpatico sia che, al contrario, diffidi di lui.

 

Del resto, il risultato del Partito democratico sarà fondamentale non soltanto per il centrosinistra stesso. Anche la governabilità della prossima legislatura ne potrebbe trarre beneficio. Sempre gli stessi sondaggisti infatti dicono che se Pd e Forza Italia alle prossime elezioni del 4 marzo andassero bene potrebbero avere una maggioranza autosufficiente sia alla Camera sia al Senato. E questo significa che la grande coalizione di cui si è tanto parlato sarebbe effettivamente possibile.

 

Ma con chi alla guida del governo? Giorni fa Matteo Renzi si era lasciato sfuggire che ancora pensa a Palazzo Chigi, che non ha archiviato definitivamente l'ipotesi di tornare alla guida del governo. Ma, più realisticamente, il segretario del Pd quando ragiona con i suoi fedelissimi delle possibili mosse future, fa sempre un nome: Paolo Gentiloni. “Perché comunque – spiega – la guida toccherebbe a noi dal momento che, salvo imprevisti, prenderemo più voti di Forza Italia”.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    06 Febbraio 2018 - 22:10

    Non parla di Macerata perché durante il suo governo di migranti ne sono arrivati a migliaia. Non parla di Macerata perché i migranti sono anche opera sua. Quando nel suo libro ci ricordò di aiutare i migranti a casa loro oramai la questione era oltre il punto di non ritorno. Nelle città la sopportazione è oltre il limite e qui parlate di silenzio del leader? Suvvia siate seri, se vi fosse un leader che sapesse raccogliere il grido di sconforto del popolo tradito farebbe tabula rasa di tutto questo sfascio. Il leader non c’è ed è questa la scialuppa, l’ultima chance rimasta al silenzio del leader.

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