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Sicuri che l'uscita dell'Italia sarebbe un problema per l'Eurozona?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Frankfurter Allgemeine Zeitung, Times, Financial Times, Handelsblatt, Les Echos, Figaro e Prime

30 Maggio 2018 alle 10:10

Sicuri che l'uscita dell'Italia sarebbe un problema per l'Eurozona?

Foto Pixabay

La crisi italiana preoccupa i greci

Berlino - (Agenzia Nova) - Il governo greco teme una ricaduta dei problemi finanziari a causa dell’aumento dell’instabilità finanziaria in Italia. “Ci preoccupiamo quando è instabile (l'Italia) e ci sarà un impatto sulla nostra posizione finanziaria che, forse, potrebbe creare ulteriori problemi,” ha dichiarato il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias martedì a Berlino, dopo un incontro con il suo omologo tedesco, il socialdemocratico Heiko Maas. Il governo greco vuole un’Italia stabile ed europeista. Maas ha detto che la Germania aspetta la formazione di un nuovo governo italiano. Fino ad allora, si può solo di riflesso determinare l’impatto sulle relazioni bilaterali dell’Italia con la Germania e con la Ue.
 
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L'Ue rischia un referendum sull'euro in Italia dopo che il presidente Mattarella ha bloccato il governo dei populisti

Londra - (Agenzia Nova) - L'establishment in Italia e nell'Unione europea ha accolto inizialmente con favore la decisione del presidente italiano Sergio Mattarella di far abortire il tentativo di formare a Roma una coalizione di governo tra il partito anti-sistema Movimento 5 stelle (M5s) e gli euroscettici di estrema destra della Lega, ma ora trema all'idea che le prossime elezioni verso cui si è avviata la Penisola diventino una sorta di referendum a favore o contro l'adesione del paese all'Eurozona e che i partiti populisti puntino la loro propaganda elettorale sulla contrapposizione tra la sovranità popolare e la tecnocrazia dell'Unione europea: il tema oggi, mercoledì 30 maggio, è sviluppato con ampiezza dal quotidiano britannico "The Times", con due articoli di cronaca e di analisi che dominano la sua pagina internazionale.

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Il nuovo governo tecnico dell'Italia dovrebbe trovare la propria anima populista

Londra - (Agenzia Nova) - Il veto opposto dal presidente italiano Sergio Mattarella alla nomina di Paolo Savona al ministero dell'Economia, che ha provocato il fallimento del tentativo di mettere insieme una coalizione di governo fatto dal partito anti-sistema Movimento 5 stelle (M5s) e dai nazionalisti della Lega, intendeva impedire il ripetersi l'attacco speculativo sui mercati del biennio 2011-2012 contro i titoli di Stato dell'Italia: ma l'effetto è stato opposto, gli investitori stanno vendendo massicciamente i titoli italiani perché evidentemente sono convinti che l'Italia tornerà assai presto alle urne, sono inquieti per una campagna elettorale che sarà combattuta a favore o contro la permanenza del paese nell'eurozona e temono che dalle prossime elezioni i partiti populisti escano ancora più forti rispetto al voto del marzo scorso. Da queste considerazioni parte il quotidiano economico britannico "The Financial Times" per consigliare al nuovo presidente del Consiglio incaricato da Mattarella una ricetta che disinneschi la reazione a catena negativa per l'economia italiana: Carlo Cottarelli, secondo l'opinionista Martin Sandbu del giornale economico britannico, dovrebbe andare contro il suo stesso istinto ed assumere nell'agenda del suo governo tecnico le migliori proposte contenute nel contratto di governo che M5s e Lega avevano stretto prima del loro fallito tentativo a causa del veto presidenziale.

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Italia, tre possibili scenari per l’Italexit

Berlino - (Agenzia Nova) - "L’euro ha molti problemi irrisolti e non deve essere permesso di distruggere l’Unione europea”. Lo ha dichiarato George Soros. “Ciò che poteva andare storto è andato storto”, ha detto il gigante della finanza a Parigi, per poi aggiungere: “Non è più un modo di dire che l’Europa sia in un pericolo esistenziale; è una realtà”. Le parole del miliardario statunitense sono giunte martedì, durante la crisi dei titoli di Stato italiani, e non hanno certo contribuito a placare gli animi degli investitori. L’Italia rischia di zoppicare per mesi con un governo tecnocratico, approvato a malincuore fino a nuove elezioni, ha dichiarato l’analista di mercato di Dz Bank, Dorothea Huttanus. Questa prospettiva dal punto di vista dell’euro sarebbe ancora peggiore in caso di una coalizione governativa di Lega e 5 stelle. La domanda chiave che gli investitori si chiedono è: l’Italia può innescare una nuova crisi dell’euro? “Probabilmente no”, afferma Holger Schmieding, capo economista di Berenberg Bank. Naturalmente, a suo avviso, un governo "radicale" a Roma potrebbe far precipitare il paese in una profonda crisi. Secondo Schmieding, però, per il momento l'eventuale crisi appare confinata a una dimensione locale Lo scenario peggiore sarebbe una bancarotta dell'Italia, seguita dalla sua uscita dall'eurozona e da un periodo di caos duraturo. Anche in quel caso, però, l’esistenza dell’euro non sarebbe messa a repentaglio, sostiene l'economista. “Come la Brexit ha alimentato un sentimento pro-Ue a Gibilterra, un’ipotetica Italexit rafforzerebbe l’euro”, stima Schmieding. Ciò sarebbe dimostrato dalle due crisi greche (2009-2011 e 2015) e da quella di fiducia nella moneta unica del 2011-2012. A causa di questi eventi la Ue avrebbe sviluppato abbastanza strumenti per proteggere gli altri Stati membri e le loro banche contro le infezioni. “Una ripetizione della euro-crisi dovuta a un contagio dilagante sembra altamente improbabile”, afferma l’economista. Tre sono i possibili scenari: l’Italia continua a soddisfare i criteri di adesione all’eurozona, e non si concretizza alcuna crisi; l’Italia viola le regole della zona euro, andando in crisi e non riceve alcun sostegno. Vorrebbe dire un’Italexit caotica e una presa di posizione alla Alexis Tsipras. Alcuni esperti valutano la situazione in modo più critico, come Francesco Galietti, responsabile per la politica di consulenza di Sonar: “Si tratta di una minaccia esistenziale per la zona euro”, sostiene l'esperto, sottolineando il peso economico e finanziario dell'Italia.“Come previsto, l’Italia sarà uno stress test esistenziale per l’intera zona euro”, sottolinea Heinz-Werner Rapp, responsabile del Feri Cognitive Finance Institute. L’Italia ha ignorato l’enorme necessità delle riforme negli ultimi anni, sostiene Rapp, e ora cerca di far pagare agli altri i propri fallimenti. “L’euro è e rimane un esperimento politico, e può fallire politicamente se non si ottengono i benefici economici attesi”, sostiene invece l’esperto di Commerzbank Ulrich Leuchtmann. Incertezze ci sono anche per la Spagna e il governo del premier conservatore Mariano Rajoy. “Non mi aspetto una crisi, ma è possibile che continuino le incertezze”, ha affermato Ulrich Stephan, capo stratega per gli investimenti per clienti privati e aziendali presso Deutsche Bank. George Soros ha già proposto rimedi per alcuni dei mali che l’Europa sta affrontando, tra cui un "piano Marshall" finanziato dalla Ue per l’Africa del valore di circa 30 miliardi di euro all’anno, che ridurrebbe la pressione migratoria nel Continente. Ha anche suggerito una trasformazione radicale della Ue, compresa l’abolizione della clausola che vincola i suoi Stati membri all'adesione alla moneta comune. 

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I rendimenti dei titoli Usa precipitano a causa dei timori per l'Italia

Londra - (Agenzia Nova) - I rendimenti dei titoli del Tesoro degli Stati Uniti sono precipitati ieri, martedì 29 maggio, al minimo dopo la Brexit a causa della crisi politica in Italia che sta spingendo gli investitori verso la relativa sicurezza del debito pubblico Usa e a scommettere sul futuro aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve: il titolo di riferimento a 10 anni del Tesoro statunitense è caduto di oltre 15 punti base al 2,77 per cento nel tardo pomeriggio di ieri alla Borsa di New York, il maggior calo registrato in un solo giorno dalla tempesta che investì i mercati finanziari globali subito dopo il referendum che nel giugno 2016 sancì l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. 
 
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Italia: l’operatore francese Iliad sbarca nel mercato con un’offerta telefonica rivoluzionaria

Parigi, 30 mag - (Agenzia Nova) - L’operatore francese Iliad sbarcherà nel mercato italiano martedì con un offerta telefonica a 5,99 euro che prevede chiamate e Sms illimitati, insieme a 30 giga di traffico dati. Ne parla la stampa d’oltralpe, sottolineando che il gruppo di Xavier Niel ha riscontrato alcune difficoltà in Francia negli ultimi tempi. Secondo “Les Echos”, il gruppo transalpino vuole attuare una “rivoluzione” nel mercato italiano, mentre “Le Figaro” nota che il suo arrivo in Italia è passato “inosservato”. Il gruppo ha già investito 300 milioni di euro in Italia nel 2017 e conta di fare lo stesso per quest’anno. Il direttore generale di Iliad Italia, Benedetto Levi, ha ricordato che l‘offerta presentata è “cinque volte meno cara di Vodafone, tre volte meno di Telecom Italia, due volte meno di Wind Tre”. Il proprietario di Iliad, Xavier Niel, viene definito da “Les Echos” come “l’enfant terrible” delle telecomunicazioni. Nell’autunno del 2015 Niel acquistò il 15 per cento del capitale di Telecom Italia. Il quotidiano economico riporta i commenti ripresi da alcuni quotidiani italiani sul personaggio di Niel. 

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L'attenzione ingiustificata all'Italia arricchisce gli speculatori globali

Mosca - (Agenzia Nova) - Le borse europee e degli Stati Uniti hanno concluso ieri le sessioni di negoziazione in ribasso a causa dei timori di nuove elezioni in Italia, che minacciano di trasformarsi in un referendum sul ritiro del paese dall'Unione europea. L’indice S & P 500 è sceso dell’1,16 per cento, per la prima volta dall'inizio di maggio, attestandosi al di sotto della media mobile a 100 giorni, il tedesco DAX é sceso dell’1.53 per cento, mentre il Dow ha perso 2,65 per cento. La situazione politica instabile nella penisola ha portato alla vendita massiccia delle azioni delle banche europee e dei titoli di debito italiani, dove il rendimento dei titoli a 10 anni ha superato il 3 per cento, che a sua volta ha innescato un acquisto "più affidabile" di buoni del Tesoro Usa a 10 anni, il cui rendimento è diminuito di 15 punti base, al 2,78 per cento. In questa fase, osserviamo una tempesta in un bicchier d'acqua, dal momento che nuove elezioni in Italia possono aver luogo non prima che in autunno. Questa crisi politica nel paese, è già stata osservata nel dicembre 2016, scrive l’agenzia “Prime”. Ma poi le borse mondiali erano ai livelli più bassi, e i giocatori non focalizzarono la loro attenzione sui problemi italiani. Nella situazione attuale, i fondi speculativi conducono il gioco per un calo del mercato del debito in Italia. Se l’isteria dei media non si dovesse fermare, i mercati potrebbero affrontare un problema simile a quello greco di otto anni fa.
 
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