Furia e bufera

Parole dette in fretta, ginestre in fiore, sughereti e mandorli: solo i boschi riuscivano a sentire Luna che, placida d'infinito, attendeva e ascoltava l'arrivo di Lupo

14 Febbraio 2018 alle 06:10

Furia e bufera

Foto via Pixabay

Luna, ieri, apparve d’improvviso – trafelata – e non aveva che parole dette in fretta. Solo i boschi riuscivano a sentirla, questo bisogna ricordarlo, e lei, nella sua presenza, diceva: io sono. Le ginestre già in fiore, i sughereti di Altesina e i mandorli – sparsi per la valle di Kore – ne supplicavano il calore (tanto avevano paura del gelo della sera) ma lei, placida d’infinito, ascoltava l’arrivo di Lupo che – veloce come il divenire – diveniva in lei sbocconcellandola nei bisbigli. “Cosa farai di me, Lupo?” domandava lei. E lui: “Quello che tu hai già fatto di me, sono furia e bufera”.

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