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Alastair Campbell

Avevo paura dell’isolamento con lei, ma mia figlia ipocondriaca ora è più tranquilla che mai

Non era affatto preoccupato di rimanere in isolamento con la mia compagna, Fiona. Lo sono stato un po’, tuttavia, quando mia figlia Grace ha deciso di raggiungerci. Grace è andata a vivere nell’appartamento della nonna, attaccato a casa nostra, che nessuna nonna ha mai sentito il bisogno di utilizzare.

 

Ventisei anni questa settimana, è una comica brillante, divertente, pungente, instancabile e un’attivista socialmente impegnata che non ha mai paura di dire ciò che pensa, e io le voglio un bene dell’anima. Tuttavia, sa essere oltremodo desiderosa di attenzioni, rumorosa in modo esasperante e lei e io possiamo trasformare un’educata controversia in una lite furiosa in stile Roy Keane-Patrick Vieira. Da qui la preoccupazione. Grace è anche ipocondriaca. Stiamo parlando di una persona che ha fatto irruzione alle tre di notte nella nostra camera da letto per dirci che era al telefono con il 999 perché aveva un attacco di cuore. “No, non ce l’hai”, le ho detto prendendo il telefono e scusandomi con l’operatore. Mi stavo quindi preparando a un coro senza fine di: “Ho il virus, è sicuramente lui, portatemi al Royal Free…”. Ma non c’è stato nulla di tutto ciò. Sono rimasto stupito da come ha affrontato il Covid-19.

 

Un’amica medico mi ha detto che gli ambulatori per anni sono stati pieni di millennial sani che sostenevano di avere malattie inesistenti. La sua teoria è che senza qualcosa come una guerra mondiale, o una minaccia esistenziale all’orizzonte, i giovani trovano cose minori di cui preoccuparsi, così come le generazioni precedenti si preoccupavano di cose decisamente più grandi. Grace lo ha fatto così spesso che il suo medico una volta ha suggerito che nel sistema sanitario nazionale dovrebbe esistere un reato equivalente al far perdere tempo alla polizia, e Grace dovrebbe essere la prima a essere arrestata.

 

Ma guardandola adesso, nel bel mezzo di una crisi reale per il paese e per il mondo, sembra preoccuparsi meno che mai. Non ha avuto neppure un crollo dall’inizio del lockdown, questo è decisamente un record. E’ stata immancabilmente d’aiuto mentre io lottavo con le sfide tecnologiche che interviste in diretta e “riunioni” al computer mi ponevano. Pur non essendo una tifosa, è stata persino solidale con il mio desiderio di calcio.

 

Il nostro podcast, Football, Feminism and Everything In Between, è stato una sua idea di qualche tempo fa e nelle due stagioni che abbiamo registrato abbiamo parlato con ex primi ministri, allenatori, rugbisti, attori famosi e star della tv. Stavamo per cominciare le interviste per la terza stagione quando il lockdown ha mandato all’aria i nostri piani, e avevamo deciso di mettere tutto in pausa finché la vita non sarebbe tornata a un certo grado di normalità. Ma nel fine settimana Grace, la cui paura della noia rivaleggia con la mia, ha detto: “Facciamone una lo stesso, senza ospiti”. Riascoltando la registrazione mi ha colpito di quante cose fosse possibile parlare lasciando libero il flusso della conversazione: calcio, commedia, relazioni, quante amiche di Grace hanno litigato con i loro fidanzati, la nostra preoccupazione sull’ansia da separazione che avrà il cane al termine dell’isolamento.

 

Dice che Fiona e io adesso siamo “ufficialmente vecchi” perché abbiamo una app che ci permettere di riconoscere il canto degli uccelli, lei la chiama lo Shazam degli uccelli. Prende in giro la mia idea di un’Olimpiade dell’albero. Dice che le piace indossare le mascherine, non per ragioni sanitarie, ma perché così può parlare da sola senza che le persone la fissino. Siamo d’accordo che vedere le mie cornamuse insultate sui social da John Cleese, che da allora mi chiama “uno dei miei cretini scozzesi preferiti”, è stato “dannatamente fico”. La parte più lunga della discussione riguarda Misbehaviour, il nuovo film con Keira Knightley e Jessie Buckley sulle attiviste che hanno lottato nel 1970 contro il concorso Miss Mondo. Ho fatto l’errore di dire a Grace di aver raccontato Miss Mondo per il Daily Mirror molto prima che lei nascesse. E’ corsa su per le scale per cercare i miei ritagli di giornale e mi aspettavo una furia femminista quando si è imbattuta in pagine come: “MISS PARAGUAY: se ci fosse un premio speciale per Miss Sexy, sarebbe andato all’ammiccante ANTONELLA MONTUORI, 21 anni. Rappresenta il meglio delle bellezze sudamericane. Il suo sorriso sempre luccicante, la sua risata sexy e la sua personalità spumeggiante la mettono una spanna sopra alle altre. MISURE: 34-23-34”. Ho ammesso che Miss Paraguay mi piaceva molto, Ho ammesso che mi piaceva molto seguire Miss Mondo e ho ammesso di vergognarmi un po’ di non essermi accorto all’epoca che Miss Mondo fosse una parte orribile del patriarcato, che avrei dovuto prendere posizione contro, non divertirmi perché mi ritrovavo per due settimane in compagnia di donne giovani e splendide. “Non sentirti in colpa, papà”, mi ha detto. “Erano altri tempi. Il film parla di questo”.

 

Questo è quello che chiamiamo un trapianto di personalità. Straordinario.

 

Ma vediamo quanto durerà. Ho notato che c’è una pubblicità di Halifax all’inizio e di Lloyd’s Bank alla fine del podcast. Significa che ci stiamo guadagnando? Per me sarebbe una novità. E’ per questo che è così carina con me? Credevo che dovessi essere io il Grande Manipolatore…

 

Alastair Campbell è scrittore, ex capo comunicazione di Tony Blair

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