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Né pirata né Antigone

Il gip di Agrigento zittisce le due curve: la Rackete non ha violato alcuna legge

4 Luglio 2019 alle 06:00

Né pirata né Antigone

Carola Rackete (Foto LaPresse)

Alla fine l’ordinanza del gip di Agrigento che rigetta le misure cautelari e ordina l’immediata liberazione di Carola Rackete, oltre a smontare le accuse del pm, demolisce tutta la narrazione di queste settimane sulla vicenda Sea Watch alimentata dalle due fazioni più rumorose. Da un lato il fronte dei partiti di maggioranza (Lega e M5s) più alcuni di opposizione come FdI e i media a loro vicini hanno fatto propria la versione del Capitano Matteo Salvini: la Rackete è una criminale che dichiara guerra allo stato italiano, una pirata che, come ha detto l’altro vicepremier Luigi Di Maio, con il suo italiano claudicante “provoca il nostro paese e le nostre leggi”.

 

Dall’altro lato il fronte di alcune forze di opposizione e dei media progressisti, come Repubblica, che hanno nominato “Carola” loro Capitana: la Rackete una novella Antigone che fa prevalere la morale sulla legge, una disobbediente civile che vìola una norma ritenuta ingiusta. Ebbene, ciò che ci dice il gip di Agrigento è che entrambe queste narrazioni sono false, perché si basano sul presupposto che la comandante della Sea Watch abbia infranto – a torto secondo gli uni, a ragione secondo gli altri – le leggi della Repubblica italiana. E invece no. La Rackete non è né criminale né disobbediente civile, né pirata né Antigone. Perché non ha violato alcuna legge. Non ha compiuto “atti di resistenza e violenza nei confronti di una nave da guerra”, anche perché la motovedetta della Gdf non è affatto una nave da guerra. E non ha usato violenza nei confronti dei pubblici ufficiali perché stava adempiendo a un dovere superiore, l’obbligo di diritto internazionale – e quindi di rango costituzionale e prevalente rispetto ai decreti gialloverdi – di assicurare il soccorso dei naufraghi e la loro conduzione in un porto sicuro. Pertanto la Rackete, secondo il gip, non è una pirata incosciente né un’eroina coraggiosa che ha sfidato le leggi (giuste o ingiuste) a qualsiasi costo. Ma una comandante responsabile che, come si vede dalla stessa ricostruzione dei magistrati, conosce e ha rispettato le leggi italiane e il diritto internazionale.

Redazione

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  • joepelikan

    04 Luglio 2019 - 22:10

    Inoltre giustamente oggi Salvini cita la sentenza di Cassazione penale, sez. III, 14 giugno 2006, n. 31403 che conferma l'applicabilità dell'art. 1100 C.N. rispetto ad una nave della GdF in acque territoriali proprio in virtù della natura di nave da guerra della stessa, e la conseguente applicabilità dell'art. 337 C.P. (resistenza a pubblico ufficiale). La Cassazione, voi m'insegnate, fa giurisprudenza. Ma pare il GIP Vella abbia preferito ricorrere ad una interpretazione quanto meno fantasiosa piuttosto che rifarsi alla Suprema Corte.

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  • joepelikan

    04 Luglio 2019 - 22:10

    L'ordinanza del GIP fa acqua da tutte le parti. Vediamo in dettaglio. Pag. 9: Vengono esposti i requisiti del porto sicuro secondo la convenzione di Amburgo. La Tunisia li soddisfa tutti. La GIP è pertanto costretta ad inventarsi un nuovo requisito di porto sicuro: la normativa in materia di diritto d'asilo. Pag. 11: Il giudice interpreta all'opposto del suo significato la sentenza della Corte Costituzionale 35/2000, che riconosce invece il carattere militare della GdF e che dice che esse hanno la caratteristica di navi da guerra e che pertanto si applica l'art. 1100 C.N. Il concetto che le navi della GdF siano considerate navi da guerra solo quando operano fuori dalle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia un'autorità consolare è una conclusione che si è inventata di sana pianta. La Corte dice invece esattamente il contrario: che proprio perché sono navi da guerra vale l'art. 200 C.N. e il 1100 C.N. e non, come tendenziosamente afferma il GIP, il contrario.

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  • Giovanni

    04 Luglio 2019 - 15:03

    Però in questo momento i sondaggi danno la Lega a quasi il 40%. Segno evidente che gli italiani hanno percepito l'epilogo giudiziario della "capitana" ingiusto e persino faziosetto.

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  • joepelikan

    04 Luglio 2019 - 14:02

    La sentenza di un GIP è impugnabile e non fa giurisprudenza.

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