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Salvini e Di Maio scrivono il manuale di (non) diritto felpastellato

Dalla “confisca immediata” dell’imbarcazione al muro di Fedriga, fino alla classica “autosospensione”. Catalogo

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5 Luglio 2019 alle 06:20

Salvini e Di Maio scrivono il manuale di (non) diritto felpastellato

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

Roma. Dopo la neolingua di Lega e Cinque stelle – tutto un vocabolario, tutto un parlare vuoto gentista che ha un suo canone complottista – non poteva mancare la costruzione, a colpi di tweet e dirette Facebook, del (non) diritto felpastellato. In principio furono i Cinque stelle, con il loro lessico da azzeccagarbugli fatto di codici e codicilli, tutto un frasario a metà fra Totò e la giurisprudenza da marciapiede. Di recente si è unita anche la Lega, che ha passato le ultime settimane a straparlare, fra la scarcerazione di Carola Rackete, comandante della nave Sea Watch 3, e il muro di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia. Segue piccolo e incompleto elenco del codice di procedura felpastellato.

 

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Multe per i “voltagabbana”

Vale la pena menzionare la famigerata multa da centomila euro a quelli che i vertici grillini chiamano “voltagabbana”, quei parlamentari che a un certo punto non ne possono più del M5s e se ne vanno. Tutt’ora è usata come spauracchio dai capigruppo a Cinque stelle di Camera e Senato. Alessandro Di Battista una volta in tv inventò la Costituzione co.co.pro, a progetto (si difende o si riscrive a seconda della convenienza) e spiegò che i disertori vanno multati pesantemente. L’articolo 67 della Costituzione però lo vieta: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

 

L’arresto

Matteo Salvini ci ha spiegato martedì scorso in una diretta Facebook come si arrestano le persone, a partire dall’esempio della comandante Rackete, e come si devono comportare i giudici che devono valutare se confermare la carcerazione oppure no: “Vorrei capire questo giudice che ha liberato questa criminale a questo punto cosa fa. Se stasera una pattuglia dei carabinieri o della polizia intima l’alt a una macchina su una strada italiana a questo punto chiunque è legittimato a tirare dritto? Anzi, non solo a tirare dritto, ma a speronare la pattuglia dei carabinieri o della polizia? Pessimo segnale, signor giudice. Se qualche giudice vuole fare politica – l’abbiamo detto, siamo in democrazia – si toglie la toga, si candida in Parlamento con la sinistra e cambia le leggi che non gli piacciono. Non siamo un paese civile se si sovrappongono politica e magistratura, magistratura e politica”. Questo avviene nel mondo del (non) diritto parallelo di Salvini. L’ordinanza del gip di Agrigento, Alessandra Vella, sul caso Sea Watch 3 spiega che esiste una gerarchia delle fonti e i decreti sicurezza (nello specifico, il decreto sicurezza bis) non prevalgono sul diritto internazionale, in virtù dell’articolo 10 (“l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”) e dell’articolo 117 della Costituzione (“La potestà legislativa è esercitata dallo stato e dalle regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”).

 

La confisca e il pre-crimine

Di Maio si è detto sorpreso della scarcerazione di Carola Rackete e ha proposto la “confisca immediata dell’imbarcazione”. “Se confischiamo subito, la prossima volta non possono tornare in mare e provocare il nostro paese e le nostre leggi”. A parte l’influsso di Alberto Sordi (“Maccarone m’hai provocato e io te distruggo”), c’è un problema non da poco. Come puoi confiscare subito l’imbarcazione se non c’è reato? La fonte del diritto, in questo caso, è Gianroberto Casaleggio, che anni fa nel dare il via libera al Tribunale del Popolo istituì il concetto di “sospettabili”. “La prima cosa da fare è eliminare la corruzione con l’onestà, mettere mano alla giustizia ed eliminare la prescrizione. Bisogna mettere persone oneste nelle amministrazioni, scelte in base alla fedina penale. I sospettabili non sarà possibile sceglierli”. Quindi, armati dei manuali di Lombroso, i nuovi guardiani del popolo devono andare in giro a caccia di “sospettabili” indagando sul pre-crimine, come fa Tom Cruise in Minority Report (dal racconto di Philip K. Dick “Rapporto di minoranza”), che arresta chiunque sia intenzionato a compiere un delitto e stia per concretizzarlo, prima dunque che il fatto sia avvenuto, e trasforma un arresto in una performance per il Truman Show. Rackete ha pure i dreadlocks, quindi per Di Maio – sempre ben pettinato come un impiegato di Tecnocasa – sarebbe oggettivamente una sospettabile alla quale “confiscare subito” nave e capelli.

 

Le barriere anti migranti

Chiudere i porti, costruire muri. E’ il nuovo mantra leghista. Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, ha proposto un muro di 243 chilometri per tutelare i confini nazionali al confine est. Eppure, come spiegato proprio su questo giornale qualche giorno fa, il muro di Fedriga non è compatibile con l’ordinamento giuridico dell’Unione europea e con il principio di libera circolazione”. Un principio sancito da una serie di disposizioni vincolanti, l’acquis di Schengen, a partire dal 1985.

 

Autosospensione

L’ultimo degli autosospesi è il deputato del Pd Luca Lotti, coinvolto nel caso Csm (autosospeso ma politicamente attivo, visto che per il fine settimana ha organizzato una riunione della corrente che ha creato insieme a Lorenzo Guerini, Base riformista, a Montecatini). Ma l’istituto dell’autosospensione – parola che, come vedremo, nulla significa – va parecchio di moda tra i Cinque stelle. A febbraio la deputata Giulia Sarti, finita in una vicenda di rimborsi mancati, si è dimessa da presidente della commissione Giustizia e “a tutela del M5s” si è autosospesa. Il problema dei seguaci della Casaleggio Associati è che creano una realtà fittizia a loro immagine e somiglianza e pensano di poterla sostituire allo stato, alla democrazia rappresentativa, persino alla Costituzione, senza avere, almeno per il momento, i voti. Dunque, se sei un parlamentare eletto con un partito devi far parte di un gruppo parlamentare. Altrimenti fai parte del gruppo Misto (al quale puoi anche essere iscritto d’ufficio). E siccome l’autosospensione non esiste, restano solo le dimissioni, che però sono effettive solo se e quando vengono approvate a scrutinio segreto.

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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