L'antimafia amata dal boss

Come un imprenditore colluso cerca di iscriversi al partito dei buoni. Il ruolo di Ingroia, santino appannato

L'antimafia amata dal boss

“Per coerenza con la mia storia non difenderò né mafiosi né corrotti”, aveva detto Ingroia dopo avere giurato da avvocato nel 2013. Nel frattempo ci ha ripensato

Povera antimafia. Si è ridotta a un simulacro. Un inutile santino da tirare fuori al momento opportuno per iscriversi al partito dei buoni.   Forse neppure Antonio Ingroia aveva immaginato la traiettoria della parabola, sua e della stessa antimafia. Lo scintillio è un ricordo. Le luci si sono spente. Forse è anche meglio così. Magari nascerà una nuova stagione antimafiosa che renderà tutto meno irritante. A cominciare dalla definizione stessa, abusata e mortificata, svuotata di significato. Bisognerebbe avere il coraggio...

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Commenti all'articolo

  • travis_bickle

    12 Febbraio 2018 - 11:11

    Certo, un'antimafia nuova, nel segno del socio di Dell'Utri, ospite di Mangano e mentore politico di Cosentino.

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