Littoriali dell'antimafia letteraria

Massimo Bordin

Mauro Mellini fa nascere una nuova stella dell'ala estremista e folkloristica del Partito dei magistrati: Giuseppe Lombardo

Un bellissimo intervento di Mauro Mellini su Facebook fa nascere una nuova stella in quella che lui chiama “l’ala estremista e folkloristica del Partito dei magistrati”. Mellini recensisce un articolo apparso su AntimafiaDuemila firmato dal neo procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. L’articolo di Mellini è intitolato “Un magistrato ai Littoriali dell’antimafia letteraria” ed è una acuta esegesi del testo del pubblico ministero che consente all’ex parlamentare radicale di criticarne il senso politico giuridico pur riconoscendo all’autore uno spessore introvabile in altri magistrati con le stesse posizioni.

 

L’umile cronista che qui scrive può confermare, sulla base dell’esperienza, quello che Mellini ha compreso dalla sola lettura di un testo. Lombardo è in udienza un pubblico ministero serio, teso, duro anche con i testi dell’accusa, durissimo con i difensori, senza abbandonarsi alla retorica, tanto meno alle offese. Non fa domande stravaganti, non divaga. Un bravo accusatore. Può ricordare, a chi l’ha conosciuto, lo stile di Pierluigi Vigna. Talvolta però il problema sta nell’impianto accusatorio. Per esempio nel processo denominato ’Ndrangheta stragista, ultima bambolina della gigantesca matrioska che è l’inchiesta “trattativa”, Lombardo rappresenta l’accusa, fondata anche su una delega di indagine volta ad approfondire i movimenti separatisti o eversivi nel sud Italia dagli anni Sessanta a oggi. “Su questo abbiamo lavorato su fonti aperte”, ha detto in aula il commissario chiamato a riferirne. In parole povere, hanno cercato in rete e forse su qualche libro. Non saremo ai Littoriali ma certo in un ambiente universitario, più che giudiziario.