l'intervista

“Entreremo a Gaza per uccidere tutti quelli di Hamas”. Parla il consigliere per la sicurezza nazionale di Netanyahu

Giulio Meotti

“L'obiettivo dei terroristi era uccidere più israeliani possibili. Sono come l’Isis e al Qaida". Il piano in tre punti di Israele: eliminare i terroristi sul territorio israeliano, bombardare obiettivi a Gaza e poi invadere la Striscia, dice l'ex generale Amidror. "Non so se l’occidente ci appoggerà, ma non mi interessa"

“Un’invasione di migliaia di terroristi in Israele, che hanno ucciso 200 soldati e 700 civili, fra cui donne neonati e anziani. Trecento giovani israeliani sono stati assassinati al rave party nel deserto, nessuno di loro era armato e l’unica cosa che avevano in testa era la musica”. Così al Foglio Yaakov Amidror, ex generale dell’esercito israeliano e consigliere per la sicurezza nazionale di Bibi Netanyahu. Suo padre si era arruolato nell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale. Amidror ha combattuto nella Striscia di Gaza durante la Guerra dei sei giorni.

 

“Questi crimini contro l’umanità da parte di una organizzazione terroristica sono una dichiarazione di guerra a Israele da parte di Hamas” prosegue al Foglio Amidror, che è anche membro del Jinsa Strategic Center di Washington. “E ora capiamo che non avevano obiettivi, ma uccidere più israeliani possibili. Ora lo scopo della guerra è eliminare Hamas come organizzazione militare, uccidere ogni membro di Hamas che possiamo prendere e distruggere ogni infrastruttura possibile. E lo faremo a qualsiasi prezzo per Israele e Gaza. Ora siamo nel secondo passaggio, dopo aver eliminato i terroristi che erano dentro Israele e aver portato ogni israeliano ucciso da identificare. A causa della criminalità di Hamas, molte vittime sono difficili da identificare, ci vorranno giorni. Il secondo passaggio è bombardare tutti gli obiettivi a Gaza. Il terzo sarà invadere Gaza con forze di terra. Israele non ha mai ripreso Gaza dopo il 2005, a differenza dell’operazione del 2002 in Cisgiordania, ma stavolta penso che sia necessario. Non si tratta di rimanere nella Striscia, ma ripulire Gaza e tornare in Israele”. Israele dice di aver ucciso il ministro dell’Economia di Hamas.  

   

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Il vero choc di questo attacco è stata la presa dei venti moshav e kibbutz dentro Israele. “Non avevamo mai avuto invasioni di villaggi ed è stato un fallimento totale dell’intelligence e sarà indagata dopo la guerra”. Israele si era troppo rilassato? “Io pensavo che Hamas, parte dei Fratelli musulmani, si sarebbe assunto la responsabilità di gestire il popolo di Gaza e che avrebbe fatto quel che doveva per loro. Per questo pensavo che i palestinesi avrebbero dovuto entrare a lavorare in Israele da Gaza. Un errore, perché abbiamo scoperto due giorni fa che sono soltanto dei terroristi. Sono come l’Isis, al Qaida, la differenza è minima e hanno lo stesso Dna. E se il mondo ha deciso di distruggere l’Isis, noi dobbiamo distruggere Hamas. Mandare a uccidere nelle case, nei festival, portare via i bambini, le madri, non negozi con gente così. Devono essere distrutti”. 

  

Amidror non teme la stanchezza europea nel sostenere Israele. “Non so se l’occidente ci appoggerà, ma non mi interessa. Non so se l’Europa starà con noi, ma non mi interessa dopo che un migliaio di israeliani, tre quarti civili, massacrati alla luce del sole”. Il paese è resiliente. “Le statistiche ci dicono che stanno tornando tutti nelle riserve. C’è una grande mobilitazione popolare. Sono appena rientrato per la preghiera dalla mia sinagoga a Raanana, ed era pieno di scatole di beni di necessità per i soldati, anche nelle comunità arabe. E’ una guerra non su Gaza, ma per l’esistenza di Israele e del medio oriente, in cui i terroristi possono decidere chi uccidere. Tutti sono uniti”. 

 

Veniamo al fronte nord. “Non sappiamo se Hezbollah entrerà, ma quando vedranno le immagini di Gaza capiranno che non gli conviene trasformare Beirut in una nuova Gaza. Tutte le sue armi sono immagazzinate nei quartieri sciiti di Beirut. Dovrebbero capire che faremo a Beirut quello che faremo a Gaza. Se l’Iran entrasse in guerra, tutto il medio oriente sarebbe devastato. La guerra a Gaza non è su Gaza, ma se i terroristi prevarranno”. Per concludere: “In Italia siete 60 milioni, dieci volte più di noi. Ciò che è accaduto da noi il 7 ottobre equivarrebbe a seimila italiani uccisi e diciottomila feriti. Pensa che l’Italia farebbe diversamente da noi? Quello che abbiamo subìto è molto più dell’11 settembre in rapporto alla popolazione. Dobbiamo distruggere questi criminali che hanno fatto dieci 11 settembre”.

  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.