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◉ La giornata

Guerra in Ucraina. Pentagono: esercito russo bloccato

Enrico Cicchetti, Ruggiero Montenegro

"La Russia ritira le truppe intorno a Kyiv", dice l'esercito ucraino. La Germania valuta lo scudo antimissile. Domani nuovi colloqui in Turchia Mosca  e Kyiv che apre alla netralità. Telefonata Draghi-Zelensky. Sintoni da avvelenamento per Abramovich e alcuni negoziatori ucraini

Ultimo aggiornamento alle 20

  • Il presidente Zelensky ha detto di essere disposto a considerare l'adozione da parte dell'Ucraina di uno status neutrale, ma la sovranità e il mantenimento del territorio rimangono la priorità
  • Domani e dopodomani in Turchia Ucraina e Russia terranno nuovi colloqui di pace
  • Francia, Grecia e Turchia stanno negoziando un salvataggio umanitario dei 170.000 civili rimasti a Maripol, dove ci sono continui bombardamenti e mancano cibo e acqua
  • Nel frattempo le scuole a Kyiv riapriranno online
  • Sono scoppiati nuovi incendi intorno al sito nucleare di Chernobyl, che rimane controllato dalle forze russe
  • Gli Stati Uniti non stanno chiedendo un cambio di regime, ha risposto il presidente americano Joe Biden ai giornalisti che gli chiedevano chiarimenti su un commento di ieri, in cui ha affermato che Putin "non può rimanere al potere"
  • L'Onu stima che finora almeno 1.100 civili siano morti e più di 10 milioni di sfollati

Uno dei negoziatori ucraini, presunta vittima dell'avvelenamento, smentisce il Wsj e Bellincat


"Sto bene. È questa la mia risposta alle notizie che stanno circolando", ha twittato Rustem Umerov, una delle presunte vittime dell'avvelenamento. "Per favore non credete alle informazioni non verificate. Abbiamo una guerra informativa in corso", ha aggiunto il parlamentare ucraino.
 

 

Il portavoce di Roman Abramovich avrebbe invece confermato i sintomi, e quindi il possibile avvelenamento, alla Bbc. 

 


 

Secondo il Pentagono l'esercito russo è boccato in varie zone dell'Ucraina

Le forze di Putin sono in gran parte bloccate in diverse zone dell'Ucraina. Lo ha dichiarato oggi alla stampa un alto funzionario del Pentagono. "L'esercito russo non ha fatto progressi verso Kyiv, non hanno fatto progressi altrove nel nord, che si tratti di Chernihiv o Kharkiv".

A Mariupol, dove il sindaco ha chiesto la completa evacuazione dei civili, i russi continuano a usare "armi a lungo raggio ma non sono state in grado di prendere la città", ha aggiunto il funzionario. Le forze russe "non hanno compiuto progressi verso Mykolaiv nel corso del fine settimana". Secondo gli analisti americani inoltre, dall'inizio dell'invasione l'esercito del Cremlino avrebbe condotto più di 1.370 lanci di missili contro l'Ucraina. 


 

Sintomi di avvelenamento per Abramovich e per i negoziatori ucraini 

L'oligarca russo, e ormai ex presidente del Chelsea, Roman Abramovich e alcuni dei negoziatori ucraini hanno sofferto i sintomi di un presunto avvelenamento dopo un incontro a Kiev all'inizio di marzo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il sospetto attacco potrebbe essere stato commesso per sabotare le trattative tra Ucraina e Russia. Il sito Bellincat conferma la notizia. Fra i sintomi riscontrati, "occhi rossi, desquamazione della pelle sul viso e sulle mani". Le condizioni di Abramovich e degli ucraini non sarebbero gravi e sono in via di miglioramento. 

Nei giorni scorsi il presidente Zelensky si era rivolto agli Stati Uniti affinchè Abramovich non fosse raggiunto dalle sanzioni americane, proprio per salvaguardare il ruolo da mediatore dell'oligarca. 

Chi è Roman Abramovich:


 

Onu: 3,8 milioni di profughi

Più di 3,8 milioni di persone hanno lasciato l'Ucraina e 6,5 milioni sono sfollati, secondo i dati delle Nazioni Unite, che hanno aggiunto che circa 13 milioni di ucraini sono bloccati nelle zone di guerra e non possono andarsene.


  

Liberata Irpin

Il sindaco di Irpin, cittadina di circa 70mila abitanti alla periferia di Kyiv, ha detto che le forze ucraine hanno ripreso il pieno controllo della città, che è stata uno dei principali punti caldi dei combattimenti con le truppe russe vicino alla capitale. "Abbiamo buone notizie oggi: Irpin è stata liberata", ha detto Oleksandr Markushyn in un post video su Telegram. "Sappiamo che ci saranno altri attacchi alla nostra città e la difenderemo ancora con coraggio".

  


  

Kyiv: indagini immediate sul video dei prigionieri russi gambizzati

Il governo ucraino ha promesso "indagini immediate" dopo che è stato diffuso su Telegram un video (la cui autenticità è tutta da verificare) che mostra  quelli che sembrano essere soldati ucraini che sparano alle ginocchia di uomini prigionieri, durante un'operazione nella regione di Kharkiv. 

  

"Il governo lo sta prendendo molto sul serio e ci sarà un'indagine immediata", ha detto il consigliere presidenziale Oleksiy Arestovych. "Siamo un esercito europeo e non maltrattiamo i nostri prigionieri. Se questo video si rivelerà reale, sarebbe un comportamento assolutamente inaccettabile".

 

La CNN ha contattato il ministero della Difesa ucraino che ha risposto con una dichiarazione del capo delle forze armate, Valerii Zaluzhnyi: "Al fine di screditare le forze di difesa ucraine, il nemico filma e distribuisce degli sceneggiati che mostrano il trattamento disumano da parte di presunti 'soldati ucraini' nei confronti dei 'prigionieri russi'. Sottolineo che i militari delle forze armate ucraine e di altre legittime formazioni militari aderiscono rigorosamente alle norme del diritto umanitario internazionale. Vi esorto a prendere in considerazione le realtà della guerra informativa e psicologica e di fidarvi solo delle fonti ufficiali".

  

Il video è stato pubblicato da Konstantin Nemichev, un funzionario regionale di Kharkiv che ha preso parte all'attacco a Olkhovka ma che sostiene di non essere associato al filmato. Non è chiaro quale unità ucraina possa essere coinvolta nella vicenda. I soldati parlano in un misto di ucraino e russo con accenti ucraini.


   

Telefonata tra Draghi e Zelensky: fermo sostegno del governo italiano alle autorità e al popolo ucraino.

Il Presidente del Consiglio ha avuto oggi pomeriggio una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Al centro dei colloqui vi sono stati gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e della crisi umanitaria in atto.  Il presidente Zelensky ha lamentato il blocco da parte russa dei corridoi umanitari e la prosecuzione dell’assedio e dei bombardamenti delle città, comprese le scuole, con conseguenti perdite civili, tra cui anche bambini. 

Il presidente Draghi ha ribadito il fermo sostegno del governo italiano alle autorità e al popolo ucraini e la piena disponibilità dell’Italia a contribuire all’azione internazionale per porre fine alla guerra e promuovere una soluzione durevole della crisi in Ucraina.


  

Novaya Gazeta sospende la pubblicazione del quotidiano

Il più importante quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, di cui è caporedattore il Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov, sospende le sue pubblicazioni. Sul sito del quotidiano i redattori hanno spiegato di avere ricevuto un nuovo avviso da Roskomnadzor, l'agenzia statale per il controllo sui media, per il contenuto dei loro articoli critico verso la guerra. "Quindi - aggiungono - sospendiamo la pubblicazione del giornale sul sito web e sulla carta fino alla fine 'dell'operazione speciale sul territorio dell'Ucraina'". Vale a dire l'invasione russa dell'Ucraina, che i redattori citano con la definizione ufficiale imposta dalle autorità di Mosca.


   

Zelensky parlerà al Parlamento greco

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlerà al Parlamento greco il prossimo 7 aprile, raccogliendo l'invito del premier di Atene Kyriakos Mitsotakis.


   

I civili intrappolati a Maripol

Il sindaco di Mariupol ha dettoche la città è "nelle mani degli occupanti" dopo un assedio durato una settimana da parte delle forze russe che l'hanno raso al suolo, hanno lasciato un numero imprecisato di civili morti e hanno costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare la loro le case. Boichenko ha chiesto l'evacuazione completa della popolazione rimasta a Mariupol, che aveva una popolazione di oltre 400 mila abitanti prima che la Russia lanciasse l'invasione dell'Ucraina il 24 febbraio. 

   

Francia, Grecia e Turchia stanno negoziando l'evacuazione degli almeno 170 mila civili rimasti nella città ucraina sul mar d'Azov dove ci sono continui bombardamenti russi e mancano cibo e acqua. Le autorità ucraine hanno detto che l'apertura di corridoi umanitari per evacuare i civili dalle città assediate per oggi non è in programma, a causa di rapporti di intelligence che avvertono di possibili "provocazioni" russe lungo le rotte umanitarie. Nelle scorse settimane erano stati allestiti corridoi da Mariupol, Sumy e cittadine fuori dalla capitale Kyiv (tutte zone attualmente circondate o quasi dalle forze russe), ma i bombardamenti hanno impedito l'evacuazione dei civili. Secondo la parlamentare ucraina Inna Sovsun circa 20 mila cittadini di Mariupol sarebbero stati portati in Russia contro la loro volontà. "Sono stati praticamente rapiti dallo stato russo", ha detto.

    

Mariupol è la chiave dell'offensiva di Mosca per almeno quattro moitivi:

  • la sua posizione strategica, che permetterebbe di mettere in sicurezza un corridoio terrestre che connetta le zone controllate dai russi, la Crimea e il Donbas. 
  • Mariupol è un hub fondamentale per l'esportazione di acciaio, carbone e mais prodotti dall'Ucraina.
  • Nella città su Mar Nero c'è la famosa Brigata Azov, formata da estremisti di destra. Sebbene costituiscano solo una piccola frazione delle forze ucraine, se la Russia riesce a catturarne in vita un numero significativo questi verranno mostrati sui media controllati da Mosca come parte della guerra dell'informazione in corso per screditare l'Ucraina e il suo governo. La propaganda del Cremlino sta raccontando la guerra come un'operazione per liberare il loro vicino dai neo-nazisti. 
  • C'è poi un motivo psicologico: Mariupol è molto significativa per entrambe le parti in questa guerra. Se cadesse nelle mani dei russi sarebbe la città più grande conquistata dopo più di un mese di combattimenti. La sua cattura permetterebbe a Putin di raccontare che sta vincendo la guerra e contemporaneamente sarebbe un duro colpo per il morale delle truppe dell'Ucraina.

  

I colloqui potrebbero iniziare martedì

È improbabile che i colloqui tra Ucraina e Russia a Istanbul inizino oggi, come era stato segnalato ion precedenza, ma potrebbero iniziare domani, martedì 29 marzo, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Oggi la delegazione russa partirà per la Turchia.


     

Putin: entro il 31 marzo il gas dovrà essere pagato in rubli


Il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il governo, la Banca centrale e la compagnia energetica Gazprom di attuare il trasferimento dei pagamenti per il gas in rubli ai "paesi ostili" entro il 31 marzo.

Questa mattina una nota da Mosca ha spiegato che, per quella data, dovranno essere messe in campo "una serie di misure per modificare la valuta di pagamento delle forniture di gas naturale ai Paesi dell'Unione Europea e ad altri Paesi che hanno introdotto misure restrittive nei confronti dei cittadini della Federazione Russa e delle persone giuridiche russe, al rublo russo." Il 31 marzo dovrebbe essere stilato il primo rapporto relativo a questi porvvedimenti, che sarà aggiornato con cadenza mensile.

Più tardi sono arrivate anche le parole di Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, secondo cui la Russia non fornirà gratuitamente gas all'Europa qualora questa si rifiutasse di pagarlo con la moneta locale. "Il processo di fornitura è molto, molto complicato", ha aggiunto il portavoce, spiegando che il governo russo sta valutando attentamente come agire nel caso in cui i leader europei dovessero opporsi, come hanno fatto trapelare negli scorsi giorni Scholz e Draghi, evocando una violazione contrattuale da parte di Mosca.

Quella di Putin è stata una delle prime reazioni alle sanzioni europee, i cui effetti sulla Russia, a un mese dall'inizio della guerra, sono stati analizzati da Stefano Cingolani:


     

Lavrov: è ancora presto per l'incontro Putin Zelensky

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che un incontro tra il presidente Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky in questo momento sarebbe "controproducente". Parlando ai media serbi, Lavrov ha aggiunto che qualsiasi vertice tra i due leader dovrebbe avvenire una volta che le due parti saranno più vicine a un accordo su questioni chiave. Sui colloqui tra Kyiv e Mosca in Turchia, Lavrov aggiunge che vorrebbe che i negoziati “fossero fruttuosi”.


   

Zelensky vuole l'Italia fra i garanti

"Il nostro presidente ha lanciato l'iniziativa U24, United for peace, per creare un gruppo di paesi capace di dare una risposta entro 24 ore in caso di aggressione", ha detto l'ambasciatore ucraino a Roma, Yaroslav Melnyk, nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione Einaudi. "Secondo Zelensky, di questo gruppo dovrebbero far parte i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, più la Germania, il Canada, la Turchia e anche l'Italia. Sono contento di vedere l'Italia in questo elenco. Il vostro paese ci ha aiutati e appoggia l'adesione dell'Ucraina all'Ue".


  

Oggi il Consiglio europeo sull'accoglienza dei profughi ucraini. Le richieste di Polonia e Germania

“La situazione è critica, il tempo dell'improvvisazione è finita”, racconta il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, dove in un mese sono arrivati almeno 300mila ucraini in fuga dalla guerra. Si arriva intorno ai 4 milioni di profughi complessivi considerando tutte le frontiere, come riportano le Nazioni Unite.

Numeri che hanno imposto un cambio di passo alle autorità europee, a partire dall'attivazione della direttiva sulla protezione temporanea, di un anno e prorogabile fino a tre, alla quale si accede con un procedura agevolata. Oltre ai 3,5 miliardi stanziati la settimana scorsa. Ma occorre fare di più, intervenendo con ulteriori misure a sostegno dei paesi che accolgono e degli stessi ucraini: di questo discuterà oggi il Consiglio europeo che si riunisce oggi alle 14.30.

È chiaro che le nostre risorse e capacità di accoglienza non saranno sufficienti per far fronte al crescente flusso di persone”, si legge in una lettera mandata da Nancy Faeser e Mariusz Kaminski, ministri dell'Interno di Germania e Polonia, alla Commissione europea – di cui Repubblica riporta alcuni stralci. Per questo, chiedono venga riconosciuta una somma di 1000 euro per rifugiato accolto, ogni 6 mesi. C'è poi la questione legata alla mobilità: "La piattaforma di solidarietà dovrebbe sostenere la gestione e l'organizzazione degli arrivi e la definizione di possibili accordi su un trasporto ben strutturato di rifugiati all'interno dell'Ue

Concedere quindi, è la richiesta dei ministri, un sistema di mobilità gratuita in modo che gli ucraini possano muoversi sul territorio europeo e in un certo qual senso auto-distribuirsi, sulla base delle proprie esigenze, superando così la questione del paese di primo approdo che, come insegna il caso dei paesi di frontiera sul Mediterraneo, ha mostrato tutte le sue criticità quando si è trattato di redistribuire i migranti.

Un ostacolo che questa volta si vorrebbe evitare ma che potrebbe anche offrire all'Italia – dove peraltro i profughi ucraini possono usufruire gratuitamente del trasporto pubblico per i primi 5 giorni sul territorio - l'occasione per ridiscutere il sistema di asilo europeo. Nel frattempo, gli ucraini arrivati in Italia sono circa 72 mila, come comunicato ieri dal Viminale.


  

Gli sforzi della diplomazia internazionale

Kyiv e Mosca hanno annunciato un nuovo round di negoziati a partire da oggi e fino al 30 marzo a Istanbul. Colloquio difficili, a guerra in corso, con gli ucraini che dicono di non riporre grandi speranze in questa tornata di colloqui. Ora Kyiv teme una separazione territoriale in stile coreano. Il capo dell'intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, ha detto che "dopo aver fallito nel prendere la capitale e rovesciare il governo ucraino", Mosca "potrebbe imporre una linea di divisione tra le regioni occupate e non occupate del nostro paese, nel tentativo" di stabilire una separazione territoriale in stile coreano. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto a Vladimir Putin in un colloquio telefonico che "un cessate il fuoco è necessario al più presto possibile", riporta l’agenzia turca Anadolu, e sottolinea che Ankara ha assicurato al Cremlino che "la Turchia continuerà a contribuire in tutti i modi" per cercare di arrivare al cessate il fuoco in Ucraina.


     

Passi indietro?

La Russia è stata costretta a ritirare le forze dalla regione di Kyiv dopo aver subito pesanti perdite, afferma lo stato maggiore dell'esercito ucraino, secondo cui due battaglioni dell'esercito russo sono stati portati in Bielorussia. La scorsa settimana la Russia ha dichiarato di voler riorientare la sua invasione a est, anche se da allora sono continuate le notizie di attacchi nelle principali città ucraine.

Le truppe russe hanno lasciato anche la città adi Slavutych, appena fuori dalla centrale nucleare di Chernobyl, dice il sindaco Yuri Fomichev. Sabato le forze russe avevano preso il controllo di Slavutych e arrestato il primo cittadino. L'occupazione ha provocato la protesta di centinaia di ucraini che sono scesi in strada con le bandiere. Slavutych ospita principalmente i lavoratori necessari per mantenere in sicurezza la centrale nucleare di Chernobyl, ora non operativa, luogo del disastro nucleare del 1986.


    

L'apertura di Zelensky. L'intervista che Mosca non voleva

Alla vigilia dei nuovi colloqui tra Kyiv e Mosca, in programma domani e dopodomani in Turchia, il presidente Volodymyr Zelensky dice di essere pronto ad accettare lo status di neutralità dell'Ucraina come parte di un accordo di pace con la Russia. Zelensky, per la prima volta, parla direttamente al popolo russo e lo fa rilasciando delle dichiarazioni diffuse in tutta la Russia attraverso Medusa,  un sito di opposizione a Putin. Volodymyr Zelensky ha parlato in videoconferenza al portale e ad altri media russi, nonostante la forte opposizione del Cremlino. Mosca aveva infatti diffidato dal trasmettere minacciando conseguenze.

   

 

"Siamo pronti ad accettare lo status neutrale e non nucleare del nostro paese", ha spiegato. Zelensky ha annunciato un'altra condizione per concludere una tregua con Putin. Le truppe russe devono tornare a dove si trovavano "prima del 24 febbraio, prima dell'attacco", anche per quanto riguarda i territori del Donbas e della Crimea. "Capisco che costringere la Russia a liberare completamente il territorio (cioè a ritirarsi dalla Crimea e dalle autoproclamate repubbliche del Donbas, ndr) è impossibile e porterà a una terza guerra mondiale. Ecco perché dico: questo è un compromesso, tornato dove tutto è iniziato e lì cercheremo di risolvere la questione del Donbass ", ha detto Zelensky. 

 

La neutralità era la prima richiesta di Mosca "e per quanto ricordo hanno iniziato la guerra per questo", dice il presidente ucraino in un'intervista con dei giornalisti indipendenti russi. Mosca vuole che l'Ucraina riconosca lo stato attuale della Crimea e delle "repubbliche" separatiste del Donbas.

   

Qualsiasi accordo dovrà essere sottoposto al popolo ucraino in un referendum, ha ribadito Zelensky sottolineando ancora una volta di voler raggiungere "senza alcun indugio" un accordo di pace per "il ripristino di una vita normale" nel suo paese.


   

Stallo di attrito

Nel suo ultimo aggiornamento sulla situazione in Ucraina, il ministero della Difesa britannico sostiene che "non ci sono stati cambiamenti significativi nelle disposizioni delle forze russe nel paese" nelle ultime 24 ore. >gli inglesi dicono anche che "le carenze logistiche in corso sono state aggravate da una continua mancanza di slancio e morale contro l'esercito russo e da combattimenti aggressivi da parte degli ucraini". L'intelligence del Regno Unito aggiunge che la Russia ha guadagnato più terreno nel sud vicino alla città di Mariupol, dove continuano pesanti combattimenti con Mosca che tenta di catturare il porto.

 

   

In un'altra intelligence updatela Difesa del Regno Unito ha confermato che la Russia ha effettivamente tagliato fuori l'Ucraina dal commercio marittimo internazionale attraverso un blocco navale della costa del Mar Nero.

   

Jack Watling, ricercatore del think tank londinese Royal United Services Institute, ha detto alla BBC che i russi hanno impegnato in Ucraina la maggior parte delle loro forze e non sono in grado di ridistribuirle in tutto il paese. "Ciò che ora determina dove intendono avanzare è dove stanno facendo lo sforzo principale in termini di risorse e logistica: al momento al sud, dove tentano di vincere la battaglia per Mariupol, per poi strinfgere la tenaglia sugli ucraini nel Donbas, per cercare di tagliarli fuori".

 

 

C'è uno stallo tra Kherson e Mykolaiv, ed è molto improbabile che saranno in grado di fare progressi su quel fronte, aggiunge Watling. "Poiché il morale dei russi è basso e poiché non hanno i numeri per prendere d'assalto le città, le circondano e poi fanno morire di fame le persone e le radono progressivamente al suolo con l'artiglieria". I russi sono avanzati lungo più assi di quanti potrebbero sostenere nella prima parte del conflitto e ora sono in una posizione in cui possono rifornire solo un asse alla volta. E quindi l'intento è proprio una lenta e metodica cattura delle città una per una.


   

Precisazioni americane e scudi tedeschi

Nella bufera dopo aver definito il presidente russo Vladimir Putin "un macellaio" che "non può restare al potere", il presidente americano Joe Biden specifica che "no", le sue parole non facevano riferimento alla richiesta di un cambio di regime in Russia. La caduta di Putin "non è l'obiettivo della Nato e neppure del presidente americano", gli era venuto poco prima in soccorso il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Nel frattempo, la Germania sta valutando l'acquisto di un sistema di difesa antimissile per proteggersi da un potenziale attacco russo, ha annunciato Scholz. "È certamente uno dei problemi di cui stiamo discutendo, e per una buona ragione. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che abbiamo un vicino pronto a usare la violenza per far valere i propri interessi".


  

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