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Così il governo cinese sta costruendo l'intervento armato a Hong Kong

Pechino cambia strategia contro chi manifesta per la democrazia. In dieci settimane passa da "disordini" a "terrorismo". Ora la polizia può punire "senza pietà", e la narrativa sui "disagi all'aeroporto" e "i problemi del business" diventa propaganda. Il rischio che si risolva tutto nel sangue

Giulia Pompili

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12 Agosto 2019 alle 20:56

Così il governo cinese sta costruendo l'intervento armato a Hong Kong

I manifestanti pro-democrazia si riuniscono contro la brutalità della polizia e il controverso disegno di legge di estradizione all'aeroporto internazionale di Hong Kong il 12 agosto 2019 (LaPresse)

Roma. Ieri nella terza conferenza stampa dall’inizio delle proteste a Hong Kong, dieci settimane fa, il portavoce dell’ufficio per gli affari di Macao e Hong Kong del governo di Pechino Yang Guang ha alzato ancora i toni: “Gli estremisti stanno usando tattiche estremamente pericolose per attaccare la polizia. I primi segnali di atti di terrorismo cominciano a venire fuori”. Yang ha poi aggiunto che certe violenze “vanno punite senza clemenza, senza pietà”. La strategia del governo centrale di Pechino è...

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Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

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