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Il passo indietro dei regimi

Hong Kong e Golunov. Cina e Russia non possono sempre fare quel che vogliono

19 Giugno 2019 alle 09:40

Il passo indietro dei regimi

foto LaPresse

Milano. Quando i regimi fanno un passo indietro cercano di non far rumore, ma si sentono lo stesso, eccome se si sentono. Abbiamo sentito il passo indietro che ha fatto la Russia su Ivan Golunov, il giornalista arrestato, picchiato, incastrato da immagini della sua casa piena di droga che erano state scattate da tutt’altra parte, mostrato in tv in lacrime rinchiuso in una gabbia in un’aula di tribunale e poi, dopo sei giorni, rilasciato, ogni accusa ritirata, caduta, cancellata.

 


Ivan Golunov (foto LaPresse)


 

Abbiamo sentito il passo indietro che ha fatto la Cina a Hong Kong sulla legge sulla estradizione che ora è stata sospesa perché “abbiamo capito le paure del popolo”, come ha detto la governatrice Carrie Lam, che nel giro di tre giorni si è messa a utilizzare un imbarazzato linguaggio da leader democratico: s’è scusata due volte, scuse “solenni e sincere”, ha detto che vuole portare a termine il suo mandato, “anche se i tre anni che mi aspettano saranno difficili, ma io e il mio team lavoreremo alacremente per ricostruire la fiducia pubblica”.

 

Questi passi indietro nascondono calcoli e scontri, non è che tutt’a un tratto Mosca e Pechino abbiano sviluppato una inedita sensibilità alle proteste di piazza o addirittura al rispetto dei diritti umani. In Russia, pare che l’arresto di Golunov sia stato fatto dai membri di un gruppo corrotto dei servizi segreti che erano al centro di un’inchiesta del giornalista. Il Cremlino ha voluto ribadire il suo monopolio sulle forze dell’ordine e ha ordinato il passo indietro, una prova di forza del regime più che un’accondiscendenza nei confronti delle proteste.

 

Anche a Hong Kong, il lavoro è a metà: la famigerata legge sull’estradizione non è stata ritirata (è stata prima rimandata poi sospesa) e la Lam non si è dimessa, come chiedeva e chiede la piazza. La Cina è di certo insoddisfatta della governatrice, ma ora teme che una sua cacciata renda ancora più bruciante l’umiliazione, dopo quelle proteste oceaniche e potenti e insaziabili che hanno imposto il passo indietro. Il rumore che si sente non è un tonfo, è semmai uno scricchiolio, gli esperti la chiamano “curva di apprendimento dei popoli” contro i regimi, e si sente.

Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    19 Giugno 2019 - 14:02

    E' vero, non possono fare quello che vogliono e è anche giusto,così come è altrettanto vero che neanche l'asse Francia-Germania con il trattato di Aquisgrana lo possono fare e in special modo con l'Italia: rilegga attentamente il Trattato e nella parte "appendice" dello stesso dal titolo "Manifesto franco-tedesco per una politica industriale europea adatta al XXI secolo" (al secondo paragrafo). Orbene per fare ciò le attuali regole UE non vanno bene e infatti hanno bloccato la fusione Alston-Siemens...Stanno "bruciando" al duo franco-tedesco l'America first (dazi) da un lato e la Cina dall'altro e "peggio mi sento" per Emmanuel quando il governo olandese con 744 mIlioni di euro ha acquisito una quota del gruppo aereo Air France-KLM: molto meno Europa + "J.B. Colbert" franco-tedesco al duo globale USA-Cina. I due "Aquisgrana" pensano all'Impero Europa tra i 2 imperi America e China: aridatece Coriolano e Vercingetorige a colazione. alle

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  • Giovanni Attinà

    19 Giugno 2019 - 12:50

    Le folli oceaniche di Hong Kong che si oppongono a regimi antidemocratici dovrebbe fare meditare tanta gente nelle varie nazioni del mondo, compresa noi italica stirpe. Infatti noi ci lamentiamo , mugugniamo ma in piazza non scendiamo mai, quando si tratta del rispetto delle regole democratiche o di mancate riforme.

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