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Idea per una medaglia d’oro alla Resistenza

In memoria di Lorenzo Orsetti, martire speciale dell'ultima trincea, a fianco dei curdi

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

18 Marzo 2019 alle 20:34

Idea per una medaglia d’oro alla Resistenza

Lorenzo Orsetti (foto via Facebook)

Provo un irrimediabile senso di colpa per la morte in battaglia, a fianco dei curdi, di un giovane fiorentino, Lorenzo Orsetti. Leone da tastiera, il mio corpo non serve più a niente, e da molti anni, in battaglia. Ho scritto quel che sentivo e dovevo nel tempo, mi sono sentito oltraggiato dal tradimento che Trump ha imposto agli americani e dalle trame oscene di una delle regioni più disperate del mondo tra Assad e Erdogan e l’Iran e al Qaida. Ho letto tutto quello che Sofri e Raineri hanno scritto da lì, dalla casa dei curdi, e altro. Ma ora grazie a un tipaccio eccezionale e al suo magnifico testamento militare, come quando Fabrizio Quattrocchi mostrò ai suoi decapitatori iracheni come muore un italiano, i curdi ci entrano loro in casa nel segno del dolore che costa la vittoria.

  

In un bar del Testaccio, l’estate scorsa, sul marciapiede, seduti tutti ai tavolini, c’erano due curdi con due ragazze italiane. Mi sono fatto una sigaretta, mentre ascoltavo la loro conversazione smozzicata in inglese, ma non avevo da accendere. Uno dei ragazzi mi ha dato del fuoco. C’è stato un incrocio di sguardi tra vicini, e un paio di cose banali scambiate sulle mie cagnette stese al sole. Poi, ma dopo un po’ di tempo, ho visto il ragazzo curdo seduto vicino a me che si alzava in piedi, apriva il suo trolley, cercava confusamente e alla fine ne sortiva un accendino per regalarmelo con fare delicato e amichevole, che un vecchio occidentale spaparanzato e stanco non avesse da procurarsi altro fuoco che quello curdo. Ho pagato a tutti noi il caffè all’interno e me ne sono andato tra mille ringraziamenti. Un po’ poco, mi pare, per una guerra di indipendenza e di civiltà che aveva convinto Lorenzo Orsetti, con la solidarietà della sua splendida famiglia, a partire, armarsi e combattere

  

La copertura aerea, avvertiva Lorenzo, non era più quella d’un tempo. Ma con sobrietà più che letteraria, con un tratto mitico e omerico, aveva aggiunto che qualunque cosa dovesse succedere, in qualunque imboscata potesse finire la sua vita, il bilancio era buono e moriva con il sorriso sulle labbra: “Forse”, aveva aggiunto con un ritegno che è segno di vero eroismo. I martiri dell’ultima trincea hanno qualcosa di speciale per tutti noi che siamo della razza di chi rimane a terra. A pochi giorni dalla liberazione di Roma Eugenio Colorni fu colpito e ammazzato dagli occupanti nazisti. Eugenio Curiel fu ammazzato dalle Brigate Nere a Piazzale Baracca, Milano, alla vigilia della liberazione della città. Sono due medaglie d’oro della Resistenza. Che ce ne sia una terza, nell’ultima trincea, mi sembra inutile ma dovuto.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    22 Marzo 2019 - 10:10

    Solo per associarmi, umilmente, carissimo Giuliano. Non solo dalle nostre parti, ma in quasi tutto l’Occidente sembra dilagare la vilta’. Dicono sia figlia del senso di colpa, ma questa spiegazione mi pare semplicemente una puttanata, e mi scuso per l’espressione volgare. A legger certi commenti sulla tragica e nobile fine del povero Orsetti purtroppo perdo le staffe.

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  • Chichibio

    20 Marzo 2019 - 16:04

    Onore a questo giovane uomo. Disonore a questa Euoropa che finge di non capire, perché voler capire sarebbe troppo scomodo.

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  • Comandante Arouet

    Comandante Arouet

    19 Marzo 2019 - 20:08

    ok si concordo con Ferrara!

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  • leless1960

    19 Marzo 2019 - 13:01

    Sì, anche io guardo con ammirazione il coraggio di questo ragazzo e trovo quasi nessun argomento valido per discuterne l'opportunità o la purezza di intenti. Così come trovo ridotte a "questioni di lana caprina" le argomentazioni su quanto i curdi siano stati terroristi. Non ho molte informazioni sulla loro storia, ma ho l'impressione che siano un popolo schifosamente schiacciato e disconosciuto perché schiacciato tra mille interessi più grandi. Non credo che da noi si siano mai definiti terroristi gli eroi del Risorgimento, e di questo si tratta.

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