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La Brexit è una corsa sul posto

Si vota finché c’è tempo, finché c’è speranza, senza sapere più cosa augurarsi. Se solo potessimo esportare (anche con un'invasione) un po’ di buon senso

14 Marzo 2019 alle 19:56

La Brexit è una corsa sul posto

Theresa May (foto LaPresse)

Si vota finché c’è tempo, finché c’è speranza, senza sapere più cosa augurarsi, ma forse questo non lo si è mai saputo per davvero. Si studia finché c’è tempo, finché c’è speranza, assorbendo informazioni di ogni genere, dai piani di sicurezza sul confine nordirlandese (il famigerato backstop) fino alle procedure europee per le elezioni, eppure mai si arriva a una conoscenza, a una consapevolezza, perché consapevolezza non c’è mai stata per davvero. Ogni giorno una nuova avventura, senza mai muoversi...

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Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica inglese, francese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, Cosmopolitics, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante.

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Commenti all'articolo

  • ales1950

    15 Marzo 2019 - 10:10

    Sono sinceramente dispiaciuto per l'uscita della GB; ma una parte di me gode nel vedere il caos che comporta. Forse può servire lezione a chi rimane . Meditate, meditate gente.

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  • carlo.trinchi

    14 Marzo 2019 - 22:10

    Invadiamoli o facciamoci invadere. Stiamo tutti attraversando un momento di pura follia. Non vediamo quello che ci accade intorno, abbiamo smarrito il senso dell’essere ed il problema non è il non essere perché non ci può essere un non essere che non sia essere europei. Forse la Brexit ed un ritorno dei primi farà capire l’importanza della posta in gioco, e le figure di leader impensabili come la May ci dimostrano che la posta in gioco è grande e non va sprecata. Non ci resta quindi che invaderli o farci invadere perché noi e loro, noi tutti, indispensabili siamo all’Europa che manca e che stiamo aspettando.

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  • Giovanni Attinà

    14 Marzo 2019 - 21:09

    Il buon senso sarebbe quello di indire un nuovo referendum. Quanto a Corbyn dubito che la Gran Bretagna nelle prossime elezioni possa dare la maggioranza ai laburisti.

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