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Brexit, meno 8

Ci sarà un terzo voto ai Comuni. Le divisioni tra i 27 in caso di bocciatura

20 Marzo 2019 alle 21:31

Brexit, meno 8

Theresa May, premier britannico, ha chiesto all’Europa altri tre mesi di tempo per la Brexit (Foto LaPresse)

Theresa May, premier britannico, ha chiesto all’Europa altri tre mesi di tempo per la Brexit: vuole sottoporre la prossima settimana il suo accordo siglato con l’Ue a novembre scorso al voto dei Comuni, per la terza volta e poi fino al 30 giugno organizzare la ratifica. La Commissione europea ha intenzione di dire alla May: se il tuo accordo passa ai Comuni, poi ti diamo la proroga tecnica di tre mesi. Il prossimo passo è quindi un terzo “meaningful vote”, da organizzare la prossima settimana: prima di tutto bisogna vedere se è possibile tenere il voto.

  

Lo Speaker dei Comuni, John Bercow, ha escluso nei giorni scorsi la possibilità, citando un articolo della procedura di Westminster che sostanzialmente dice: non si può sottoporre sempre la stessa questione se non ci sono cambiamenti rilevanti o nella questione o nelle compagini di voto. La mossa di Bercow è stata vista come un’ingerenza ai limiti dell’abuso di potere dal governo, ma l’hanno festeggiata sia gli europeisti sia i brexiteers, e questa è la misura più esatta della disperazione del Regno. Comunque sia: il testo potrebbe essere, in questo caso, modificato almeno in maniera cosmetica, perché vengono formalmente incluse le ultime concessioni date dall’Ue (a Strasburgo, la settimana scorsa).

 

Se il voto si tiene, è necessario poi per la May vincerlo, e questo è un problema: il Dup nordirlandese sta un pochino cedendo, ma i parlamentari dell’Erg, i falchissimi, se sentono odore di no deal non hanno intenzione di capitolare proprio sul traguardo. E l’odore di no deal c’è, perché se i Comuni dovessero bocciare l’accordo, tutte le alternative sarebbero di nuovo aperte, con una variabile in più: i francesi non vogliono fare concessioni ulteriori, preferiscono un no deal oggi che fra tre mesi. I tedeschi invece sono estremamente flessibili: tutto è da preferire al no deal. Così, all’ultimo miglio di questi mille giorni tormentati, la Brexit otterrebbe il suo obiettivo originario, almeno nei suoi ideatori: spaccare l’Europa.

Redazione

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