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Quanto è grande lo scandalo Cohen? Strategie per le midterm

Repubblicani e democratici cercano di capire se i guai giudiziari di Trump cambieranno i risultati delle elezioni di novembre

23 Agosto 2018 alle 21:26

Quanto è grande lo scandalo Cohen? Strategie per le midterm

Da destra, l'avvocato Michael Cohen, Donald Trump e lo stratega elettorale Paul Manafort

Roma. Dopo lo scoppio dello scandalo giudiziario in cui l’ex avvocato di Donald Trump, Michael Cohen, ha implicato il presidente in un reato penale commesso durante la campagna elettorale – e dopo la condanna contestuale dell’ex capo del comitato elettorale del presidente, Paul Manafort, per molteplici capi d’accusa di evasione fiscale e truffa – nella politica americana si combattono due battaglie parallele. La prima è quella di Trump stesso, che per la prima volta nella sua presidenza comincia a temere che le inchieste del procuratore speciale Mueller possano infine arrivare a lui; la seconda è quella delle elezioni di medio termine di novembre, per il rinnovo del Congresso e del Senato americani.

 

In questo momento, i protagonisti di entrambe le partite si fanno una domanda a cui è difficile rispondere: lo scandalo Cohen è un nuovo caso Omarosa – dunque uno scandalo che dura appena il tempo di qualche ciclo di news e poi evapora via, rafforzando le convinzioni su linee partitiche: i sostenitori del presidente sempre più convinti che lui sia vittima di una “witch hunt” e di accanimento da parte dei media “fake news” e i suoi avversari sempre più sicuri della sua inadeguatezza – oppure è qualcosa di più complesso e ramificato, capace di fare davvero male al presidente e ai suoi alleati?

 

Nell’attesa di scoprire qual è la vera portata dello scandalo, i repubblicani al Congresso hanno usato la tecnica di tutte le volte che Trump rompe gli schemi: scrollare le spalle e prendere tempo. Lo speaker repubblicano della Camera, Paul Ryan, ha detto ai giornalisti che servono “più informazioni” prima di formarsi un giudizio; John Cornyn, numero due del Gop al Senato, ha detto di “non avere idea di quali siano i fatti”, “a parte che la questione non ha niente a che vedere con l’indagine sulla Russia”. Una scrollata di spalle funziona in tutte le circostanze: quando Trump mostra sudditanza psicologica nei confronti di Vladimir Putin a Helsinki o quando la sua Amministrazione separa i bambini immigrati dai loro genitori. Gli elettori repubblicani amano Trump, e i fatti hanno dimostrato che mettersi contro il presidente e poi essere abbattuti da una raffica di tweet rabbiosi non conviene.

 

Con le elezioni di midterm di mezzo, tuttavia, le cose potrebbero cambiare. Lo scandalo Cohen “non aiuta i repubblicani” in corsa, ha detto al Wall Street Journal il senatore repubblicano Lindsey Graham. “E’ un argomento in più per chi dice che le persone attorno al presidente fanno cose cattive”. Gli strateghi repubblicani sono preoccupati che gli scandali possano allontanare gli elettori indipendenti, che se a inizio anno preferivano i democratici di soli 8 punti adesso vogliono che il Congresso passi di mano con una maggioranza del 22 per cento (dati Wsj). Tra gli indipendenti, gli elettori di alcuni distretti elettorali collocati nei sobborghi sono particolarmente a rischio: “I pagamenti e le pornostar e le relazioni extraconiugali e le incriminazioni e tutto il resto non rendono l’America Great Again nei sobborghi”, dice un analista a Politico.

 

Anche i democratici, tuttavia, sono circospetti. I capi delle campagne elettorali dei dem dicono ai loro candidati di concentrarsi sui temi locali e di non parlare troppo di Trump, mentre a livello nazionale tutti si ricordano cosa successe l’ultima volta che si parlò di mettere sotto impeachment un presidente in periodo di elezioni di metà mandato. Era il 1998 e i repubblicani avevano trascorso tutto l’anno precedente a fare campagna dura per l’impeachment di Bill Clinton. Alle midterm tutti si aspettavano una decisa vittoria dei repubblicani, ma i democratici conquistarono cinque seggi in più. Era la prima volta dal 1934 che il partito del presidente migliorava il proprio risultato in un’elezione di medio termine. Trump sa che ha questa carta da giocare, e ieri ha già detto che, in caso di impeachment, la Borsa americana crollerebbe per l’instabilità politica.

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    24 Agosto 2018 - 17:05

    Non mi stupisco che non sia riportata la notizia che il signor Poul Sperry di Real Clearing Investigation ha rilasciato in cui si sostiene che l`FBI ha solo controllato una minima parte del LatTop hi Anthony Winner.Il fatto curioso e` che 3000 delle 700mila E Miail che esso conteneva furono controllati dal famoso agente Peter Strzok che per combinazione non trovo` nulla. Quindi l`allora capo del`FBI James Comey menti` al Congresso e al popolo americano. Mueller sara` interessato alla facenda? Last but not the least si parla di 36 milioni di dollari che Comey avrebbe quadagnato con l`aiuto o collaborazione o tacito consenso di Mueller allora Capo dell`FBI nel 2009. Questa notizia e altro e`su di un libro uscito ieri di Peter Schweizer che e` il giornalista investigativo che per primo parlo` dlle E Mail della moglie di Bill. Saro` piu` preciso quando avro` letto il libro.

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    • branzanti

      24 Agosto 2018 - 20:08

      È interessante sapere che anche gli Stati Uniti hanno i loro Giulietto Chiesa.

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      • Carlo A. Rossi

        24 Agosto 2018 - 22:10

        Branzanti, è interessante osservare sempre le Sue reazioni da cane di Pavlov: da un lato, la convinzione profonda di avere sempre ragione e di portare profonde argomentazioni contro Trump, quando non fa altro che ripetere come un disco rotto le medesime quattro scempiaggini (olocausto nucleare, razzismo, dispotismo, etc.). Dall'altro, l'applicazione pedissequa della regola "il nemico del mio nemico è mio amico", per cui anche i peggiori regimi sono giustificati di fronte a Trump. A questo si accompagna costantemente il tono sprezzante verso chi si permette di mettere in dubbio il Suo personale Vangelo. A scanso di equivoci: io non difendo Trump perché lo apprezzi (anche se in alcune questioni ha trovato grazia ai miei occhi), ma trovo veramente fastidioso il tono, da un lato, e l'incapacità di muovere critiche sensate, mascherando quel che altro non è se non livore per reconditi motivi sotto l'apparenza di obbiettività.

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  • branzanti

    23 Agosto 2018 - 22:10

    Hunter, Collins, Culberson, Taylor, Buchanan sono alcuni deputati repubblicani fedelissimi di Trump (la vicinanza non fa bene) che stanno affrontando gravi scandali, mentre altri cominciano, con cautela, a prendere qualche distanza, forse pensando sia preferibile evitare una ingombrante presenza. Questo non significa che l'auspicabile cambiamento si verifichera', i conti si fanno nelle urne. Oggi tuttavia la parte piu' sconcertante riguarda la lettura del resoconto dell'intervista che the man ha concesso a Fox (e a chi senno'), nel corso della quale e' arrivato a dire che l'impeachment farebbe crollare i mercati e ridurrebbe tutti in miseria, con numeri che non si possono immaginare, senza "questa testa pensante" (toccando l'arancione). La preoccupazione non e' politica, ma dovuta al quadro patologico di un narcisista autocentrato con margini di lucidita' piuttosto ridotti, peraltro gia' mostrati, ed un dito su quel bottone. Speramm!

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    • Carlo A. Rossi

      24 Agosto 2018 - 10:10

      Ma certo, Branzanti. Come avevo già scritto, se mai Trump dovesse essere costretto ad abbandonare la Casa Bianca, prima di chiudere la porta e spegnere la luce, invece di pigiare il bottone della luce, schiaccerà quello per scatenare un olocausto termonucleare sul mondo, sa com'è, Marameo, non gioco più. Devo essere più stupido di quanto credo per rispondere ad interventi così grotteschi, ma tant'è. Lo sanno tutti che Trump è un personaggio à la Berlusconi, narcisista, pieno di sé, poco rispettoso dei modi e dell'educazione. Ma non è un omicida di massa, né un dittatore sanguinario. Non Le piace? L'abbiamo capito. Non ha altri argomenti? Quelli che ha scritti, erano opinioni (la crisi finanziaria, Goebbels, etc.), tutte prive di fondamento, se non il livore. Ma cosa Le provoca quest'uomo? L'hanno sottoposta alla rieducazione come in "Clockwork Orange" mostrandole video di Trump?

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      • branzanti

        24 Agosto 2018 - 11:11

        No non ho subito il trattamento di Alex, ma the man mi suscita veramente sensazioni negative e credo che la sua patologica personalità (un fatto, non una opinione) rappresenti la più grave minaccia alla stabilità economica (e tra dazi e distruzione unilaterale ed arrogante di accordi mi pare ne abbiamo avuto riprova inequivocabile) ed alla pace mondiali. Ma soprattutto non riesco ad accettare un paragone con Berlusconi che, al di là di qualche momento debordante, non si è mai comportato come l'arancione.

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