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Paul Manafort, il superpentito

Trump diceva: “L’inchiesta non mi fa paura perché lui non mi tradirà”. Ma ieri è cambiato tutto

15 Settembre 2018 alle 06:16

Paul Manafort, il superpentito

Paul Manafort (foto LaPresse)

New York. Ieri l’ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, Paul Manafort, si è dichiarato colpevole davanti al giudice come parte di un accordo di collaborazione piena con il procuratore speciale Robert Mueller. E’ il colpo più grosso dell’inchiesta sulla possibile collusione tra il candidato Trump e il governo russo per vincere le elezioni presidenziali del 2016 perché Manafort, lobbista coinvolto in molti traffici, è al centro di tutta la storia fin dall’inizio ed era presente – e scriveva...

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    15 Settembre 2018 - 10:10

    L'indagine, condotta con grande coscienza e professionalità, dal procuratore Mueller assomiglia sempre più ad un carciofo : ad intervalli regolari cade una foglia e disvela qualcosa di nuovo, avvicinando la scoperta del cuore. Raineri ha ragione sulla base fanatica che torna a schiumare di rabbia, ma la costante presenza di rilevazioni che danno il gradimento per l'arancione al livello più basso (e non è che abbia mai toccato grandi vette) qualcosa significa.

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