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Doppia botta giudiziaria contro Donald Trump

Paul Manafort è stato condannato in primo grado per frode finanziaria (e altri setti capi d’imputazione). Michael Cohen invece ha ammesso di aver infranto la legge durante la campagna elettorale del 2016

22 Agosto 2018 alle 09:15

Doppia botta giudiziaria contro Donald Trump

Foto LaPresse

Ieri è stato un giorno molto pesante per il presidente americano Donald Trump perché le indagini sui suoi suoi stretti collaboratori cominciano a ottenere risultati definitivi.

 

Mentre Paul Manafort, l’ex capo della sua campagna elettorale, veniva condannato in primo grado per frode finanziaria (e altri setti capi d’imputazione) da un tribunale della Virginia, l’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, in un tribunale federale di Manhattan ammetteva di aver infranto la legge durante la campagna elettorale del 2016. Nello specifico ha dichiarato di aver pagato due donne, su ordine del futuro presidente, perché non parlassero pubblicamente delle loro relazioni con Donald Trump. Cohen ha ammesso di aver versato denaro in cambio di silenzio sia all'ex modella di Playboy Karen McDougal sia alla pornostar Stormy Daniels. Entrambe avevano affermato di aver avuto incontri sessuali con Trump, fatto però che il presidente americano ha sempre negato. Cohen si è dichiarato colpevole anche di evasione fiscale e falsa dichiarazione a una banca.

 

Le due inchieste sono separate, ma mettono in difficoltà allo stesso modo il presidente americano se non riuscirà a dimostrare la sua estraneità all’operato dei suoi collaboratori. Secondo quanto detto al Washington Post dal suo collaboratore e avvocato Rudolph Giuliani “non vi è alcuna accusa di illeciti contro il presidente in quanto detto da Cohen. E’ chiaro invece che le azioni di Cohen sono per molto tempo disoneste e menzognere”. Dopo le dichiarazioni di Giuliani, Lanny Davis, un avvocato di Cohen, ha detto in un'intervista televisiva che Cohen ha informazioni che potrebbero interessare Mueller, il procuratore speciale che sta indagando sull’ingerenza russa nell’ultima campagna elettorale americana e sarebbe felice di condividerle.

 

Manafort era incriminato per aver nascosto milioni di dollari in vari conti bancari all’estero, per avere evaso le tasse e aver frodato le banche per ottenere 20 milioni di dollari di prestiti per un totale di 18 capi d’accusa. Su otto di questi c’è stata unanimità sul verdetto da parte della giuria popolare, mentre per dieci il giudizio è ancora sospeso. Sono reati personali che riguardano le finanze personali dell'ex capo della campagna elettorale e non sono collegate alle indagini di Mueller, ma sono indagini che possono creare ulteriori problemi a Trump, se non legali, sicuramente d’immagine. Al momento sono cinque i membri dell’Amministrazione Trump che si sono dichiarati colpevoli o sono stati accusati di reati da quando The Donald è entrato alla Casa Bianca.

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  • adebenedetti

    22 Agosto 2018 - 17:05

    Circa 500 giorni fa si era partiti dalla Russia e si e` arrivati a reati fiscali compiuti nel 2005. Ma la vera colpa di Manafort e` di essere stato per 100 giorni a capo dell`organizzazione elettorale di Trump. Piu` che cantare Mueller vuole che Manafort COMPONGA. In assenza di reato si sta cercando di crearne uno. Lanny Davis e` da decenni un portavoce dei Clinton. Se non sbaglio nel 2008 la Campagna di Obama compi` l`infrazione di 2 milioni di dollari sulla legge elettorale. Fu condannata ad una multa. Oggi con Cohen tutto e` diverso. Mi permetto di osservare che sono ben 5 gli interventi dell`allievo di Andrej Zdanov

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  • Giovanni Attinà

    22 Agosto 2018 - 14:02

    Sono curioso di vedere quello che succederà con le elezioni di novembre, alla luce di quanto sta succedendo.IN ogni caso Nixon non è stato un criminale e semmai uno dei migliori presedenti dell'ultimo mezzo secolo, e non solo per l'apertura alla Cina. Poi per quanto riguarda Trump, se fossi stato elettore Usa, non l'avrei vitato, come non avrei votato la signora Clinton, a suo tempo esaltatrice della cosiddetta "primavera araba". Poi sui risultati elettorali c'è sempre da ricordare il detto:" Un voto, una testa". E' la democrazia, bellezza!

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    • branzanti

      22 Agosto 2018 - 16:04

      Mi permetto di rilevare che Nixon era un criminale (nel senso di avere commesso reati) a tutti gli effetti, ma con le dimissioni (ed il beneplacito di tutti) la sua vicenda giudiziaria si concluse. Sono d'accordo sul voto in democrazia, ma non riesco ad estendere il concetto di democrazia agli Usa. Vista l'enorme influenza del denaro che si riversa sulle elezioni ed il controllo ferreo che potentati locali esercitano su molte contee, il termine oligarchia plutocratica credo sia più adatto.

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      • Carlo A. Rossi

        22 Agosto 2018 - 21:09

        Eh, sì, perché invece, e.g., Macron i soldi per le sue campagna elettorali li ha raccolti vendendo le limonate su una cassetta di legno come Qui, Quo e Qua, giusto? Stesso discorso per la Clinton, che faceva uso, se ben ricordo, di fumose fondazioni. So di ripetermi, ma ancora una volta: le castronerie le pensa o vengono a getto continuo? Se non ricordo male, un paio di mesi or sono ci fu uno scandalo su alcune nomine importanti all'interno delle commissioni europee, ma di quelle si è persa traccia. Branzanti, deve impegnarsi un po' di più, se vuole muovere delle critiche serie e motivate. Altrimenti, non fa altro che ripetere (questo glie lo concedo, usando un lessico sempre diverso) lo stesso concetto, ovvero, odio Trump. Di una critica come questa, onestamente, non so che farmene: non c'è nulla da motivare o da obbiettare.

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  • Carlo A. Rossi

    22 Agosto 2018 - 12:12

    Su queste pagine si discetta di come oggi le competenze (termine orribile, ma vabbe') siano malviste. È purtroppo vero. Ma onestamente: il giudizio di un cestista ha maggior valore di quello di uno dei brutti, sporchi e cattivi che votavano per Nixon? Davvero vogliamo scrivere questo? Quando non si hanno più argomenti per scrivere qualcosa, varrebbe la pena tacere. A questo punto, allora, vogliamo discutere delle prese di posizione di, che so, Lady Gaga su Trump? Quale geniale commento potrà mai dire che valga più del fatto che una persona, e non solo sporca, brutta e cattiva, possa preferire mille volte un buzzurro come Trump a gente come la Clinton? Nessuno, proprio nessuno. E allora, al limite, si ammetta che il voto libero va bene fino a quando la "gente" vota come alcuni gradiscono. I nuovi sono criticabili, e molto. Ma è il modo in cui è fatto: appunto, per come sono, non per quello che (non) fanno. Del tipo: Salvini mi è antipatico. Legittimo, ma non basta.

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    • branzanti

      22 Agosto 2018 - 13:01

      Caro Rossi l'episodio di Morse era il richiamo ad una situazione assimilabile a quella attuale e non l'attribuzione di qualche particolare ruolo (diciamo che usavo parole altrui per alleggerire il concetto). Però, anche se Lei lo dice in tono sardonico, sono convinto che gli elettori di Trump siano (in maggioranza) brutti, sporchi e cattivi (grazie Scola). E con Trump non è questione di antipatia, ma della minaccia per il mondo.

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  • Carlo A. Rossi

    22 Agosto 2018 - 12:12

    Si preparano già le bottiglie da stappare in attesa dell'impeachment, con la non recondita speranza che qualcosa di simile capiti anche in Italia, prima che lo spread faccia il suo sporco lavoro? Su queste pagine, rammento che in tempi non lontani, per questioni simili, si invocava la presunzione di innocenza, ma forse la mia memoria funziona male. Buffo come anche da queste pagine e dai non pochi commentatori si invochi quel che per l'"Amor Nostro" invece, e lo scrivo, giustamente, si stigmatizzava. La partigianeria politica è una brutta cosa. Che poi Trump sia per molti versi detestabile, non toglie nulla al fatto che Obama è stato santificato in vita, anche se certo molti pure lo odiavano. Il doppio standard lo applicano tutti, anche su queste pagine, non facciamo le verginelle, dai. Il "criminale" era Nixon? Questi giudizi da parte di sportivi e persone dell'alta società mi fanno sorridere: sempre dalla parte giusta a prescindere, anche se non ne capiscono nulla. (Continua)

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    • stearm

      22 Agosto 2018 - 14:02

      Sbaglierebbero i democratici a forzare la mano con l'impeachment, che rimane un atto che mette in crisi l'ordine costituzionale. Giuste quindi nel merito le tue osservazioni. Obama però è stato vittima di una campagna odiosa, basata su fandonie e bassezze di vario genere. La partigianeria politica è una brutta cosa e, fino ad un certo grado, inevitabile. Se però si supera un limite, la partigianeria politica non è solo brutta e odiosa, diventa una minaccia alla convivenza civile. Per me lo è anche l'impeachment, almeno per un'accusa di frode fiscale, come lo era anche per una bugia riferita ad un intercorso sessuale. Ci si dovrebbe ricorrere solo per casi estrem, difficili però da definire.

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