Bongiorno, Donald

Maurizio Crippa

Consigli non richiesti sulle grane giudiziarie del presidente americano 

Non è che qui dalle parti del Foglio, in tanti anni, si sia proprio spiccato per dare consigli vincenti ai nostri paladini su come affrontare le grane giudiziarie. E non staremo a fare nomi. E poi, questo dovrebbe essere ormai chiaro, non è che The Donald sia esattamente un nostro paladino. Però, un po’ perché ci piacciono i legal thriller e un po’ perché non siamo di quelli capaci di annegare un naufrago che si dibatte tra le spume, un’ideuzza all’inguaiatissimo presidente americano la vorremmo dare. Cambi avvocato. Si può mai pensare di cavarsela dopo essersi messi, per tanto tempo, nelle mani di un avvocato come Michael Cohen, uno che crolla come un vitello in lacrime davanti a un giurì, e si dichiara colpevole di otto capi d’accusa (otto) tra cui evasione fiscale, false dichiarazioni bancarie e uso illecito di fondi elettorali, utilizzati pure per far tenere la bocca chiusa a Stormy Daniels? E il tutto “in collaborazione e su indicazione del candidato” Trump. Maddai, neanche il Cav. quando staccava regalini alle ragazze, e di peggiori ne ha staccati a un tourbillon di disastrosi avvocati, s’era ficcato in un simile casino. Dunque, se Trump volesse ascoltarci, per una volta, l’idea è questa: perché non sfancula tutti quei mezzi legulei, e chiama al loro posto Giulia Bongiorno? Che diamine, è quella che ha fatto assolvere Andreotti, mica un toccaculi qualsiasi. E non ha mai avuto un tentennamento di fronte a capi d’accusa che l’evasione fiscale fa ridere. Una che ha domato i pm di Palermo. Insomma sì, l’unica che ce la può fare. (E poi, lo confessiamo, abbiamo il nostro piccolo tornaconto: meglio toglierla dal governo, prima che assuma davvero 450 mila nuovi statali).

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"