Scusi lei è di Firenze?

Maurizio Crippa

La gaffe della giornalista di Sky TG24 che non ha riconosciuto il sindaco di Genova diventerà universale. Una lezione anche per Renzi 

Scusi, lei è di Firenze?”. “Veda un po' lei, sono stato sindaco”. Il disastro più hellzapoppin’ della storia del giornalismo televisivo si è svolto a Genova, ma il format è destinato a diventare universale (“Scusi, lei è del Milan?”. “Veda un po’ lei, sono Silvio Berlusconi” e via variando). L’applicazione naturaliter perfetta, però, appartiene di diritto a Matteo Renzi, che domenica scorsa si è infilato nella sua nuova pelle e ha inforcato il set televisivo con la stessa baldanza con cui un tempo entrava nello studio di Palazzo Chigi. Il set è quello di un docufilm sulle bellezze di Firenze, che Renzi illustrerà ai telespettatori nei passi di divulgatore culturale, di cui si è già molto parlato e anche sghignazzato (si sghignazza sempre, alle spalle di Renzi, avete notato?). Eppure, nella scelta un po’ spericolata dell’ex segretario fiorentino, oltre a una quota di buonumore e di gigioneria, si potrebbe leggere il tentativo di riportare la politica a una forma di comunicazione (quasi) umana, da belluina che è diventata. Che possa funzionare, la manovra di riavvicinamento, non è detto. Però ha tutta l’aria di avere più chance di riuscita rispetto a quell’altra strategia di comunicazione che Renzi ha illustrato ieri a Rep. L’idea che “il clima giacobino” si ritorcerà presto contro chi lo ha voluto, quel “dobbiamo andare all’attacco, non stare sulla difensiva”. Detta così, davvero, fa un po’ ridere: “Scusi, lei è del Pd”?

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"