Anche l'Argentina di Messi si unisce al boicottaggio di Israele

Giulio Meotti

La nazionale di calcio annulla l'amichevole in programma a Gerusalemme. I palestinesi esultano: "E' la nostra capitale"

Il presidente della Federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, ci era andato giù pesante: “Milioni di fan palestinesi e arabi bruceranno la maglietta di Lionel Messi”. Questo nel caso in cui la nazionale argentina fosse volata a Gerusalemme a celebrare la tradizionale partita amichevole con la squadra israeliana e che si tiene prima di ogni Mondiale. Gli strali di Rajoub, le minacce di morte ai calciatori, le proteste spicciole con le maglie argentine imbrattate di sangue e il sussulto mediatico che si era scatenato alla fine hanno convinto Messi e soci a saltare l'appuntamento in Israele.

 

Il governo di Benjamin Netanyahu li accusa ora di aver “ceduto al terrorismo” e ha ricordato ai calciatori argentini che le minacce che hanno ricevuto sono le stesse con cui devono convivere gli israeliani da 70 anni. I palestinesi invece esultano. Da mesi erano alla ricerca di un colpo simile a favore del boicottaggio di Israele.  

  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.