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Merci israeliane radioattive

La terza città spagnola adotta il boicottaggio dello stato ebraico

12 Giugno 2018 alle 06:20

Merci israeliane radioattive

Foto LaPresse

Era già successo. Aveva iniziato il Consiglio comunale di Trondheim, la seconda città norvegese, che aveva approvato una mozione che chiede ai residenti di boicottare personalmente i beni israeliani. Poi la decisione della capitale dell’Islanda, Reykjavík, che ha adottato una mozione per boicottare i prodotti israeliani. E’ lo “Zionistfrei”, sono le città europee che, simbolicamente almeno all’inizio, annunciano l’adozione del boicottaggio delle merci israeliane. E’ un fenomeno importante anche in Inghilterra, dove alcuni consigli comunali sono stati assolti da un tribunale dall’accusa di antisemitismo dopo aver imposto boicottaggi su merci israeliane. Si tratta del Leicester City Council, dello Swansea City Council e di Gwynedd. O come la città irlandese di Kinvara, diventata “Israel free”. Le merci israeliane scompaiono da città importanti, come Leicester, la decima più grande del Regno Unito.

 

Adesso una simile decisione arriva dalla Spagna. La terza città del paese, Valencia, ha appena votato il boicottaggio di Israele e il leader del terzo partito spagnolo ha definito lo stato ebraico un “paese criminale e illegale”. Si tratta di Pablo Iglesias Turrión, leader di Podemos, un partito che ha ricevuto fondi dall’Iran e da ridenti democrazie sudamericane come il Venezuela. Poco prima, Valencia si era definita una “zona libera dalla apartheid israeliana”.

 

Il boicottaggio delle merci israeliane, le uniche merci in Europa sottoposte a questo odioso ostracismo settario e razzista mentre si stendono tappeti rossi alle merci iraniane che dovevano restare sotto sanzione, indica un rogo soffice. Per adesso, questo rogo non è in grado di mandare in fumo l’interscambio fra Europa e Israele, che ha nel Vecchio continente il primo partner commerciale. Ma sarebbe un errore ignorare la famosa aria che tira. E questa porta con sé nuvole nere, turpi, antisemite, razziste, che fanno del rogo dei simboli una manifestazione della “giustizia”. E’ nazismo.

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