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Trump dazia tutti e ora tocca all'Europa

Il presidente americano annuncia imposte commerciali su acciaio e alluminio per Unione europea, Messico e Canada a partire da questa notte. Juncker minaccia di ricorrere al Wto

Mattia Ferraresi

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ferraresi@ilfoglio.it

31 Maggio 2018 alle 17:47

Trump dazia tutti e ora tocca all'Europa

Donald Trump (foto LaPresse)

New York. La Casa Bianca ha annunciato l’imposizione di dazi su alluminio e acciaio per Unione europea, Messico e Canada a partire da questa notte, in accordo con il piano protezionistico varato da Donald Trump in primavera. Washington aveva imposto tariffe doganali del 25 per cento sulle importazioni di acciaio e del 10 per cento sull’alluminio invocando ragioni di sicurezza nazionale (la proclamazione presidenziale dell’8 marzo dice che le massicce importazioni “diminuiscono la nostra capacità di far fronte ai requisiti produttivi nel caso di un’emergenza nazionale”), ma aveva concesso agli alleati più stretti esenzioni temporanee per negoziare accordi bilaterali, lo schema che s’attaglia di più alla prospettiva nazionalista dell’Amministrazione. Le trattative non sono andate a buon fine.

 

Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha reagito con durezza: "Questo è protezionismo puro e semplice. Gli Stati Uniti ora non ci lasciano altra scelta che procedere con un caso di risoluzione delle controversie all'Organizzazione mondiale del commercio e con l'imposizione di dazi addizionali su un certo numero di importazioni dagli Stati Uniti. Difenderemo gli interessi dell'Unione, nel pieno rispetto del diritto commerciale internazionale". Un'eventuale escalation nella guerra commerciale è vista però con preoccupazione dal settore dal mondo del business dell'acciaio. "Ora non è il momento per una risposta sproporzionata e invitiamo l'Ue a tenerlo a mente", ha commentato alla Bbc il lobbista britannico Ben Digby.

 

Il segretario del commercio americano, Wilbur Ross, ha dichiarato giovedì che i negoziati per estendere o rendere permanenti le esenzioni nell’Unione europea “hanno fatto progressi, ma non abbastanza”, mentre quelli con Canada e Messico per il rinnovo del Nafta, cominciati sotto auspici positivi, sono andati per le lunghe con una serie di dialoghi inconcludenti. La stessa Amministrazione che un giorno annuncia formalmente la fine delle trattative con la Corea del nord e il giorno successivo si risiede al tavolo con gli emissari di Kim Jong-un come se nulla fosse ha fatto sapere che le porte del dialogo non sono chiuse, ma non ha indicato a quali condizioni potrebbe considerare l’esenzione dei dazi. “Vogliamo continuare i negoziati con il Canada e il Messico da una parte, l’Unione europea dall’altra, perché ci sono altri temi che devono essere risolti”, ha detto Ross.

  

L’Unione europea ha già informato la World Trade Organization del suo piano per rispondere ai dazi, uno scudo alle importazioni americane da 7,1 miliardi di dollari che dovrebbe fruttare alla casse europee 1,6 miliardi, mentre i paesi del Nafta non hanno ancora formalizzato le contromisure. La Casa Bianca, che martedì ha annunciato nuove misure anti-cinesi, vanificando la tregua imposta alla guerra commerciale con Pechino, non solo non arretra di fronte alle contromisure europee ma si fa beffe di decisioni che produrranno, secondo Ross, “crescite irrilevanti” dei prezzi per i consumatori americani e “non toccheranno più dell’1 per cento del pil americano”. Sono i nostri partner, sostiene Washington, che pagheranno il prezzo più alto in questa guerra commerciale che Trump sta indirizzando con particolare foga contro la Germania, già al centro delle limitazioni imposte dalla Federal Reserve alle operazioni di Deutsche Bank. Circola in questi giorni una battuta di Trump, ricostruita da fonti europee anonime e riportata dal magazine tedesco Wirtschaftswoche, al presidente francese Emmanuel Macron, in cui avrebbe detto che applicherà le sue politiche commerciali abbastanza a lungo da far sparire tutte le Mercedes da New York. Le compagnie tedesche controllano il 90 per cento del mercato delle auto di lusso in America.

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    31 Maggio 2018 - 22:10

    C`e` chi scrive con mal celata soddisfazione che l`alleanza tra USA e Europa e` finita. E` solo il sogno di un nostalgico di BAFFONE

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    • branzanti

      01 Giugno 2018 - 12:12

      Evocare Baffone (con un anticomunista viscerale come me) mi fa capire che forse qualche elemento di ragione ,sulle difficoltà dei filo americani in questo momento, è reale. Comunque se l'uomo vi piace è un vostro diritto intoccabile sostenerlo, io mii limito a criticarlo per gli enormi danni che sta facendo al mio paese ed al mondo. Per il resto nessun problema dato che non metterò mai più piede in Usa.

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      • adebenedetti

        01 Giugno 2018 - 19:07

        Excusatio non petita accusatio manifesta

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      • tamaramerisi@gmail.com

        tamaramerisi

        01 Giugno 2018 - 18:06

        Branzanti lei dovrebbe prendersela con l'Elefante, i cui barriti l'hanno spaventata a morte causandole di vedere arancione ovunque. E poi i barriti son cessati ! La Korea rinuncia all'atomica, la Russia bastona Assad, i Brexiteers si beccano l'acciaio in quel posto, l'Arabia Saudita fa le prime riforme, le basi missilistiche Iraniane sul Mediterraneo sono obliterate.... Però mica male questo primo biennio di Presidenza. Io ripitturerei la Casa di Arancione per far contento Ferrara. (La conosce la storia del Faraone che si ostinava contro Mosè? Era un caso di indurimento: il Faraone si era ingabbiato da solo facendosi inabile, rigido come uno stoccafisso, a cambiare idea, pur avendo sotto gli occhi piaga dopo piaga dopo piaga dopo piaga... Indurimento di comprendonio.) Se un Presidente può raddrizzare l'ONU quel tanto che basta e giusto in tempo, praticamente uno scongiuro, quello è Trump.

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  • dinissag@hotmail.com

    dinissag

    31 Maggio 2018 - 21:09

    Da Igino Garbini - Questo è soltanto uno degli EFFETTI COLLATERALI del SOVRANISMO di oltre oceano. La cosa sconfortante è che oggi questo modello illiberale ha trionfato anche da noi. Le congratulazioni di Steve Bannon, Marine Le Pen e Nigel Farage parlano chiaro.

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  • dinissag@hotmail.com

    dinissag

    31 Maggio 2018 - 21:09

    Da Igino Garbini - Questo è soltanto uno degli EFFETTI COLLATERALI del SOVRANISMO di oltre oceano. La cosa sconfortante è che oggi questo modello illiberale ha trionfato anche da noi. Le congratulazioni di Steve Bannon, Marine Le Pen e Nigel Farage parlano chiaro.

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  • branzanti

    31 Maggio 2018 - 21:09

    Spiace nel momento politico italiano attuale dover dedicare attenzione a questa tristezza ma alcune riflessioni si impongono. La prima dice che l'alleanza fra Europa e Usa è finita senza appello, visto che un'alleanza si basa su interessi e visioni comuni ormai inesistenti (le visioni poi con questa sciagurata amministrazione!). Poi mi auguro ci sarà, da parte dei governi europei, una risposta decisa e "cattiva" all'arroganza ed al disprezzo riservatici dai nostri (mai stati) amici, cui ognuno può, nel suo piccolo, dare un contributo (semplicemente don't buy american!). Spero che questa risposta, unita all'inevitabile effetto di ritorno dei dazi, produca conseguenze occupazionali nei settori e nei territori più presidiati dagli orrendi "rednecks", una delle peggiori componenti dell'umanità. Infine un pensiero per gli amici filo americani : diventa molto duro difendere l'indifendibile. Auguri

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      31 Maggio 2018 - 23:11

      "una delle peggiori compinenti dell'umanità" ? Non credevo di dover leggere roba simile da un fogliante.

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      • branzanti

        01 Giugno 2018 - 12:12

        Alcolismo, tossicodipendenza, estrema propensione alla violenza, specie familiare, frequente incesto, rozzezza oltre ogni limite, ignoranza da rinoceronte (senza offesa per il rino), incapacità di capire che esiste qualcosa fuori dal loro villaggio ( già la contea è un universo sconosciuto). Provi a trovarsi con uno di loro restando con le ossa sane o senza che le sparino poi ne parliamo.

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        • tamaramerisi@gmail.com

          tamaramerisi

          01 Giugno 2018 - 18:06

          Ho vissuto due anni in North Carolina. Una famiglia di "red-neck" mi ha ospitata come una figlia mentre studiavo. Loro non avevano studiato. Lui ex marinaio, lei infermiera. Quatrro figli avevano: tutti quattro adottati. Tutti quattro laureati. Uno dottore. Uno fisioterapista sportivo. Uno professore di inglese il quarto non ricordo, non l'ho conosciuto perche sie era sposato e viveva in Oregon. La sua generalizzazione, Branzanti, ricorda quasi alla lettera l'incipit delle pagine di storia più terribili che l'umanità abbia mai dovuto leggere. PS ciò che mi colpì maggiormente in America, tra i red necks, era che le chiavi di casa non le usavano che di notte, da scuola rientravo girando semplicemente la maniglia. PS 2: Il marinaio e la moglie hanno fatto l'unico lungo viaggio (pagato dai figli) in Italia, e la loro descrizione di Napoli, dove furono scippati, era umanamente diametralmente opposta a quella da lei espressa. Lei non sa di cosa parla, e forse di cosa parlare.

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        • adebenedetti

          02 Giugno 2018 - 18:06

          Io non sono un 'red-neck' in quanto vivo vicino a Detroit. Sono un marittimo (capitano di macchina) in pensione e io e mia moglie di figli adottivi ne abbiamo due. Io ho la doppia cittadinaza mentre mia moglie e` americana verace. Il figuro al quale ha risposto non ripete che il giudizio che a suo tempo dette Obama quando parlo` di coloro che puliscono le loro armi e vanno in chiesa ecc.ecc.

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        • branzanti

          01 Giugno 2018 - 19:07

          Gentile amica sono sinceramente colpito dalla sua riflessione ed approfitto della risposta per rivolgermi a tutti voi che avete gentilmente contrastato gli interventi di questo Pierino un po acido per comunicare che non intendo più disturbare, anche per evitare di inacidirmi ulteriormente. Tornerò quando qualche notizia americana sarà utile a distogliermi dalle preoccupazioni italiane. Forse ha ragione, parlo di cose che non conosco e i rednecks (o gli hillibillies di J.D. Vardy libro che ho apprezzato) non meritano la mia acredine. Non ho mai vissuto in Usa, ma vi sono stato molte volte e quando Trump vinse scrissi che una fetta di popolazione aveva urlato rabbia e paura di abbandono, soprattutto da parte dem ( ed ho trovato lo stesso concetto nel libro di Edward Luce, non un trumpista, sul tramonto del liberalismo). Ritengo che abbiano puntato sul cavallo sbagliato e che avremo una serie di danni, ma il giudizio lo darà la storia. Grazie per il piacere della conversazione.

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