Dove porta l’escalation del duello tra America e Germania

Le reazioni tedesche sono scomposte di fronte alle minacce di Trump che s’acuiscono mentre l’Europa è in crisi esistenziale

Alberto Brambilla

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31 Maggio 2018 alle 21:03

Come sarà il futuro dell'Ue senza Trump, spiegato da Merkel

Angela Merkel e Donald Trump (foto LaPresse)

Roma. Attraverso notizie di sanzioni economiche, barriere tariffarie e interdizioni regolatorie arrivate nelle ultime ore Washington prende di mira i bastioni della Corporate Deutschland in quello che appare un assalto frontale determinato a colpire settori strategici e iconici tedeschi. L’annuncio d’imporre dazi alle importazioni di acciaio e alluminio dall’Unione europea è un potenziale colpo per la siderurgia tedesca che vede negli Stati Uniti il suo principale mercato di esportazione extra-europeo, con le forniture cresciute del 40 per cento negli ultimi sette anni, secondo statistiche Eurofer. Il settimanale Wirtschaftswoche ha poi rivelato, citando fonti anonime americane, che Trump avrebbe detto al presidente francese Emmanuel Macron che la sua politica commerciale ha l’obiettivo di bandire le Mercedes dalle strade di New York. Una dichiarazione di guerra ai costruttori tedeschi di auto di lusso. La notizia arriva a due settimane dall’apertura di un’indagine del dipartimento del Commercio americano sull’importazione di auto per decidere se “minacci la sicurezza nazionale”. Il risultato dell’indagine potrebbe tradursi in un costo, derivante dall’innalzamento di barriere tariffarie, di 5 miliardi per la Germania pari allo 0,16 per cento del pil, secondo l’istituto di ricerca Ifo. Ultimo colpo, arrivato giovedì, è al colosso malato Deutsche Bank (Db) al quale sarà ristretta l’operatività negli Stati Uniti. Il titolo di Db ha perso circa il 7 per cento dopo la notizia rivelata dal Wall Street Journal. E’ un nuovo stadio di una “guerra” pluriennale.

  

S’acuisce un conflitto geo-economico il cui inizio si può immortalare con la celebre esclamazione della diplomatica americana Victoria Nuland “Fuck the Eu”. Nel 2014 gli Stati Uniti appoggiano le proteste di Piazza Maidan in Ucraina per evitare l’ingerenza sia di Mosca sia di Berlino sul governo di Kiev. Dopo quella di Obama, l’Amministrazione di Trump ha perseguito l’obiettivo di evitare l’attrazione dell’Europa in orbita russa con un “dito medio” diretto a Berlino, come da copertina dello Spiegel del 12 maggio scorso. Ovvero proibire con ogni mezzo il controllo o la spartizione dell’Eurasia tra tedeschi e russi. Da allora gli attriti sono aumentati. E l’offensiva americana si fa più aggressiva ogni qual volta l’Europa palesa una crisi esistenziale, come quella provocata nelle ultime settimane dalla impasse politica italiana e dalla messa in discussione della permanenza di Roma nell’area euro. La cancelliera Angela Merkel sembra preferire l’appeasement al confronto diretto, ma non sta andando bene.

 

Il ministro degli Esteri, Heiko Maas, ha risposto con un’infelice espressione alla sua controparte Mike Pompeo in merito al rischio per la sicurezza nazionale americana rappresentato dalle Bmw, Volkswagen o Mercedes. “Al contrario le auto americane rendono le strade americane più sicure”, ha detto. Lo scandalo sui motori diesel, arricchitosi negli anni di nuove puntate – da ultimo l’uso di primati come cavie per i test sulle emissioni –, ha colpito a tal punto la reputazione di Volkswagen che Maas è sembrato ingenuo. Per non parlare della reazione di Gerhard Schröder, il presidente del board del consorzio del Nord Stream e fautore delle relazioni economiche tra Mosca e Berlino, che da San Pietroburgo ha accusato apertamente Washington di volere sabotare il raddoppio del gasdotto russo-tedesco “gettando sabbia negli ingranaggi” del progetto e dimostrando una grande “abilità manipolatoria” nei confronti dell’Unione europea. Il Congresso americano intende sanzionare i finanziatori di progetti gasieri russi in Europa come mezzo di pressione. Ci sono problemi anche di ordine pubblico in Germania. Giovedì circa 2.050 veicoli militari americani diretti in Polonia in chiave di deterrenza anti russa sono stati fermati nello stato del Brandeburgo dalle proteste di attivisti pacifisti e di sinistra, riporta Usa Today. Ma dove vuole arrivare Trump? Secondo Francesco Rocchetti, analista all’Ispi, “la guerra commerciale che Trump vuole far scoppiare, come in altri ambiti, ha fini probabilmente più ampi. Il ripristino delle sanzioni all’Iran c’entra con gli accordi commerciali e con le sanzioni? Sicuramente sì, e dimostra che Trump ha un approccio olistico prima di arrivare a un negoziato”. Finora l’Europa si è trovata unita – e non accade spesso – nel difendere gli accordi commerciali con l’Iran che Trump vuole smontare. Berlino cederà?

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    31 Maggio 2018 - 22:10

    Il nostro destino di europei è, senza che mi entusiasmi, una più stretta integrazione con la Russia, paese con enormi difetti, ma che, certamente, non ci tratta con arroganza e disprezzo e non ci insulta sguaiatamente. Spero che Russia e Cina possano sostituire il mercato americano da cui stiamo venendo cacciati brutalmente ( e si preparino al rimpatrio coatto molti che hanno voluto andare a studiare o lavorare in Usa). Rinnovo un pensiero agli amici filo americani : diventa molto duro difendere l'indifendibile.

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    • Carlo A. Rossi

      31 Maggio 2018 - 23:11

      Carissimo Branzanti, usando un'espressione piuttosto stupida, mi viene da chiederLe: ci è o ci fà? Abbiamo capito che Lei è allergico a Trump, d'accordo, è plausibile e da un lato comprensibile. Ma, con rispetto: Lei parla dell'America come della fonte di ogni male, ma non è che la Germania, che Lei difende, sia un esempio di etica nelle trattative. La Merkel non è una disinteressata filantropa dell'umanità, come Schroeder non un benefattore dell'umanità. Sono due politici maneggioni, soprattutto il secondo, che infatti, appena terminato il mandato come cancelliere, entra direttamente nel consiglio di amministrazione di una grossa impresa petrolifera russa. Fantastico, nessun conflitto d'interesse, un politico al servizio dell'Europa, giusto? Almeno, per quanto Trump sia detestabile come persona, si sa benissimo cosa voglia: meglio avere di fronte uno così, piuttosto che gestire l'untuosa gentilezza di una Merkel. Mia opinione, sia chiaro.

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      • adebenedetti

        07 Giugno 2018 - 18:06

        Con ritardo intervengo ed essendo una persona semplice so solo che ogni volta che Germania e Russia vanno insieme sono guai. La Polonia puo` testimoniarlo.

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    • Skybolt

      31 Maggio 2018 - 22:10

      Ooooh finalmente. Quanto al suo "razionale", la Cina vede noi come il mercato di sbocco della sua folle sovrapproduzione e come accozzaglia di gonzi che gli insegnino la tecnologia e poi si levino di mezzo (il caso Airbus è da manuale, ma tutti zitti...), mentre la Russia mira a venderci energia a prezzi sempre più alti e a rifarsi l'impero (magari informale, ma non ci giurerei). La Germania cadrà come una pera nella trappola. Oppure, diventerà una colonia turca.

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