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Così i presidenziabili americani hanno risposto all'attacco di Bruxelles

Ondata di reazioni da parte dei leader politici negli Stati Uniti di fronte agli attentati in Belgio. "L’America farà di tutto per assicurare che i responsabili di questi atti paghino per ciò che hanno fatto", ha detto Obama.

 

22 Marzo 2016 alle 18:00

Così i presidenziabili americani hanno risposto all'attacco di Bruxelles

Il presidente americano Barack Obama (foto LaPresse)

Ondata di reazioni da parte dei leader politici negli Stati Uniti di fronte agli attacchi terroristici di Bruxelles. "L’America farà di tutto per assicurare che i responsabili di questi atti paghino per ciò che hanno fatto", ha detto il presidente americano Barack Obama parlando a fianco di Raul Castro durante la sua storica visita a Cuba. Il presidente americano ha inoltre esortato la comunità internazionale a rimanere “unita” per far fronte al terorrismo.

 


Parte del discorso del presidente americano Barack Obama a Cuba


 

“I terroristi hanno colpito di nuovo al cuore dell’Europa, ma la loro campagna di odio e di paura non prevarrà”, ha invece dichiarato la candidata alle primarie presidenziali democratiche Hillary Clinton. “Questi terroristi mirano ad indebolire i valori democratici che sono alla base della nostra alleanza e del nostro modo di vivere, ma non vinceranno mai. Gli attacchi di oggi non faranno che rafforzare la nostra determinazione a stare uniti con i nostri alleati e sconfiggere il terrorismo e il fondamentalismo islamico”.

 

Più netti i commenti dalla sponda repubblicana. In un’intervista a Fox News, Donald Trump ha affermato che chiuderebbe le frontiere in caso di un attacco terroristico come quello avvenuto a Bruxelles, in Belgio: “Chiuderei le frontiere. Dobbiamo essere molto, molto vigili su chi lasciamo entrare in questo Paese. Stiamo accogliendo gente senza veri documenti, non sappiamo chi sono e da dove vengono”. In un breve tweet, il candidato repubblicano ha inoltre aggiunto che “Bruxelles una volta era una città bella e sicura”, mentre invece “oggi fa parte di un altro mondo”, concludendo che “gli Stati Uniti devono essere vigili e astuti”.  

 

Ted Cruz, l'avversario più forte di Trump alle primarie repubblicane, si è lasciato andare ad una riflessione su Facebook: “Questi attacchi terroristici non sono incidenti isolati, ma sono solo gli ultimi di una serie di attacchi coordinati da parte di terroristi islamici radicali, che stanno dichiarando guerra a chi non accetta la loro visione estremista dell’Islam”. “L’Islam radicale è in guerra contro di noi – ha aggiunto Cruz – Per più di sette anni abbiamo avuto un presidente che ha rifiutato di prendere atto di questa realtà. E la verità è che noi non saremo mai in grado neanche di pensare di sconfiggere questo male fino a quando ci rifiuteremo persino di nominarlo”. Il candidato repubblicano ha concluso promettendo che “tutto ciò finirebbe il 20 gennaio 2017”, nel caso fosse eletto come presidente: “Chiameremo il nemico con il suo nome – terrorismo islamico radicale. E lo sconfiggeremo”.

 

Solidarietà ai cittadini di Bruxelles anche da parte del terzo candidato alle primarie repubblicane, John Kasich, il quale ha richiamato la comunità internazionale a “rafforzare gli sforzi per identificare, sradicare e distruggere i perpetratori di tali atti di brutalità”.

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