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Il sovranismo è già fottuto

Un paese debole ed esposto ai venti avversi è quello che Salvini voleva evitare

13 Luglio 2019 alle 06:00

Il sovranismo è già fottuto

Matteo Salvini (Foto LaPresse)

L’etichetta “sovranismo” comincia a perdere di significato se con essa si intende la conservazione o la riappropriazione della potenza nazionale. Ciò non deriva dal disvelamento dell’influenza russa sull’Italia per i tentativi della Lega di ricevere finanziamenti da Mosca. La perdita di forza e di peso internazionale deriva dai danni autoinflitti all’economia in un anno di governo gialloverde. L’Italia è ultima in Europa per tasso di crescita del pil: Banca d’Italia ha abbassato le stime (più 0,1 nel 2019), siamo dietro alla piccola Grecia. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha ricordato ieri che il debito pubblico è una “palla al piede”: è un peso che riduce lo spazio fiscale per affrontare un rallentamento futuro impedendo di tutelare le fasce deboli, quelle “lasciate indietro dalla globalizzazione”. La ricetta propagandata dal governo prevedeva che un aumento della spesa pubblica per pensioni anticipate e reddito di cittadinanza avrebbe generato un aumento del pil con la crescita dei consumi.

 

Non è mai successo che un paese cresca solamente indebitandosi. Fosse vera quella ricetta l’Italia dovrebbe avere un pil stellare da tempo. Indebitarsi a costi crescenti significa dover cercare la benevolenza di finanziatori esteri, anche russi e cinesi, o domestici, ovvero assoggettarsi a quei “potentati finanziari” dai quali si vorrebbe liberare la patria. L’isolamento dalle istituzioni europee voluto da Matteo Salvini (“l’uomo più pericoloso d’Europa”, scrive l’Economist) ha prodotto un aumento della percezione del rischio-paese, segnalato dalle agenzie di rating, che porta banche e imprese a finanziarsi sul mercato a costi più alti dei concorrenti. L’isolamento espone poi alla frizione con Stati Uniti e Cina, un urto che le nazioni da sole non possono reggere. Come ha detto il presidente della Bce Mario Draghi la sovranità in un mondo globalizzato significa “recuperare quell’unità di visione e di azione che da sola può tenere insieme stati così diversi”, collaborando in Europa. Il “sovranismo” ha indebolito famiglie e imprese e ha peggiorato la reputazione nazionale. Quello che doveva evitare.

 

Redazione

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    13 Luglio 2019 - 23:11

    Qui non è fottuto il sovranismo ma noi, tutti noi. Se vero quanto leggiamo Salvini è finito, non gli resta che una techila in una qualsiasi bettola di Caracas. Se non vero come si spera sia, ci rimane la certezza di essere una nazione senz’anima. Se c’è chi pensa di comprarci significa che potremmo essere comprati, quindi vendibili o essere oggetto di baratto. Il fatto che esistano questi faccendieri da la misura della vastità delle interpretazioni. Sembrano creati apposta. Se il dubbio non cade Salvini è in graticola ed il voto rimandato sarà la sua rovina. Chissà se tutto questo vociare abbia per fine proprio questo? Comunque la si giri è una pena, e che pena.

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  • Medicaid

    13 Luglio 2019 - 15:03

    Sarà l' età, non è prevenzione. Resto sinceramente meravigliato dal fatto che ci siano persone come voi che credono alla buona fede di gente come Salvini ed al loro essere sinceri in quello che affermano. È tutto e solo CINISMO e PROPAGANDA. Serve per avere voti e potere. Se avesse efficacia il contrario la Lega sarebbe una forza ultra europeista.... Per favore almeno voi non dategli credito.

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