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Frena la locomotiva tedesca: in calo produzione industriale e surplus commerciale

La Germania rallenta per le tensioni commerciali internazionali e la Bundesbank taglia le stime di crescita. Mercati europei positivi il giorno dopo la riunione della Bce

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marchesano@ilfoglio.it

7 Giugno 2019 alle 11:39

Frena la locomotiva tedesca: in calo produzione industriale e surplus commerciale

Foto Imagoeconomica

Milano. Giù la produzione industriale e giù anche il surplus commerciale: la Germania continua a soffrire sotto il peso delle tensioni commerciali internazionali. La frenata dell'economia più forte dell'Eurozona – oggi confermata anche dalla Bundesbank, che ha tagliato le stime di crescita del paese per quest'anno e per il prossimo – è fonte di preoccupazione per tutta l'area e per i mercati, che stanno ancora prendendo le misure sulle ultime mosse della Bce. Come ha detto Draghi in conferenza stampa, l'istituto ha spostato in avanti di sei mesi l'orizzonte di un possibile rialzo dei tassi proprio in considerazione dello scenario di persistente incertezza.

    

Un approccio, peraltro, che sembra convincere poco gli investitori,  poiché in alcuni casi si attendevano una prospettiva di taglio del costo del denaro in un lasso di tempo breve o che fosse prospettata una soluzione per mitigare l'impatto sulla profittabilità delle banche dei tassi di deposito negativi. E proprio la reazione fredda dei mercati nella giornata di ieri seguita al discorso del presidente Mario Draghi, ha indotto alcune riflessioni sulla tenuta della retorica della Bce in una fase delicata in cui si stanno facendo giochi per la nomina del futuro presidente. Oggi, però, la musica sembra cambiata perché le piazze europee sono tutte molto positive, con guadagni a metà mattina sia per Piazza Affari che per la Borsa di Francoforte che non sembra risentire dei dati macro inferiori alle attese, mentre si accorcia la distanza tra i titoli di stato italiani e tedeschi e cala lo spread. 

     

Ad aprile la produzione industriale tedesca è risultata in calo dell'1,9 per cento rispetto a marzo, dopo due mesi consecutivi di rialzo, e pressoché analoga è stata la riduzione su base tendenziale (-1,9 per cento). Si tratta di una contrazione ben più forte del previsto (-0,5 per cento erano le attese della vigilia). Parallelamente sono stati diffusi i dati sulla bilancia commerciale del paese, che vede un surplus in calo: le esportazioni sono state pari a 109,7 miliardi ad aprile e  l'import a 91,7 miliardi. L'Europa ha assorbito 63,8 miliardi di merci tedesche, cioè il 3,5 per cento in meno di un anno prima, mentre l'export verso paesi terzi è aumentato del 4 per cento sull'anno a 45,8 miliardi.

  

La debolezza dell'industria ha provocato il taglio drastico delle previsioni di crescita da parte della banca centrale tedesca e di altre organizzazioni internazionali. Per la Bundesbank la crescita della Germania nel 2019 si fermerà allo 0,6 per cento rispetto all′1,6 per cento precedentemente indicato, un punto percentuale in meno, mentre per il 2020 la previsione è di un aumento dell'1,2 per cento (lo 0,4 per cento in meno). Il taglio delle stime seguono quelle già annunciate dal governo tedesco lo scorso aprile.  

Mariarosaria Marchesano

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