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A Roma non c’è trippa per gatti

Cicerone e le tasse, la svolta di Nathan, le molliche di Raggi. Il grande debito di Roma tra cronaca e storia

21 Aprile 2019 alle 06:10

A Roma non c’è trippa per gatti

foto LaPresse

Ma quali molliche, Virginia Raggi avrebbe dovuto spiegare il debito di Roma non con le briciole, ma con la trippa. Ebbene sì, la trippa dei gatti. Perché oggi come nel 1907 “nun c’è trippa pe’ gatti”. Vuole la leggenda che quando il mazziniano Ernesto Nathan, appena eletto primo cittadino, lesse il disastrato bilancio dell’Urbe, notò una curiosa voce: frattaglie per gatti. “Di che si tratta?”, chiese ai suoi collaboratori. “Vede signor sindaco, la città è piena di gatti randagi e...

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