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“Voleva investire un pedone? Sì, ma aveva le sue buone ragioni”

Due chiacchiere con i sindacalisti di Atac che si oppongono al licenziamento dell’ormai famoso autista di Corviale

6 Giugno 2019 alle 14:41

“Voleva investire un pedone? Sì, ma aveva le sue buone ragioni”

Foto LaPresse

Roma. Il tono della difesa d’ufficio è strascicato, quasi indolente come l’atmosfera di questi primi scampoli estivi romani. “L’episodio è semplicemente uno dei tanti che succedono ai nostri autisti in periferia – dice Renzo Coppini, segretario regionale del Lazio del sindacato Fast Slm Confsal – capita tutti giorni, c’è chi vuole salire sull’autobus col cane, chi con il televisore o la lavatrice”.

    

   

   

Il fatto è accaduto il 9 maggio scorso, ma è venuto alla ribalta soltanto una settimana fa, quando il filmato surreale ha cominciato a girare sul web. Siamo a Corviale, periferia “difficile” della Capitale. Nel video si vede un autobus dell’Atac, linea 786, che procede in direzione di un uomo fino a colpirlo in pieno, il tutto al centro della strada. Al momento, l’autista è sospeso e potrebbe essere licenziato. Ma, tra i sindacalisti Atac, c’è già chi ha espresso la proverbiale “solidarietà” all’autore dell’investimento. Coppetti fa parte di una delle sigle che per prima si è schierata al fianco del guidatore, e spiega con calma: “La lite è nata dal fatto che quell’uomo pretendeva di salire sull’autobus con due cani, quando gli è stato impedito ha cominciato a minacciare il conducente urlando “ti ammazzo”, “ti ho riconosciuto”, “guarda che ti vengo a prendere” e si sono scatenati gli istinti tribali”. Che, però, sarebbero una prerogativa esclusiva del pedone che stava rischiando di finire sotto le ruote del mezzo dell’Atac: “Ha detto pure ‘ti sparo’ e mi dicono, ma ancora non l’ho verificato, che avrebbe rotto un finestrino prima che l’autobus cominciasse a camminare”. Pronta la giustificazione: “Quindi l’autista non sapendo cosa fare, si è spaventato e voleva scappare per difendersi, e poi si è mai visto uno che se gli viene addosso un mezzo non si sposta?”

     

Il ragionamento, nonostante le apparenze, vuole seguire una logica di causa effetto: “Tant’è che alla fine – riflette Coppini – non lo ha investito, mi sembra abbia frenato”. Al pedone accompagnato dai cani non viene concessa nessuna attenuante: “Noi siamo stanchi di subire aggressioni in alcune zone degradate della città, come sassaiole e pistolettate e le minacce verbali nemmeno ce le denunciano più”. Le pene devono essere esemplari, secondo il pensiero del sindacalista: “Questi qua devono essere messi a ripulire le strade dalla monnezza, o meglio a pulire i pullman”. E a fomentare l’odio contro i lavoratori, ça va sans dire, sono sempre i giornalisti: “I blog e i giornali aumentano questo clima contro il personale dell’Atac, continuando a dire che sono tutti dei vagabondi”.

     

Più morbido nella forma, ma dallo stesso significato, il commento di Marino Masucci, segretario generale della Fit Cisl del Lazio: “Il gesto dell’autista è certamente esecrabile, sia chiaro, ma quel video è da contestualizzare”. Ovvero? “Bisogna capire se il guidatore è stato aggredito o minacciato dalla persona in strada, lei sa che l’Atac sottopone a visite periodiche tutti i suoi dipendenti? Bene – prosegue Masucci – non ci risulta che questo autista sia matto o abbia riscontrato problemi psichiatrici”. Ancora una volta tutta la riflessione si sposta dal particolare al generale: “Soprattutto in alcune zone della città è in corso una recrudescenza del fenomeno delle aggressioni a chi guida gli autobus, noi come sindacati abbiamo messo in campo anche un tavolo tecnico con il prefetto per cercare di capire come risolvere il problema”. Ed ecco il paragone: “A New York nelle stazioni della metropolitana ci sono cartelli con su scritto che chi aggredisce un conducente rischia 7 anni di carcere”.

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Commenti all'articolo

  • luiga

    07 Giugno 2019 - 17:05

    chi commenta non sa in che condizioni guida il bus l'autista a Roma. Roba da delirio spicotico. Macchine parcheggiate in doppia fila e in curva , in tripla fila, pedoni che passeggiano , non sul marciapiede, ma in strada davanti alla fermata del bus rallentando così la fermata, ne ho viste che voi umani...

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  • leless1960

    07 Giugno 2019 - 14:02

    Invece no, non sono d'accordo col linciaggio dell'autista. E parlo da romano che ha votato al referendum, che ha votato sì, che pensa malino dei dipendenti di Ama e Atac (ma non infierirei con quelli che sono al lavoro e che non sono imboscati, come sempre accade). Ha esagerato, senz'altro!; sarà giudicato, sarà licenziato, non lo so. So che il concetto "passare dalla parte del torto" non sempre è al servizio del giusto e della verità. In questo caso ha fatto il suo dovere, ha impedito al tipetto di salire coi cani nonostante fosse un noto delinquente del quartiere (fonte: Il messaggero) e si è beccato minacce terribili. Provateci voi a non passare dalla parte del torto. Io la famosa capocciata di Spada al giornalista non me la sarei presa e zitto.

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  • miozzif

    06 Giugno 2019 - 23:11

    Pazzesco, degno della Roma a Cinque stelle, del referendum vinto dai paladini dell' Atac di regime, il guidatore che insegue con l'autobus un cliente dell'azienda pubblica di trasporto. Quanto ai cartelli minacciosi mei confronti degli utenti e in difesa degli autisti, altro che New York: qui sul bus romano dove ora mi trovo c'è un cartello con braccia incatenate e polsi ammanettati: la pena per chi non tratta bene il'esemplare personale Atac.

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  • LDR28

    06 Giugno 2019 - 19:07

    Ho appena visto il video. Sconvolgente. Ma l’autista è ancora in libertà? Pure i i sindacalisti lo difendono. L’Atac è uno scandalo in tutti i suoi Rivoli. E poi basta con il divieto ai cani sugli autobus presente in tutta Italia. Sono immensamente più civili e intelligenti. dell’autista .

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    • branzanti

      06 Giugno 2019 - 21:09

      Sono assolutamente d'accordo e vorrei sottolineare il suo appello a favore dei cani, più civili e intelligenti. Aggiungo soltanto che avendo conosciuto i sindacati del settore servizi pubblici non mi sorprende l'assurdità di certe dichiarazioni.

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