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“Stop al pagamento delle tasse”. Venezia prova a rialzarsi

Il Comune si prepara a far slittare il versamento della Tari. Intanto il premier Conte promette: “Oggi pomeriggio il Cdm dichiarerà lo stato di emergenza e questo ci consentirà di varare le prime dotazioni finanziarie”

14 Novembre 2019 alle 11:09

“Stop al pagamento delle tasse”. Venezia prova a rialzarsi

L'hotel Gritti a Venezia, invaso dall'acqua (foto LaPresse)

Dopo l'alta marea e la tempesta Venezia inizia la conta dei danni. Questa mattina il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha partecipato a una riunione in prefettura con il sindaco, Luigi Brugnaro, il governatore del Veneto, Luca Zaia e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Al termine il premier ha incontrato i giornalisti per un punto stampa.

 

“Per quanto riguarda il ristoro dei danni - ha spiegato Conte -, ci sono due fasi. La prima fase ci consentirà di indennizzare privanti ed esercenti commerciali sino a un limite. Sino a 5 mila euro per i privati e gli esercenti fino ai 20 mila euro. Questi soldi potranno arrivare subito. Poi chi ha danni più consistenti, ovviamente, li quantificheremo con più calma e dietro l'istruttoria tecnica potranno esser liquidati anche danni maggiori”. Oggi pomeriggio si svolgerà un Consiglio dei ministri in cui, ha aggiunto il premier, verrà dichiarato “lo stato di emergenza come richiesto dal presidente della regione e questo ci consentirà di varare già le prime dotazioni finanziarie per quanto riguarda le spese di primo soccorso volte a ripristinare la funzionalità dei servizi”.

 

E sempre oggi, a quanto apprende Il Foglio, la giunta comunale dovrebbe deliberare lo slittamento del pagamento della Tari previsto per il 16 novembre. “L'idea - spiega una fonte - è che nessun veneziano paghi tasse per un po' di tempo”. In fondo quello di creare una “zona franca fiscale” o differire il pagamento delle imposte è uno strumento che viene spesso utilizzato per permettere a territori colpiti da calamità naturale di ripartire. E poi come ha spiegato oggi il direttore Claudio Cerasa, “nel capoluogo veneto l’emergenza non è legata al cambiamento climatico, ma a una burocrazia che ha provato per troppo tempo a spacciare le sue inefficienze per splendide virtù”.   

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