Daspo agli ultras della Lazio per lo striscione su Mussolini

Redazione

Tutto quello che è successo in Italia e nel mondo senza fronzoli e divagazioni

IN ITALIA

  

Conte propone la revoca dell’incarico al sottosegretario Siri. La richiesta sarà avanzata in occasione del prossimo Consiglio dei ministri. “Ma il Movimento 5 stelle non ne approfitti per cantare una vittoria politica”. Il vicepremier Di Maio: “Non è una vittoria”. “Salvini è una persona di buon senso, non aprirà una crisi di governo”, ha osservato Armando Siri intervenendo a “Otto e Mezzo”. “È una vicenda ‘locale’ che non ferma il governo”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, in visita a Budapest, in merito agli sviluppi sulla vicenda Siri.

  

Scontro tra Salvini e Di Maio sulle province. “Chi le vuole si trovi un altro alleato”, ha detto Di Maio presentando il programma per le europee. Salvini: “Non ho tempo di rispondere alle polemiche”.

 

Daspo per gli ultras della Lazio che avevano esposto uno striscione inneggiante a Mussolini il 24 aprile a Milano.

 

Borsa di Milano. Ftse-Mib -0,78 per cento. Differenziale Btp-Bund a 252 punti. L’euro chiude in ribasso a 1,11 sul dollaro.

 

NEL MONDO 

 

In Venezuela Maduro sfila con i militari. Il dittatore di Caracas ha guidato una sfilata con l’esercito ringraziando i militari per aver evitato un “complotto imperialista” ai suoi danni.

 

“Ha mentito al Congresso”, ha detto la Speaker democratica del Parlamento americano, Nancy Pelosi, riferendosi al procuratore generale William Barr e alla sua testimonianza di mercoledì alla commissione Giustizia del Senato: “Se l’avesse fatto chiunque altro, sarebbe stato considerato un crimine”. Oggi Barr non si è presentato di fronte alla commissione Giustizia della Camera e ha ignorato la scadenza del mandato di comparizione per presentare il report completo sul Russiagate. 

 

Facebook ha bandito dalla sua piattaforma alcuni estremisti suprematisti, tra cui Alex Jones e Milo Yiannopoulos.

 

Decine di inchieste contro le elezioni a Istanbul. I procuratori della Turchia hanno aperto inchieste per presunte irregolarità nel voto in città, dove il partito del presidente Erdogan ha perso le elezioni.

Di più su questi argomenti: