cerca

È morto Massimo Bordin

Sul Foglio teneva una rubrica quotidiana. Conduttore di Radio Radicale, ne era stato direttore dal 1991 al 2010. Aveva 67 anni

17 Aprile 2019 alle 14:52

È morto Massimo Bordin

Massimo Bordin (foto Imagoeconomica)

Massimo Bordin è morto il 17 aprile a Roma, la città dove era nato il 18 agosto del 1951. Giornalista e conduttore radiofonico, dal 3 aprile 2012 teneva una rubrica sul Foglio, la “Bordin Line. Aveva chiesto di mantenere il riserbo sulla sua malattia, e nell'ultima settimana si era preso un periodo di ferie per curarsi, come aveva annunciato ieri Roberta Jannuzzi durante la puntata di Stampa e Regime, la rassegna di Bordin su Radio Radicale, della quale dal 1991 al 2010 è stato direttore. Lasciò l'incarico per divergenze con il suo editore di riferimento, Marco Pannella, continuando comunque a lavorare per la testata e a essere interlocutore di Pannella nella conversazione domenicale con il leader radicale. Sull'emittente, che in questo periodo è minacciata dal governo gialloverde, conduceva anche "Speciale Giustizia" e "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" con Fiamma Nirenstein.

  

“È morto poco fa a Roma Massimo Bordin, è davvero con immenso dolore che diamo questa comunicazione che non avremmo mai voluto dare”, Radio Radicale ha dato così, in diretta, la notizia della scomparsa del giornalista. “Ricorderemo il nostro Massimo e lo onoriamo con quel Requiem che tante volte ha preceduto la sua unica e splendida rassegna stampa”. Poi la trasmissione del Requiem di Mozart al posto del normale palinsesto. 

   

    

Raccogliamo qui tutte le sue pubblicazioni foglianti.

   

La prima e l'ultima “Bordin Line”

La sua ultima rubrica è del 2 aprile 2019. La prima era del 3 aprile 2012.

 

 

   

Non esistono delitti gradevoli

C’è una nuova scuola di pensiero giuridico che propone di abrogare il rito abbreviato e comminare semplicemente il massimo della pena. Qualcosa non va  

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    18 Aprile 2019 - 12:12

    Ascolto Radio Radicale dalla sua nascita e passando molto tempo in macchina la ho ascoltata per ore e con interesse. Pannella era un genio mezzo matto con una personalità strasbordante e carisma assoluto ma la testa pensante era Bordin che avendo una reverenza filiale per il guru ma intelligenza superiore ha sempre evitato nelle loro lunghe chiacchierate di mettere in evidenza le infinite contraddizioni del pensiero del maestro.Da notare che solo Bordin ha resistito alla terra bruciata che Pannella creava attorno a sè emarginando i tanti discepoli che come farfalle erano attratti dalla sua luce e umiliati si allontanavano. A calcolare la durata delle sue chiacchiere si arriverebbe all'anno luce. Lo ha ascoltato per molto tempo e tranne rare pensate illuminanti e di grande spessore non ha lasciato alcuna eredità .Non a caso il suo pensiero erano suoni solo parole dette ,nessuno scritto per i posteri. Niente pane per agiografi filologi storici e compagnia.

    Report

    Rispondi

  • estellina

    18 Aprile 2019 - 00:12

    Che tristezza! Ho saputo poco fa che è morto Massimo Bordin che era l’anima della seguitissima rassegna stampa di radio radicale. In questi momenti sto scoprendo che moltissimi politici iniziavano la giornata ascoltando quella rassegna stampa perché in poco tempo dava un’informazione completa su tutti i fatti principali . Ciao Massimo! Mi mancheranno …i tuoi colpi di tosse ….e la tua intelligenza!

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    17 Aprile 2019 - 22:10

    A noi tutti l'obbligo morale di tenerne alto e vivo il ricordo

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    17 Aprile 2019 - 21:09

    (continua) E,last but not least: MAIEUTA. Come un novello Socrate senza far pesare un bel nulla di nulla ma nascondendoti perfino a te stesso, fosti maieuta come NESSUN altro al Mondo nelle interviste travestite da colloqui: jazzistico-improvvisativi con Marco Pannella quelle famosissime domeniche pomeriggio; ostetrici con Fiamma Nirenstein sul punto settimanale su Israele e dintorni. Il vuoto dentro; il rimorso per non so bene cosa o non cosa; la notizia appresa dopo una giornata di lavoro in cui ero sconnesso da tutto e da tutti lasciano un deserto in me difficilmente descrivibile; una costernazione che ho già, ahimè, sperimentato più volte in vita mia; come un senso d'impotenza.. Come avesti a dire nella rassegna stampa all'indomani della morte di Marco Pannella: " doveva morire perché parlassero di lui" ; adesso aggiorno quella frase : " E' morto per non vedere morire la Sua Radio.." [Mamma mia..non avrei mai e poi mai pensato di dover scrivere questo in trance..]

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi