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Mattarella firma il decreto Genova

Previsti 493 milioni per attuare le misure e un fondo di garanzia per pagare il nuovo ponte. Autostrade estromessa dalla ricostruzione 

27 Settembre 2018 alle 19:25

Mattarella firma il decreto Genova

Foto Imagoeconomica

Il decreto legge su Genova è stato licenziato dal Quirinale, dopo la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non sarà Autostrade per l'Italia a ricostruire il ponte Morandi. Nella bozza definitiva del documento il governo gialloverde ha trovato il modo di estromettere Aspi dalla fase di ricostruzione, specificando che i lavori per costruire il nuovo ponte non potranno essere affidati ad alcuna società che partecipa alla concessione di strade a pagamento. Se questo ritarderà o meno la realizzazione del viadotto e il ripristino della viabilità di Genova, non importa. La norma, infatti, circoscrive il campo d'azione del commissario straordinario – il cui nome sarà reso noto entro dieci giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale – assegnandogli il potere di affidare "la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali". Resta invece fuori dal decreto la revoca della concessione. 

  

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Gli appalti potranno essere assegnati dal Commissario con affidamento diretto. E' infatti prevista una "procedura negoziata senza bando", dunque senza gara europea e in tempi rapidi, ma a differenza della precedente versione del testo, la nuova formula permette al commissario di non seguire quanto prescritto dal Codice degli appalti: non sarà necessario valutare le proposte di cinque differenti proponenti, come di solito succede in questi casi, permettendo in questo modo di esaudire i desiderata del governo, che da settimane spinge perché a ricostruire il viadotto sia Fincantieri. A riguardo, la Commissione europea ha detto che seguirà con attenzione la validità dell'affidamento. 

     

Quanto alle coperture economiche, il provvedimento prevede un fondo di garanzia nel caso in cui Autostrade non pagasse o ritardasse le spese per i lavori. Sarà quindi lo stato ad anticipare la cifra necessaria, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale in cui saranno versati 30 milioni all'anno per 12 anni, per un totale di 360 milioni nel 2029. Quando Autostrade per l'Italia pagherà la ricostruzione, i soldi torneranno nelle casse dello stato. E' anche di questo che si sono occupati i tecnici del Mef: dopo l'intervento della Ragioneria generale, nell'ultima bozza compare un articolo che individua 493 milioni di euro a copertura degli interventi previsti nel decreto. Tra questi, confermati i fondi per la Regione Liguria, i fondi per il trasporto pubblico locale, gli sgravi fiscali per le aziende in crisi e per i privati che hanno subito danni. 

     

L'ultima versione del documento stabilisce che per nominare il Commissario straordinario per la ricostruzione sarà sentito il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Un'apertura rispetto alle prime bozze, dove non era previsto un confronto con gli enti locali, che però non esclude la possibilità per il premier, Giuseppe Conte, di decidere in autonomia anche senza un accordo con il presidente ligure. Il commissario avrà un mandato di un anno, dopo cui si potrà rinnovare l'incarico. 

   

Il decreto arriverà in aula alla Camera lunedì 22 ottobre e le votazioni inizieranno dal giorno dopo. 

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Settembre 2018 - 21:09

    Politica politicante. Non è chiaro come si possa estromettere, da ogni partecipazione, il soggetto ancora concessionario dell'autostrada. Qui si va ben oltre l'universale principio del "chi rompe paga". È tristissima, desolante cosa che 43 vittime innocenti, siano utilizzate per fini di lotta politica. In un paese normale, un governo normale avrebbe deciso: "Tu Autostrade rifai tutto il crollato e le strutture stradali necessarie per l'accesso al nuovo ponte. risarcirai totalmente, casa e beni e attività commerciali perse e sistemazioni alternative o definitive, tutti i danneggiati in ogni senso dal crollo. Saranno inoltre a tuo carico tutte le spese inerenti alla preparazione della ricostruzione, comprese tutte quelle relative all'abbattimento di ogni struttura, abitativa e no, che saranno necessarie. Il governo seguirà con scrupolosi, pressanti controlli il rispetto di quanto sopra da parte di Autostrade e monitorerà pure scrupolosamente la qualità dei lavori. In un paese normale.

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    • marco.ullasci@gmail.com

      marco.ullasci

      28 Settembre 2018 - 00:12

      In un paese democratico normale un giudice stabilirebbe almeno in primo grado se sia o meno Autostrade per l'Italia che ha rotto (da sola) e quindi debba pagare e quanto. Un governo che decide senza che si sia arrivati ad un giudizio basato sulle leggi esistenti al momento dell'evento e' normale solo in una dittatura.

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