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Ricostruire in fretta il ponte Morandi senza Autostrade non si può

Le promesse di Toninelli rallentano i lavori per ripristinare il viadotto. L’ipotesi del subappalto a Fincantieri

27 Settembre 2018 alle 06:00

Ricostruire in fretta il ponte Morandi senza Autostrade non si può

Foto LaPresse

Roma. Non è solo il fastidio per la propaganda. Il problema è che le frasi sconclusionate di Di Maio e Toninelli, sulla vicenda del ponte di Genova, costano tempo e soldi, oltreché la fatica dei tecnici dei ministeri. Quelli del Mit trattengono a stento l’insofferenza: “Per dare anche solo in parte seguito alle promesse improvvide del ministro, tocca a noi cercare soluzioni giuridiche al limite”, sbottano. E così, nel delirio delle ore più drammatiche della tragedia, lo stato maggiore del M5s straparla di nazionalizzazioni e processi sommari. “Autostrade non metterà una pietra per il nuovo ponte”, insiste Di Maio.

 

E qui sta il punto: perché ricostruire in fretta il viadotto Polcevera senza coinvolgere Aspi non si può. Al Mit hanno cercato di spiegarlo a Toninelli, ma lui niente. E allora la soluzione ipotizzata, ora, è quella di ricorrere a un codicillo del Codice degli appalti, che permette all’impresa affidataria di assegnare fino al 30 per cento dei lavori a una ditta in subappalto. “Sarebbe l’unico modo per far entrare in gioco Fincantieri ed evitare contenziosi legali”, dicono dal governo. Solo che fare questa operazione senza la cooperazione di Aspi appare quantomeno proibitivo. “Faremo una modifica normativa”, ribattono i grillini. E sia pure. Seppur tra rischi di pasticci e lungaggini, potrebbe anche starci. Forse. Ma in ogni caso, una volta ricostruito da Fincantieri, il ponte da chi verrebbe gestito o manutenuto? Di certo non dal colosso della cantieristica navale: l’unico a poterlo fare, almeno in un primo momento, è proprio Aspi. Anche Giorgetti ha provato a spiegarlo a Toninelli.

Insomma, Aspi al tavolo della ricostruzione deve sedersi, al di là delle sue responsabilità sul crollo. Gli unici a non averlo capito, sono Di Maio e Toninelli.

Valerio Valentini

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Commenti all'articolo

  • g.rovere73

    27 Settembre 2018 - 11:11

    Vorrei sommessamente fare notare a Di Maio che i ponti non si fanno in pietra già da un po', mentre a Toninelli che parlava di piastrelle beh.. non so se è il caso di fargli notare qualcosa o limitarmi a stendere un pietoso velo..

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  • vinci61

    27 Settembre 2018 - 10:10

    Un laureato in Giurisprudenza prima di parlare delle cose che non conosce o si informa presso il proprio Ministero o studia. E' mai possibile che non sappia che in Italia la Legge sugli appalti qualifica le imprese tramite SOA, che è lo strumento per verificare se coloro che dovranno eseguire i lavori hanno le capacità tecniche e organizzative nonchè economiche. Si puo' mai dichiarare che i lavori saranno affidati a Fincantieri e Italferr che non hanno le qualifiche. Adesso si ipotizza che Fincantieri dovrà solo organizzare il lavoro subappaltandolo ad altre imprese con le SOA? Quindi Fincantieri diventerà General Contractor ? Ma tale figura non era stata definita dai 5s il male assoluto in quanto voluta da Berlusconi e Lunardi? L'incompetenza è pari solo all'arroganza.

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