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Tutte le inesattezze di Salvini e Toninelli sul caso Aquarius

"Il Regno Unito si assuma le sue responsabilità", dicono i ministri gialloverdi che negano l'attracco in Italia. Solo che Londra, secondo il diritto internazionale, non c'entra nulla

13 Agosto 2018 alle 16:56

Tutte le inesattezze di Salvini e Toninelli sul caso Aquarius

La nave Aquarius (foto LaPresse)

La nave Aquarius noleggiata dall'ong SOS Méditerranée e da Medici senza Frontiere si trova ancora una volta alla ricerca di un porto in cui sbarcare 141 migranti salvati al largo della Libia. Dopo che sia l'Italia sia Malta si sono rifiutate di concedere l'attracco nei loro porti, la città di Barcellona si era offerta per accogliere i migranti che sono ancora a bordo della nave dopo essere stati recuperati venerdì scorso. Oggi però è arrivato il rifiuto – non si sa se definitivo – direttamente dal governo del socialista Pedro Sánchez. "La Spagna non è il porto più sicuro perché non è quello più vicino secondo quanto stabilito dal diritto internazionale", hanno riferito al quotidiano spagnolo País fonti del governo. Per ora, Aquarius resta ferma nel Mediterraneo e al momento si trova tra Malta e l'Italia. "Stiamo chiedendo a tutti gli stati europei di trovare una soluzione e li invitiamo a prendere le loro responsabilità per trovare un porto sicuro nel Mediterraneo", hanno fatto sapere dalla nave.

  

Come è successo lo scorso giugno, quando la nave Aquarius si era trovata al centro di un altro lungo contenzioso tra i vari paesi europei, anche stavolta il governo italiano ha ribadito la chiusura dei porti nazionali. "L'Ong è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi", ha scritto oggi su Twitter il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Anche Matteo Salvini ha rilanciato via Facebook la stessa tesi, che insiste sulla bandiera battuta dall'imbarcazione. "Proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, ma non in Italia!".

 

La nazionalità dell'Ong e quella dell'equipaggio, così come la bandiera battuta dall'imbarcazione non c'entrano nulla con il rispetto del diritto internazionale. Secondo la convenzione di Amburgo del 1979 – una fonte del diritto internazionale sottoscritta anche dall'Italia – la scelta del porto più sicuro si basa sulla prossimità geografica e sul rispetto dei diritti umani. Da poco tempo è stata attivata una zona Sar (Search and rescue) di responsabilità libica, gestita da un Joint Rescue Coordination Centre basato a Tripoli. Secondo Toninelli e Salvini, il fatto che le operazioni di salvataggio dei migranti siano state coordinate dai libici è condizione sufficiente per negare lo sbarco in Italia. In realtà la creazione di una zona Sar non impone lo sbarco nei porti del paese che la gestisce, ma dà solo responsabilità di coordinamento. La norma che invece prevale, e che è rivendicata dalle ong che rifiutano di fare sbarcare i migranti in Libia, è la convenzione di Amburgo e le successive risoluzioni dell'Onu che hanno definito il paese nordafricano non sicuro. Il Regno Unito, insomma, non c'entra nulla con l'Aquarius.

 

Un dato preoccupante evidenziato da quest'ultimo incidente è un altro. Secondo il coordinatore di Medici senza Frontiere, Aloys Simard, i migranti salvati hanno raccontato di avere incrociato nelle ore precedenti al salvataggio altre cinque navi ma nessuna di queste si è fermata per recuperarli (in aperta violazione del diritto internazionale). Se fosse confermato sarebbe un fatto molto grave. Dopo la querelle che ha coinvolto il rimorchiatore Vos Thalassa nel mese scorso, le navi commerciali sono di fatto disincentivate dal governo italiano ad applicare il diritto internazionale e a salvare vite umane.

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Commenti all'articolo

  • rikard

    15 Agosto 2018 - 16:04

    la convenzione di Amburgo del 1979 è uno di quei trattati pensati per ALTRE circostanze e in ALTRI TEMPI. Nel 1979 il problema immigrazione era di là da venire. Quindi finiamola con queste idiozie. Il governo denunci tutti i trattati capestro e dichiari ufficialmente che l'Italia non li rispetterà più. Non so se questa faccenda si potrà rislovere con una guerra, spero siano possibili altre strade, quello che è certo è che non può continuare così perchè se dovesse continuare così un collasso bellico si verificherà quando l'invasione dll'Europa supererà un limite che sicuramente esiste anche se attualmente non possiamo dire dove si colloca...

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  • Ettore Ferretti

    14 Agosto 2018 - 10:10

    Meno male che la bandiera non c'entra nulla. l'Amministrazione marittima di Gibilterra fa il punto e assicura di non aver mai dato alla Acquarius il permesso di operare come nave di salvataggio. Ma non solo. A loro dire, a giugno e luglio di quest'anno ha chiesto formalmente alla nave di "sospendere le operazioni" e tornare al suo status della registrazione originaria. Ma Aquarius non ha dato retta ed è andata dritta per i suoi mari. Così oggi è arrivato lo stop da Gibilterra. "Dato che i gestori dell'Acquarius non hanno informato né richiesto l'approvazione dell'Amministrazione marittima di Gibilterra per la ripresa di tali attività di salvataggio - scrivono le autorità - hanno ricevuto un avviso con data di risoluzione stabilita per il 20 agosto 2018". A partire da questa data, quindi, "la nave non figurerà più nel registro di Gibilterra" e tornerà a battere bandiera del proprietario che figura nella documentazione presentata nel 2009, ossia la Germania. Cordialit

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  • srbarbly

    13 Agosto 2018 - 19:07

    Gentilissimo, tutto chiaro e tutto tecnicamente ineccepibile. Tuttavia, in conclusione cosa si dovrebbe fare? Concedere l'approdo e ricominciare ad accogliere per poi gridare il nostro sdegno per l'altrui indifferenza nel deserto europeo? Io credo che sulla questione dell'immigrazione i modi dei ragazzi della "Pro Loco" al governo siano bruschi, ma l'obiettivo politico condivisibile. Mi soffermerei più che altro su tutte le altre politiche e dossier che stanno affrontando - soprattutto dal lato grillonzo - , con evidente sprezzo del ridicolo! Cordialità.

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