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L’avvento delle bufale in Spagna

Dopo l’Aquarius, i social iberici si sono riempiti di fake news a noi ben note sui migranti

Eugenio Cau

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cau@ilfoglio.it

10 Agosto 2018 alle 16:25

L’avvento delle bufale in Spagna

Un gruppo di migranti subsahariani arrivano in Spagna (foto LaPresse)

Nelle ultime settimane in Spagna si è assistito a un fenomeno che qui in Italia è piuttosto famigliare. Dopo che, lo scorso giugno, il governo socialista di Pedro Sánchez ha accettato di accogliere i 630 migranti della nave Aquarius, allontanata dalle coste italiane dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, e mentre la rotta del Mediterraneo occidentale diventava la più trafficata per i migranti, i social network e i siti internet spagnoli hanno cominciato a riempirsi di bufale e fake news su immigrazione e rifugiati. E’ una grandinata di temi noti: allerta sanitaria per gli africani che portano la tubercolosi in Spagna; rifugiati siriani che rifiutano una casa popolare perché non c’è l’ascensore; il governo che vuole dare 600 euro a ogni immigrato (altre versioni della bufala parlano di 2.400 euro, gli spagnoli fanno le cose più in grande rispetto ai 35 miseri euro del governo italiano); terroristi accolti come rifugiati; africani che compiono atti di cannibalismo con la dicitura: “Ecco chi ci invade”; video di violenze varie compiute da immigrati che in realtà sono stati registrati anni fa in continenti differenti; notizie sulla Caritas che accetterebbe dalle sue mense solo rifugiati, scacciando i poveri spagnoli. Ricorda qualcosa?

  

Julio Montes è il cofondatore di Maldito Bulo, il più famoso sito di fact checking spagnolo. E’ un progetto a cui partecipano i giornalisti di numerose testate iberiche, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. “L’aumento delle bufale online su immigrati e rifugiati è macroscopico”, dice al Foglio. Montes racconta che i due momenti principali sono stati l’accoglienza della nave Aquarius a giugno e quando, a luglio, 600 immigrati africani hanno superato la barriera di Ceuta. “Fino a quel momento la Spagna era rimasta relativamente protetta dal fenomeno” della diffusione di fake news sui temi migratori. Maldito Bulo, che ha acquisito notorietà per il suo lavoro di debunking durante la crisi dell’indipendentismo catalano un anno fa, ha sempre ricevuto da lettori e collaboratori pochissime segnalazioni di bufale riguardanti gli immigrati. “Ma da qualche mese un terzo delle segnalazioni che ci arrivano riguarda gli immigrati”. Sono così tante che il sito internet del gruppo fa debunking di massa, sbugiardando le bufale decine alla volta, e chiedendo aiuto agli utenti.

  

La parte preoccupante del fenomeno, nota Montes, è che “queste notizie false sugli immigrati sono passate dalla rete al discorso politico”. Se prima le bufale erano condivise da poche pagine di estrema destra e legate al populismo sovranista, di recente Pablo Casado, leader da poco eletto del Partito popolare che sta spostando la formazione conservatrice su posizioni identitarie e nazionaliste, ha detto che i migranti che hanno superato il valico di Ceuta brandivano dei machete contro le forze dell’ordine. La notizia è stata smentita dal ministero dell’Interno, ma aveva circolato moltissimo sui siti di bufale.

 

Non solo: Vox, partitino di estrema destra populista che ha suscitato l’interesse anche di Steve Bannon ma che finora era rimasto a percentuali di gradimento inferiori allo zero, sta crescendo in maniera consistente nei consensi.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    12 Agosto 2018 - 11:11

    A forza di minimizzare, di non leggere il disagio, soprattutto nelle fasce di popolazione più disagiate, presto la Spagna diventerà come l'Italia. L'immigrazione clandestina va assolutamente arginare. Mi pare di vedere un po' di confusione fra i 600 (o 2400) euro spagnoli a clandestino, che immagino mensili, con i 35 euro italiani, che sono giornalieri e fanno 1050 mensili, per mantenere schiere di nullafacenti (quando va bene). Io non sono favorevole al reddito di cittadinanza, ma se lo paragono a questa cifra, molto maggiori rispetto a meno di 800 euro che percepirebbe un singolo, mi viene voglia di cambiare idea

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