Caro ministro, no: la storia non è un trono di merendine

Maurizio Crippa

Non so da quanto tempo Fioramonti non sfogli un manuale per le scuole, ma rimarrebbe sorpreso come un Toninelli davanti al tunnel del Brennero se scoprisse che la storia per date e battaglie non la praticano più dai primi anni ’80 del Novecento

Ormai è un genere letterario a sé, ma è come con le serie tv: ci si affeziona ai personaggi e si guarda avidamente anche l’ottava stagione. Così “Ultime dal Merendero - La serie” è sempre un piacere da recensire. Stavolta tocca alla Storia, con la esse maiuscola, cioè i programmi di scuola, anche se lui lo scriverebbe con la esse bassa che fa più new didattica. Il ministro dell’Istruzione, parlando alla Gilda, nome che profuma d’antico, ha detto: “Credo molto in un approccio alla storia che superi la superficialità del libro di testo. E’ come se raccontassimo una storia che è la versione libresca del Trono di spade”. Lo spunto per tanta intuizione degna delle Annales gliel’ha dato il figlio, forse lo stesso malamente insultato perché vuole studiare in inglese (cosa che, va detto, fa solo onore a lui e pure al babbo). Fatto sta: “Mio figlio mi chiede spesso: ‘Papà perché la storia è una sequenza di battaglie?’. Poi ci lamentiamo che la società di oggi incoraggia la violenza e il conflitto”. Come dire che se ci sono gli omicidi in famiglia è perché ancora qualcuno parla di Caino e Abele. Ma sorvoliamo, il punto è un altro. Non so da quanto tempo Fioramonti non sfogli un manuale per le scuole, ma rimarrebbe sorpreso come un Toninelli davanti al tunnel del Brennero se scoprisse che la storia per date e battaglie non la praticano più dai primi anni ’80 del Novecento: sono pieni di microstoria, storia delle idee, storia comparata e, i più arditi, di sagaci smontaggi dell’eurocentrismo. Una complicazione tale che spesso non si raccapezzano nemmeno i prof. La storia come un Trono di merendine sarebbe più facile.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"