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Un kolossal diventato reality

È la storia di un fisico sovietico al tempo della Guerra fredda. Anni di riprese, migliaia di non attori, dagli spazzini ai premi Nobel. È pronto “Dau”, e non è più solo un film. Sul set anche Carlo Rovelli

10 Settembre 2018 alle 11:25

Un kolossal diventato reality

Interpreti di "Dau" sul set dell'"Istituto" di Kharkiv, in Ucraina (Sergey Maximishin/Agentur Focus/Luz)

Il folle regno di Ilya Khrzhanovsky ha la forma di una scatola di mattoni rossi grande quanto due stadi da calcio. E’ delimitato da stabili grigi, case tutte uguali come voleva l’edilizia socialista al tempo di Stalin. Invece l’edificio voluto e costruito da Ilya è mastodontico, tetramente addobbato da assurde sculture di braccia umane che fanno capolino dalle mura e brandiscono chi una falce, chi un martello. Una mano grigia – con un macabro ed eccessivo simbolismo – stringe un...

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Luca Gambardella

Luca Gambardella

Sono nato a Latina nel 1985. Sangue siciliano. Per dimenticare Littoria sono fuggito a Venezia per giocare a fare il marinaio alla scuola militare "Morosini". Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche a Gorizia. Ho vissuto a Damasco per studiare arabo. Un paio di tirocini al ministero Affari esteri e al Parlamento europeo, abbastanza per capire che dovevo fare altro. Nel 2012 sono andato in Egitto e ho iniziato a scrivere di Medio Oriente e immigrazione come freelance. Dal 2014 lavoro al Foglio.it

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