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Il gran ritorno dei vescovi in politica

Italia, Francia, America. L’attivismo della chiesa va ben oltre il Terzo settore

28 Dicembre 2018 alle 06:00

Il gran ritorno dei vescovi in politica

Foto LaPresse

Roma. Lo scontro tra i vescovi e i maggiorenti gialloverdi al governo, a lungo covato sotto le braci, è esploso appena il Senato ha approvato il raddoppio dell’Ires – l’imposta sul reddito delle società – per gli enti no profit e le realtà collegate alla chiesa cattolica. A intervenire è stato direttamente il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che sfida Matteo Salvini ad attaccare “i vescovoni” ma gli chiede di lasciar perdere le “migliaia di istituzioni senza fine di lucro che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze”. Mai, ha aggiunto uno sconfortato Bassetti a Repubblica, “mi sarei aspettato di vedere colpito il volontariato e tutto ciò che rappresenta”. Parole che hanno colpito nel segno, se è vero che ieri il vicepremier Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte hanno fatto sapere che la norma cambierà a gennaio “con il primo provvedimento utile”. Decisiva nel far cambiare idea al governo, stando a quanto detto da Di Maio, la consulenza dei frati di Assisi “che ringraziamo per il loro instancabile impegno”.

 

Nella fluida galassia della Conferenza episcopale italiana, dove convivono resistenze tenaci all’esperienza del governo Conte e velate simpatie soprattutto verso l’ala pensante leghista, è sempre più forte la voce di chi pretende una presa di posizione netta: passi per il taglio dei contributi ai giornali cattolici, passi pure per la strumentalizzazione politica di rosari, vangeli e presepi. Derubricate a propaganda elettorale, nonostante tutto, anche le intemerate contro i migranti. Ma il taglio – ritenuto punitivo – dei fondi al terzo settore, no. Sullo sfondo resta l’idea vaga del partito dei cattolici, rassemblement un po’ fuori dal tempo che partendo dall’aggregazione dal basso vorrebbe ergersi a muro di contenimento dei populismi di destra e sinistra. In ogni caso, i vescovi sono pronti a tornare a far sentire la propria voce dopo anni di ritirata seguiti alle battaglie per l’affermazione dei valori non negoziabili e al disorientamento per i punti all’ordine del giorno fissati nell’agenda di Papa Francesco.

 

Non è una peculiarità italiana, quella del risveglio episcopale. Negli Stati Uniti, nonostante la rassicurante vicepresidenza dell’evangelico Mike Pence e una preponderanza di pastori ancora plasmati nel conservatorismo muscolare giovanpaolino, le bordate contro i propositi trumpiani di proseguire la costruzione del muro al confine con il Messico sono all’ordine del giorno. Perfino in realtà che si ritenevano ormai desertificate dall’impetuoso vento secolarizzante, come la Francia, la chiesa cerca di riaffacciarsi in piazza: dall’appoggio visibile a chi ancora manifesta ricordando che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna, alle posizioni in materia bioetica, con il neo arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit, che da medico qual è eroicamente tenta di spiegare ai concittadini che l’ascoltano alla radio perché l’eutanasia sia un abominio. Un risveglio a tal punto evidente che qualche suo confratello si è spinto anche a dichiarare pubblicamente comprensione per le ragioni dei gilets jaunes.

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    29 Dicembre 2018 - 00:12

    SE è il minacciato raddoppio dell'IRES a carico della Chiesa Cattolica a far scendere in piazza e a consociarsi in un Partito Politico i "Pastori" e "consacrati" più politicanti, vuol dire che il Vaticano/Istituzione - NON la Chiesa Cattolica che è l'unità dei cristiani cattolici credenti, i "confessori della Fede", - è davvero sfasciato. Ma per la salvezza dell'anima non è la fine del mondo. In passato è successo di ben peggio, anzi proprio in tali roboanti sciagure la fede, le conversioni e la santità vedono rifioriture incredibili anche se non subito visibili. La Madonna, Mamma Celeste di tutta l'umanità vivente - compresi tutti coloro che non la conoscono, che la disconoscono, che la odiano - è qui PRESENTE come Regina della Pace. E il Suo Cuore Immacolato trionferà portando gli "uomini di buona volontà" alla Pace vera: con Dio, con sé stessi, con tutti. Chi pensa all'Ires, si dibatte, povero pesciolino confuso e spiritualmente estinto, nel retino del principe di questo mondo.-

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  • eleonid

    28 Dicembre 2018 - 15:03

    Che i vescovi,ovvero la chiesa in generale, si siano sempre interessati anche di poilitica ,non è una sorpresa. L'hanno fatto con la DC , continuato nel dopo DC con toni meno marcati, lo hanno fatto più o meno apertamente con l'attuale governo , dopo che il precedente ha leggiferato sulle coppie gay. Ma Aa mio avviso anche la chiesa con si è un po' confusa nell'interpretare l'evoluzione politica italiana , scambiando una lotta per i valori cristiani con una lotta semplicemente di potere, o meglio di cambio di potere. Non tutti sono ancora d'accordo sugli effetti che produrrà questo governo . Speriamo che la chiesa sia in grado di intervenire sugli abbagli che esso sta prendendo, e fargli capire che la povertà per essere autentica deve poter convivere con la ricchezza, senza peraltro demonizzarla. Quindi viva i vescovi se potranno dare un serio e fattivo contributo

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    28 Dicembre 2018 - 10:10

    Si è vero purtroppo, a volte ritornano in Italia: si sentiva la mancanza del passato; ah la nostalgia, direi un fado italiano.

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