L'utopia del partito dei cattolici

Redazione

Il card. Bassetti chiama a raccolta i laici fedeli per dare la spallata al populismo

Non sarà un partito politico quello al quale pensano i vescovi italiani, ma qualcosa che ci va abbastanza vicino. Le parole del presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, ad Avvenire, sono chiare: è ora di scendere in campo, di superare la deleteria divisione tra “cattolici della morale” e “cattolici del sociale”, impegnandosi per il bene comune. I laici si facciano avanti, purché – dettaglio non affatto secondario – siano “adeguatamente formati nella fede” e assumano “come bussola dei loro comportamenti quella ‘visione martiriale’ della politica evocata da Papa Francesco”. Solo una settimana fa il vescovo emerito di Prato, mons. Gastone Simoni, più o meno diceva le stesse cose, auspicando la nascita di un movimento di cattolici da presentare alle elezioni (amministrative, per cominciare, poi si vedrà). Bassetti non fa diretto riferimento alla proposta di Simoni, però va nella stessa direzione quando parla delle “tantissime esperienze sul territorio a livello associativo o anche singole esperienze (…) che forse andrebbero messe in rete in una sorta di Forum civico. Occorrono giovani laici cattolici, trentenni e quarantenni, che sappiano cucire reti di solidarietà e di cura”. Bisogna fare presto, pare di leggere tra le righe dell’intervista al quotidiano della Cei, anche perché la sintonia con il governo populista non è che si veda molto: “La chiesa non è un partito politico, non può stare all’opposizione di alcun governo. Ma oggi come ieri resta voce critica”. Finita la stagione ruiniana, con le battaglie in piazza e la presenza diffusa qua e là in entrambi gli schieramenti, ecco la riproposta di un modello antico (sturziano, l’ha definito mons. Simoni), che si ripromette di unire la variegata galassia cattolica in un unico contenitore, una sorta di “casa comune”. Impresa improba, allo stato attuale. In un quarto di secolo ci hanno provato in tanti a far risorgere dalle sue ceneri l’araba fenice, fallendo l’uno dopo l’altro.

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