Chi è mons. Sánchez Sorondo, il curiale che ritiene la Cina il Paradiso in terra

Ammiratore di Mao e amico degli ecocatastrofisti. Ritratto del cancelliere di ben due Pontificie accademie (Scienze e Scienze sociali)

18 Febbraio 2018 alle 06:00

Chi è mons. Sánchez Sorondo, il curiale che ritiene la Cina il Paradiso in terra

Foto LaPresse

Roma. “Se un funzionario vaticano, per quanto basso di rango, può impunemente dire stupidaggini per coprire un regime malvagio, c’è qualcosa di gravemente sbagliato in uno dei pochi centri di potere del mondo il cui fine principale è dire la verità”, ha scritto George Weigel sulla National Review commentando le sortite filocinesi del vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere di ben due Pontificie accademie (Scienze e Scienze sociali). Il presule argentino, una decina di giorni fa, aveva lodato il grande paese orientale, sostenendo che “quelli che meglio mettono in pratica la dottrina sociale della chiesa sono i cinesi” perché lì “l’economia non domina la politica, come succede negli Stati Uniti. Il pensiero liberale ha liquidato il concetto di bene comune, afferma che è un’idea vuota. Invece i cinesi cercano il bene comune, subordinando le cose al bene generale”. Sánchez Sorondo ha fatto il turista in Cina e ne è tornato entusiasta, come quei viaggiatori una tantum che di un weekend a Londra ricordano solo i selfie con le statue di cera di Madame Tussaud’s. “Ho incontrato una Cina straordinaria, quello che la gente ignora è che il principio centrale cinese è lavoro, lavoro, lavoro. Non c’è altro”. In fondo – ha aggiunto – “è come diceva san Paolo: chi lavora non mangia”. Tra l’altro, sono sempre parole dell’arcivescovo, “i giovani cinesi non si drogano, non ci sono baraccopoli e il governo difende la dignità della persona”. Infine, tanto di cappello per la legge locale sulla donazione degli organi, che sarebbe “la migliore al mondo”, visto che i cinesi “si sono lasciati alle spalle la pratica dell’estrazione forzata”.

 

Weigel, intellettuale cattolico e biografo di Giovanni Paolo II, definisce Sánchez Sorondo – che ha 75 anni e quindi prossimo al pensionamento, benché le recenti norme volute dal Papa sulla messa a riposo dei vescovi di curia consentano proroghe sine die – “un piccolo attore nel dramma attuale di ciò che amici e critici considerano un Vaticano sempre più disfunzionale”, che tra l’altro rischia di arrecare più d’un anno al prudente negoziato tra la Santa Sede e Pechino per trovare una qualche forma d’accordo sulla nomina dei vescovi. Per Lifesitenews, il vescovo dimostra “un distacco psicotico dalla realtà o ignoranza volontaria”. AsiaNews definisce il tutto “un approccio ideologico che fa ridere della chiesa”.

 

Davanti alle reazioni, anziché smussare, il cancelliere ha confermato tutto, ribadendo quel che pensa della Cina. Il fraintendimento, d’altra parte, non era possibile. Sarebbe bastato guardare il curriculum del presule e sfogliare l’archivio con le sue più recenti dichiarazioni, come quella in occasione della presentazione della conferenza sulla “nostra responsabilità su cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico e salute”. Disse, allora, che “si tratta di influire sui leader politici in merito alle novità ambientali. Qualcuno lo capisce, qualcun altro no. I cinesi lo capiscono”. Sottinteso: gli americani – il grande nemico – no. Marcelo Sánchez Sorondo è un attivista convinto, soprattutto nell’ultimo quinquennio. E’ membro del Comitato etico della Fondazione Veronesi, dove si è astenuto sul rapporto riguardante l’eutanasia e ha votato in modo favorevole a quello sul testamento biologico. Organizza conferenze a ritmo frenetico, le ultime con un focus particolare sulla “estinzione biologica”. Un anno fa, nella Casina Pio IV in Vaticano, fece gli onori di casa al workshop sul tema “Come salvare l’ambiente naturale da cui dipendiamo”.

 

Tra gli ospiti, anche i professori Paul Ehrlich e John Bongaarts, luminari mondiali per quanto riguarda la sovrappopolazione. Il primo è passato alla storia per aver scritto The Population Bomb, ritiene che l’uomo sia “un pericolo per il pianeta”, è cultore sopraffino dell’ecocatastrofismo e dell’aborto e in passato ha sostenuto che “gli insegnamenti morali della chiesa sono antietici quanto lo è un attacco terroristico”. Perfino il New York Times, ricordava il professor Michael Pakaluk (Catholic University of America), “ha liquidato le sue tesi come non meritevoli di attenzione”. L’altro, Bongaarts, è vicepresidente del Population Council (organismo che tra le altre cose è assai attivo nelle campagne per il controllo delle nascite) e in un articolo apparso su Nature scriveva che “le donne dovrebbero poter scegliere tra più metodi contraccettivi, compresa la sterilizzazione”.

 

L’ultima campagna di Sorondo è però quella per l’ambiente, contro l’uomo che provoca lo scioglimento dei ghiacciai e non si cura delle polvere sottili disperse nell’aria. Bisogna spiegare, diceva alla Radio Vaticana, “che quando si parla di inquinamento si parla di asma, di problemi che la gente vive ogni giorno”. E pazienza, dunque, per i cieli grigi di smog delle megalopoli cinesi. Eppure fino a qualche anno fa il cancelliere era dedito a tutt’altro. Ben poche derive allarmiste sul surriscaldamento globale, rari attacchi agli yankee sfruttatori, niente peana in onore della Cina comunista. Le accademie da lui guidate organizzavano seminari e conferenze su “Acqua è vita”, “Arteriosclerosi epidemia del XXI secolo”, “disarmo”, “astrobiologia”. Gente come Ehrlich e Bongaarts in Vaticano non metteva piede. La svolta del monsignore è stata apprezzata anche al di là dell’oceano, se è vero che nel 2015, a pochi giorni della visita del Papa a New York, a Sánchez Sorondo fu dedicato un evento sotto le insegne dell’Onu organizzato da Ted Turner, padre della Cnn teorico (nell’ordine) dell’estensione della politica del figlio unico anche all’occidente, dell’ecologismo radicale – qui c’entra l’ex moglie Jane Fonda – e del ritorno del pianeta “alla situazione precedente all’avvento dell’agricoltura intensiva”.

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    24 Febbraio 2018 - 23:11

    Non c'è più religione! - lamentava Biffi. Oggi chiunque lo senti dire "mo hai sentito quel Vescovo, le asinate che dice?". Una volta invece c'era più rispetto, e magari dicevano "dì, ti ricordi quello, che dicevamo è un asino? Béh, oh: l'han fatto Vescovo!"

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Febbraio 2018 - 17:05

    Credo sarebbe molto interessante ed esplicativo, non tanto sapere chi sia il Sorondo in causa, quanto aver lumi sul perché e come, sia arrivato ad incarichi così prestigiosi. Curiosità e pretesa malsana, non sai tu, uomo di poca fede, che le vie del Signore sono infinite a imperscrutabili? Già. Pardon.

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  • luigi.desa

    18 Febbraio 2018 - 10:10

    Il prete è uno scemo e quale è la notizia,di preti scemi negli alti ranghi è tutto uno svolazzar di mantelline a mò di alette di putti.

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  • carlo schieppati

    18 Febbraio 2018 - 07:07

    "lavoro, lavoro, lavoro: non c'è nient'altro". In effetti "non si è mai lavorato come in questi tempi. Il fatto è che non si lavora più per vivere, ma per esistere" (M.Clavel). Infatti nello spazio vuoto di Dio, io devo rinnegare l'evidenza più grande: io sono fatto (da Dio). Allora devo farmi da me, devo autoprodurmi. Cosa faccio quando lavoro? Produco. Cosa produtco?Me stesso. (esiste un altro modo di "farmi": le sostanze. Ma è troppo devastante. Per ora). Quella di Sorondo è la forma invincibile e fefinitiva di ateismo.

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    • perturbabile

      18 Febbraio 2018 - 14:02

      Beh .... che dire, sig. Schieppati? Potreste conoscervi!

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