Le lodi cinesi al Papa

Il Global Times conferma: l’accordo tra Pechino e il Vaticano è vicino

7 Febbraio 2018 alle 06:00

Le lodi cinesi al Papa

Papa Francesco incontra alcuni cinesi durante l'udienza settimanale (foto LaPresse)

Il Global Times, emanazione del Partito comunista cinese, ha pubblicato un editoriale in cui si dà ormai per fatto l’accordo tra la Santa Sede e Pechino. Nessuna data certa, ma è ovvio che “prima o poi ci sarà”. Il negoziato, si sa, va avanti, gli scogli ci sono – è sufficiente scorrere i cahiers de doléances diffusi dal cardinale Joseph Zen, tenace oppositore di ogni appeasement con chi costringe i vescovi nominati dal Papa a vivere nelle moderne catacombe delle megalopoli locali – ma insomma, si possono superare con pazienza, come ha dimostrato – si legge nell’editoriale – il governo cinese. Il Global Times loda in questo senso la “saggezza del Papa”, vero artefice dei progressi che porteranno a un’intesa capace di tenere insieme “l’interesse nazionale e le credenze religiose dei cattolici”.

 

Un binomio che appare complicato, a meno di non pensare alle concessioni che il Vaticano è pronto a fare, prima fra tutte la scelta di legittimare i vescovi di stato – si dice siano sette i nomi già vidimati da Francesco – , “patriottici” e dipendenti dallo stato ateo, a scapito di quelli in comunione con Roma. Una pratica di pura realpolitik, i cattolici in Cina sono tanti e senza la Cina non si può guardare il mondo nella sua interezza. Tutto vero: la chiesa non può non essere presente e condannarsi all’irrilevanza e alla semiclandestinità in perpetuo. Ma è una pratica anche pericolosa, un precedente che in futuro potrebbe essere usato anche da chi oggi non pare interessato a interferire con le nomine papali rispetto ai vescovi da incardinare nelle diocesi. Domani, visto il cedimento con Pechino, potrebbe cambiare idea.

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