Memoria, Rene Magritte, 1948 (dett.)

L'accusa a Giscard d'Estaing e una questione di identità

Antonio Gurrado

Una giornalista dice che l’ex presidente francese l'ha molestata un paio d’anni fa ma lui non ricorda di averla mai incontrata. La memoria di un misfatto e la sua punizione, come problema filosofico

Un’interessante questione filosofica affiora fra le righe di una notizia scandalosa: una giornalista tedesca quarantenne accusa l’ex presidente francese Giscard d’Estaing di averla molestata un paio d’anni fa ma Giscard, che ha 94 anni, non ricorda nemmeno di averla mai incontrata. I tribunali approfondiranno l’argomento stabilendo se sia più credibile la parola dell’uno o dell’altra. La filosofia invece pone una domanda più elevata: se un uomo, in buona fede, non ricorda di aver compiuto un misfatto, va punito o no?

 

Non stiamo parlando di responsabilità: per essere responsabili di un atto è sufficiente di essere coscienti nel momento in cui lo si compie, quindi l’uomo che non ricorda è comunque responsabile di ciò che ha fatto essendosene reso conto lì per lì. Supponiamo però che un trauma, o l’età implacabile, cancelli quel misfatto dagli archivi della coscienza: a quel punto la persona responsabile di averlo perpetrato merita di essere punita per ciò che non ricorda?

  

Dai tempi di Locke e Hume un caposaldo dell’empirismo è che l’identità di qualcuno derivi dalla continuità della sua percezione: io quindi sono io in quanto consapevole di essere la stessa persona che stamattina è andata a comprare il pane, che ieri sera ha visto il tal film, che un tempo andava al lavoro nel tal luogo, che vent’anni fa stava preparando il tale esame all’università. Ciò che è sfuggito alla mia memoria non rientra più nella mia identità: io sono il bambino che nel 1985 ha regalato dei fiori alla maestra? Non lo so, non ricordo né di averlo fatto né di non averlo fatto, quindi non posso dire né di essere io né di non esserlo.

 

Tutta qui l’identità.

 

La giustizia quindi, Giscard o non Giscard, deve chiedersi questo: se punire l’uomo responsabile di aver commesso un reato, ma che su basi inoppugnabili e acclarate non ricorda, sia un modo brusco per rinfrescargli la memoria o significhi piuttosto commettere un errore di persona, fargli pagare la colpa di un io che non conosce.

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