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La buona notizia sul copyright

Perché apprezzare l’approvazione della direttiva europea sul diritto d’autore

12 Settembre 2018 alle 15:39

La buona notizia sul copyright

Foto LaPresse

Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sul copyright con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astenuti. E’ la fase culminante di un’approvazione travagliata, che è passata per anni di negoziati serrati e per una prima bocciatura lo scorso luglio. Non è, tuttavia, la fase finale. Cominciano adesso i negoziati tra le istituzioni europee e gli stati membri, e la legge potrebbe ancora non essere mai applicata nel caso in cui uno degli stati decidesse di mettere il veto. Anche dopo la sua approvazione finale, ci sarà un ulteriore periodo di negoziati, questa volta tra le parti interessate: i produttori di contenuti da un lato, le piattaforme digitali dall’altro. I passi da fare, dunque, sono ancora tanti.

  

Tuttavia, l’approvazione della direttiva europea è una buona notizia. Anzitutto perché, pur con alcune mancanze, sancisce un principio fondamentale: la carica innovativa delle piattaforme di internet non oblitera la necessità di rispettare il diritto d’autore. Al cuore della legge c’è la necessità di aumentare le responsabilità dei grandi di internet (che, lo ricordiamo, sono le aziende più ricche del mondo) nel far rispettare i diritti di chi produce, scrive, fotografa, filma contenuti. E’ un buon proposito. E si calmi chi, già pochi minuti dopo il voto, parlava di “bavaglio” alla libertà d’espressione, come gli europarlamentari a Cinque stelle: la direttiva è stata riscritta più volte, con cura, e la libertà di internet è garantita. Molto rimane ancora da decidere, e potrebbero passare anni prima di vedere in che modo la legge sarà applicata. Nel frattempo, questo è un primo passo per cui festeggiare.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    12 Settembre 2018 - 17:05

    M5$ è contrario al rispetto ai diritti di chi produce (il reddito di parassitismo per i suoi elettori derubando i contribuenti onesti è il cavallo di battaglia dello scugnizzo), vuole eliminare il sostegno pubblico all'informazione soggetta alla responsabilità editoriale, e non vuol neppure sentire parlare della stessa responsabilità per quella fogna di siti e blog (ri)produttori delle balle di propaganda grillina.

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